venerdì 26 febbraio 2010

1.7 - JOE COOPER

Le ruote fumano e fischiano, e l'aria viene invasa dall'odore di gomma bruciata.
Joe parte di gran carriera, mentre alcuni colpi di pistola esplodono a vuoto dall'altra parte della strada.
I fari del furgone illuminano il corpo del poliziotto smilzo riverso in mezzo alla carreggiata, e il traffico bloccato nell'altro senso di marcia, con la gente impaurita chiusa negli abitacoli.
Joe accelera, non può scartare il corpo, con tutte quelle auto ferme nella corsia opposta.
"Mi spiace amico, eri nel posto sbagliato al momento sbagliato..."
Il furgone sussulta, continuando poi la sua corsa sulle grandi strade di scorrimento del centro di Chicago.

Il Daytona... la sua era stata una carriera folgorante. La sua crescita era stata come il suo piede sull'acceleratore, sempre a tavoletta, senza paura. Con le prime vittorie cominciavano ad arrivare le interviste, le attenzioni dei media, degli sponsor, delle donne.
Tutti spendevano parole su parole per lui: giovane di talento, asso al volante, il nuovo campionissimo. Il suo futuro era già scritto, era quello dei numeri uno.
Poi, quella domenica... quella fottuta domenica. Joe ricorda poco di quel giorno. Le sue memorie sono come diapositive, immagini statiche di una pellicola spezzata. Ricorda la TV, gli spalti pieni, la fidanzata ai box, le voci dei telecronisti; i semafori, la partenza, i motori assordanti; la parabolica, il sorpasso, toccato, l'auto che si gira, la botta, tremenda, frontale. Buio.
Il risveglio fu doloroso, nel letto di un ospedale. Le gambe spezzate entrambe, e fratture dappertutto. Nelle trasmissioni sportive gli stessi giornalisti che fino a due giorni prima lo mettevano in cima al mondo ora lo davano per spacciato. Carriera finita. Stop.
La riabilitazione fu lunga, eterna, ma Joe ci credeva. Sarebbe tornato alle gare, avrebbe dimostrato a quei vecchi parassiti chi cazzo era!
Ma purtroppo, ci credeva solo lui. Per tutti gli altri era un caso, il pilota sfortunato, finito. Una meteora. Nessuno voleva arrischiarsi ed investire sul suo ritorno.
Presto i soldi cominciarono a scarseggiare, e Joe non vedeva una via d'uscita da quella situazione. Più il tempo passava senza un contratto, più diventava teso e irascibile. Il rapporto con la fidanzata andava deteriorandosi, e presto fu rottura, forse a causa del nervosismo, forse perché non era più nessuno. Joe si mise a fare un po’ di tutto e a fumare una montagna di sigarette per contenere lo stress.
L’ultimo lavoro come tassista non fu un granché; certo, era il miglior tassista della città, ma proprio per questo la corsa durava poco e il tassametro non tirava abbastanza dollari.
Tuttavia, fu proprio durante una corsa che conobbe Jerry Mulcachey, salito per caso sul suo taxi. Jerry rimase sorpreso dalla sua bravura al volante e gli chiese dove aveva imparato a guidare così. Fu sorprendente come, da quella semplice domanda, Joe si ritrovò ad accettare la proposta tanto allettante quanto folle di un colpo alla Banca Centrale di Chicago...

giovedì 18 febbraio 2010

1.6 - PIOMBO NEL FIANCO

Lo sguardo di Rudy corre verso l'altro lato della strada. Non sa da dove è partito il colpo, e l'oscurità non gli permette di scorgere chi ha sparato. E' rischioso, ma deve aspettare, non può sventagliare proiettili nel centro cittadino...
Jerry apre il portellone, Joe è accucciato, al posto di guida. Lina passa al capo i sacchi con la refurtiva, Greg e Yuri salgono rapidi.
- Rudy! A bordo! - urla Jerry. Martinez scatta.
Alcuni lampi, i rumori secchi di un'arma da fuoco. No, non ora, non proprio ora! pensa Rudy, impreparato a sventagliare nella direzione del fuoco nemico.
I proiettili sibilano nel buio.
- Lina! Giù... 'rghhhhhhhh! - Jerry sgrana gli occhi e stringe i denti. Poi si accascia, con le mani sulle reni. Il sangue si spande sulla giacca, sulle mani.
- Jerry, no!!! - grida Lina, sporgendosi incautamente.
Rudy imbraccia l'M-16 e scarica una raffica di colpi nella direzione da cui ha visto partire i colpi. Non puoi morire, cazzo! Sopravvivi al Golfo e ti fai fottere in una cazzo di sparatoria!
- Aiuto! Aiuto! Greg! Yuri! - Lina tira Jerry, cercando di sollevarlo, di portarlo sul furgone. Ogni istante sembra eterno, Jerry perde sangue, nessuno agisce abbastanza in fretta. Le lacrime le riempiono gli occhi.
- Joe, stai pronto - dice freddo Yuri.
Greg afferra Jerry e lo tira a bordo. Martinez continua con il fuoco di copertura, imprecando: - Vai Lina, vai!!! Cazzo, non stare lì impalata! Vaiiii!!!
La ragazza balza sul furgone, seguita da Rudy.
Yuri si fionda sul sedile del passeggero, restando accucciato, e fa segno a Joe di partire: - Fammi vedere che pilota sei!
Joe sogghigna: - Attacca il culo al sedile, russo, comincia il Daytona Racing...

domenica 14 febbraio 2010

1.5 - SE UN GATTO ATTRAVERSA LA STRADA...

Un'esplosione proveniente dalla Banca Centrale fa tremare il terreno. I poliziotti scattano giù dalla macchina. Joe realizza, sono persino in anticipo, e corre al furgone.
- Maroooooonna! Chessucceeeed'?!?
- Andiamo a vedere! - lo smilzo apre il baule e imbraccia un fucile a pompa.
Il grassone perde tempo rovistando nella macchina in cerca la sua pistola d'ordinanza, e raccogliendo dal sedile del passeggero preziose briciole di ciambella. Ad un tratto, il rumore di gomme che slittano e una brusca sgasata lo mettono in allarme. Il ciccione si getta sul marciapiede appena in tempo, mentre il furgone di Joe tampona con violenza la volante trascinandola lungo la via trasversale.
Lo smilzo colto di sorpresa si volta di scatto, ma prima ancora di aver capito cosa sta accadendo, il furgone svolta in una viuzza verso sinistra, lasciando la volante della polizia ammaccata in mezzo alla strada, sotto gli occhi increduli del gestore del FoodMart.
Il ciccione si rialza a fatica, sconvolto dagli attimi di azione di poco prima, con la ciambella stritolata tra le mani.
- Che traggediaaa! Cumpà, vado a chiamare rinforzi alla radio! - grida, felice di aver trovato una scusa per non seguire lo smilzo, che invece riprende deciso e coraggioso la sua corsa verso la banca.

Jerry e Lina svuotano a quattro mani il caveau.
- Guarda quanta roba, dannazione! - esclama Jerry, al culmine dell'esaltazione, mentre afferra dalle cassette di sicurezza orologi, gioielli, preziosi di ogni genere. La sua mente cataloga ogni oggetto pensando già all'amico ricettatore potenzialmente interessato ad ogni articolo. Ad un tratto gli capita tra le mani un cofanetto nero, chiuso con un lucchettino. E questo? A chi lo rivendo? Bah... ci penserò poi... e lo infila nel sacco insieme al resto.
- Lina, a che punto sei col denaro? -
- Ci sono quasi... - risponde Lina, mentre infila enormi mazzette di dollari in un secondo sacco.
- Jerry, Lina... guai in vista, datevi una mossa! - urla Greg dal salone della banca - C'è un poliziotto armato qua fuori che corre verso la banca!
- Di già? - constata Jerry sorpreso - Lina, andiamocene...
I due chiudono i rispettivi sacchi e si affrettano a tornare al piano superiore.
- Jerry, gli faccio saltare la faccia? - chiede Martinez al capo, appena uscito dal caveau, indicando lo smilzo, che avanza senza ripari in mezzo alla strada.
- No! Niente vittime! - ribadisce Jerry, risoluto - Abbiamo degli ostaggi. Aspettiamo che entri, lo disarmiamo, e lo mettiamo assieme agli altri. Di sicuro sta agendo da solo, probabilmente era casualmente in zona. Preparatevi per l'agguato!

Joe svolta, imbarcando il mezzo. Si ritrova sulla strada principale... basta fare il giro di un isolato del resto... tre svolte a sinistra e torni da dove sei partito. Le gomme fischiano, i fari abbaglianti illuminano il rettilineo fin oltre l'entrata della banca. Joe stringe i denti e affonda sul pedale dell'acceleratore, facendo sculare il furgone.
L'accelerazione lo incolla al sedile... dannazione, era da un bel po' che non facevo queste cose!
Joe arriva a velocità folle in prossimità dell'entrata. La sagoma dello smilzo compare per un istante nel campo d'illuminazione dei fari. Joe scorge il volto terrorizzato del poliziotto... tutto accade troppo in fretta per reagire, per l'uno e per l'altro. Joe tocca il freno, sterza... arrivo in derapata. Si sente una botta, un rumore sordo rimbomba sulla lamiera laterale destra del mezzo.
Il corpo viene catapultato come un manichino lungo la strada a una ventina di metri di distanza. Una vettura nell'altro senso di marcia si ferma. La signora nell'abitacolo guarda sconvolta il poliziotto senza sensi, accasciato in una posa innaturale, con gli arti spezzati. Altri automobilisti si fermano, qualcuno scende dall'auto per vedere cosa accade.
Jerry esce dalla banca e apre il portellone: - Arrivo in grande stile, eh... niente vittime avevo detto!
- Non l'ho visto! E' spuntato all'ultimo, come i gatti che si buttano sotto la macchina! E poi... non è detto che sia morto... - ribatte Joe a sua discolpa.
Uno sparo proveniente da chissà dove rimbalza scintillando sulla carrozzeria. I curiosi attorno al corpo del poliziotto si fiondano nelle loro auto, temendo l'inizio di una sparatoria.
- Cazzo! - esclama Jerry - Via! Via! Dobbiamo andarcene! Tutti sul furgone! Martinez coprici!

giovedì 4 febbraio 2010

1.4 - IMPREVISTI E PROBABILITA'

Joe si accende l'ennesima sigaretta.
- Porca putt...!
Il cicco gli cade di bocca per la sorpresa. Nello specchietto, Joe scorge una macchina della polizia. Svolta, e parcheggia in una perpendicolare, quasi di fronte all'entrata della banca. Spegne il motore.
Merda merda merda merda merda! Che cazzo si fa ora? Joe recupera la sigaretta e fa un tiro lunghissimo. Stai calmo Joe, non sono qui per noi, tra poco se ne andranno e tutto filerà liscio...
Il ragazzo osserva nervoso dallo specchietto. La portiera del passeggero si apre, e un poliziotto basso e decisamente appesantito esce dalla vettura, aggrappandosi goffamente alla carrozzeria per aiutarsi nell'intento.
Quindi si avvia lungo la perpendicolare, verso un negozio FoodMart 24/7... non poteva esserci altro aperto la vigilia di Natale!
Il ciccione esce pochi minuti dopo, tornando verso la volante con caffè caldo fumante e ciambelle, per sé e per il collega rimasto in macchina.
Eh no! Non vorrete farvi la pausa proprio qui... ma cazzo!
Joe, fumando nervosamente, accende il furgone e fa un giro dell'isolato attorno alla banca. Costeggiato un dei lati della struttura, arriva allo stop che da un senso unico dà sulla strada principale che passa dietro l'edificio. Da sinistra, un'auto di grossa cilindrata arriva ad alta velocità, sfrecciando nella strada insolitamente semideserta, e obbligandolo a dare la precedenza.
Joe, ragiona... che cazzo vuoi fare? Questa non ci voleva...
Joe completa il giro, tornando pressoché al punto di partenza. Quindi svolta nella perpendicolare e parcheggia, coi fari accesi, dietro la macchina della polizia.
Il giovane scende dal furgone, e s'avvicina a grandi passi all'auto degli sbirri. Bussa sul finestrino appannato dal lato del guidatore. Il vetro scende, e il volto scavato di un poliziotto magrissimo gli si presenta dinanzi.
Questi due sembrano la parodia l'uno dell'altro, come Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto... ma chi le fa le coppie? pensa Joe.
- Qualche problema, ragazzo? - chiede lo smilzo, con la bocca piena per la ciambella.
- Sì, diamine! Pochi secondi fa quasi m'ammazzavo! Un pirata della strada sfrecciava a tutta velocità sulla principale dell'isolato qui dietro! Per fortuna mi ha evitato per un pelo! Non dovrebbero nemmeno darla la patente a certi pazzi! - racconta tutto d'un fiato Joe, sperando che i tutori dell'ordine si gettino prontamente all'inseguimento di un tale pericolo pubblico.
Lo smilzo afferra il bicchierone del caffè bollente - Hai preso la targa?
- No.
- E allora sarà già lontano! Mica possiamo andare a cercarlo per tutta la città, è come trovare un ago in un pagliaio!
- Ma... ma... quindi?!? Non vorrete stare qui imbambolati mentre un pazzo al volante semina il panico in città! Voi siete la legge...
- Guagliòòò!!! - interviene sgarbatamente il ciccione, accento palesemente italo-americano - Pure la legge fa pausa, non vedi? E poi, oramai, quello sta a casa a mangiare o' tacchino!
Lo smilzo da una gomitata al collega, invitandolo a mantenere un comportamento più conforme al ruolo. Joe, allibito, ribadisce le sue ragioni.
Il ciccione sbuffa, e azzanna la ciambella, ma sembra molto indispettito dalle insistenti richieste del ragazzo. Ad un certo perde la pazienza.
- Guagliò! - dice sputando pezzi di donut, e girandosi verso il lunotto posteriore a fatica - E' tuo il mezzo qua dietro? Non può stare lì! Vuoi che ti faccio la multa?!?
Joe rimane di stucco: - Ma come? Vi segnalo un pirata e volete fare la contravvenzione *a me*?!?
- Hai visto dove stai parcheggiato? Stai a meno di cinque metri dall'incrocio, sulle strisce pedonali, e pure davanti a un idrante! - continua il poliziotto grasso, mentre Joe non sa se ridere o piangere per la situazione surreale - Il tuo veicolo può causare incidenti! Oppure, metti che una vecchietta aggia attraversa' la strada: non può, perché ci stai tu con quel bestione! Allora magari ci gira attorno, c'è il ghiaccio, scivola e si rompe il femore... poi, come la mettiamo?
- Una vecchietta?!? Alle nove passate della Vigilia! Ma se le strade qui attorno sono semideserte!!! - protesta Joe - Bah! Lasciamo perdere, vado a prendere le sigarette al 24/7...
- Che fai? Lasci lì il furgone? T'aggio detto di spostarlo, guagliò! -
Jerry ignora platealmente il grassone.
- Ti faccio la mult...!!! -

KA-BOOM!!!

lunedì 1 febbraio 2010

1.3 - FACCIA A TERRA!

- Mani in alto! Questa è una rapina!!! - urla Jerry.
L'irruzione ha avuto successo, tutto per ora è andato liscio.
- Ho sempre sognato di dirlo! - bisbiglia Jerry a Martinez, tenendo sotto tiro insieme al veterano del Golfo le guardie giurate.
- Ehi tu, stronzo! Non fare scherzi! - sbraita Jerry, soffocando il tentativo di una guardia di avvicinare la mano alla pistola d'ordinanza - Il primo che si azzarda a fare cazzate, se la vedrà col mitra del mio socio! Forza, muovetevi, tutti qui! - continua rivolgendosi al personale della banca - Faccia a terra e mani dietro la nuca! Fate come dite e tra dieci minuti sarà tutto finito senza che nessuno si faccia male!
Lina, con la pistola puntata sui pochi addetti ancora presenti, fa un cenno con la testa, intimando di eseguire gli ordini di Jerry. Con movimenti impacciati, tremanti per la paura e con le mani in alto, i dipendenti raggiungono l'angolo del salone dove Rudy sta disarmando i tre della sorveglianza.
- Bravissimi, dei dipendenti esemplari! - dice Jerry, con un tono ironicamente rassicurante, come quello che si usa coi bambini - Rudy, perquisiscili, non si sa mai. Yuri, tocca a te.
Il russo non si fa pregare. Con passo sicuro aggira il bancone e si avvia verso l'ufficio del direttore, pistola in una mano, valigetta con il portatile nell'altra.
Con un paio di colpi ben assestati alla porta, Yuri entra nel piccolo ufficio, angusto e buio, con mobili rivestiti in radica lucida. In men che non si dica Yuri è già seduto sull'imponente poltrona in pelle, abbinata alla scrivania su cui si trova il terminale del direttore. Apre la sua valigetta e accende i PC, collegandoli tramite le porte seriali.
Dai suoi calcoli è anche in anticipo sui tempi. Sorride mentre attende l'avvio dei due sistemi DOS e del programma di decrittazione. Aggiusta lo schienale... comoda la poltrona. In compenso l'ufficio fa schifo, sembra quello di un sovietico a Berlino Est. Ci vorrebbe almeno qualche pianta ornamentale...
Madronich viene riportato alla realtà dalle stringhe alfanumeriche che scorrono rapide sullo schermo del portatile. Yuri s'immerge nel suo modo di bit.

- Secondo me quel pivello non ce la fa. - asserisce Greg, poco fiducioso nelle nuove tecnologie - Sarò un tradizionalista, ma dovevamo far saltare entrambe le porte... era più semplice.
Jerry si volta verso il compagno: - Certo! E magari potevamo anche telefonare prima alla polizia per avvisarli del colpo! L'utilità dei codici è proprio per evitare di far scattare gli allarmi prima del tempo: 5 minuti possono fare la differenza tra la nostra fuga e la galera... ecco, arriva Madronich...
Yuri si avvicina senza dire una parola alla porta di sicurezza che conduce al caveau. Digita rapido alcune cifre sul pannello numerico, poi preme "enter". La luce rossa che sovrasta la porta si spegne, quella verde al suo fianco s'illumina.
Yuri si allontana: - Prego Lina, tocca a te.