martedì 27 aprile 2010

1.17 - SE NE SONO ANDATI TUTTI

La signora Sterling apre il vecchio registro appoggiato sul bancone.
- Dunque siete in sei, e volete sei stanze singole - ripete la signora, facendo eco a quanto appena chiesto da Joe.
- Esatto. I nostri amici arriveranno a breve. Li andremo a prendere tra poco. Sono rimasti indietro a causa del tempaccio... -
- Eh già, che nevicata! Dev'essere proprio difficile arrivare qui con queste strade! - conferma la vecchietta.
Joe sogghigna. La signora Sterling sarà sì premurosa, ma ha anche l'aria di essere un po' tocca, o quanto meno credulona. Di sicuro questo aspetto tornerà loro utile.
Lo sguardo di Joe corre sulle pagine vuote del registro: - E' molto che non ha clienti, signora...
- Sì, giovanotto. Ormai il mio motel è un caro vecchio ricordo. E' da tanto che non viene più nessuno, ma io vivo qua lo stesso, con la mia pensione - risponde la Sterling con voce malinconica. -Purtroppo se ne sono andati via tutti da Brumhill. Prima i giovani, verso la città, verso nuove opportunità, alla ricerca della felicità... uno ad uno se ne sono andati tutti. Poi i vecchi: chi ospitato dai figli, chi chiamato dal Signore...
La signora Sterling congiunge le mani, prima di continuare. Il suo sguardo si perde in ricordi di un tempo che non tornerà.
- Ma signora, come fa a vivere qui tutta sola? Voglio dire, senza nessuno, senza un'auto, senza provviste... - chiede Greg, con fare quasi sospettoso. Le sue barriere inibitorie sono già calate sotto l'effetto del whisky con cui la Sterling gli ha concesso di rimpinguare la sua fiaschetta, in conto alle camere che affitteranno.
- Oh, ma per queste piccole faccende c'è il mio caro nipote Trevor! Per fortuna almeno lui non si è dimenticato della sua vecchia zia! Trevor è un bravo ragazzo e mi fa visita di quando in quando, aiutandomi a sbrigare le commissioni. E poi mi fa anche compagnia. Sapete, doveva venire qui per cena, così mi ha detto l'ultima volta. Ma immagino che con tutta questa neve, non sia riuscito a raggiungere Brumhill. Che peccato! Avevo cucinato un ottimo arrosto! Spero riesca a venire durante le feste!
- Ma signora, perchè non l'ha chiamato? Non ha un telefono? - chiede sbalordito Joe.
- No. A che serve? - risponde candida la donna, facendo spallucce - Ad ogni modo, firmi qui, signor...
Joe ha un'esitazione. Quindi, dissimulando un'eccessiva sicurezza risponde: - Andretti!
La Sterling lo fissa, socchiudendo gli occhi, come nello sforzo di riconoscerlo: - Andretti, Andretti... un tempo qui viveva un tale con lo stesso cognome. Aveva una fattoria poco a nord.
In pochi secondi l'anziana signora è già persa nell'intreccio di ricordi del passato legati a quel misterioso cognome di fantasia. Racconta di una famiglia, dell'incendio di un granaio e del trasferimento del capofamiglia a Chicago quando gli affari non andavano più.
Joe coglie la palla al balzo: - Signora, ma l'Andretti di cui parla è il mio prozio! Che coincidenza!
La signora Sterling sembra emozionarsi ancora di più a questa notizia, come se la comune conoscenza di una persona rendesse questi sconosciuti arrivati al motel delle persone "di famiglia". A questo punto per Joe non è difficile strappare alla signora un prezzo da vero grassatore, in cui fa rientrare, oltre alle stanze, anche i pasti, le sigarette e le non trascurabili consumazioni di Greg.
- Bene signora. E' ora che andiamo a prendere i nostri amici - dice Joe al termine della trattativa, sorreggendo un barcollante Greg, che insiste per farcela da solo a suon di "scto bene!".
- Certo, certo! - risponde entusiasta la vecchietta - Nel frattempo vado ad aprire i termosifoni delle camere. Per caso i vostri amici gradiscono un po' di arrosto?

lunedì 19 aprile 2010

1.16 - RIVERSIDE MOTEL

Le gambe affondano fino al ginocchio, ed il freddo entra nelle ossa provocando fitte dolorose. La neve scende con minore intensità, ma questo non facilita il compito di Joe e Greg. Avranno percorso sì e no cento metri. Nessuna traccia di mezzi per riprendere la fuga, in questa cittadina fantasma.
- Ci sono delle luci accese laggiù - dice Greg aguzzando la vista.
- Ma sei ancora ubriaco... qui non c'è anima viva! - risponde acido Joe.
- Eppure... guarda là, quel bagliore rossastro... - insiste Greg.
In effetti dopo alcune decine di metri, Joe è costretto a dare ragione al compagno: - E io che pensavo che l'alcol annebbiasse la vista! Avviciniamoci.

L'insegna luminosa brilla della luce tremula dei vecchi neon, parzialmente bruciati, recitando con malinconia il passato splendore del Riverside Motel.
Gli addobbi natalizi, fatti di luci colorate intermittenti, adornano la ringhiera della grande veranda antistante l'ingresso. Un ronzio ritmico accompagna l'accendersi e lo spegnersi delle luminarie, quasi fosse il lamento di morte delle vetuste lampadine, come se ogni accensione fosse l'ultima della loro gloriosa carriera.
Greg guarda incredulo Joe: - Tutto mi sarei aspettato, fuorché trovare un motel qui!
Joe alza le spalle. C'è l'insegna di rivendita tabacchi vicino all'entrata. Questo è ciò che conta.
In men che non si dica il giovane pilota suona il campanello che risponde con un trillo smorzato.
Nessuno si presenta alla porta. Joe spazientito fa per risuonare, quando sente il chiavistello dell'ingresso aprirsi.
Un'anziana signora dai capelli bianchi, ad occhio sui 65-70 anni, spunta sull'uscio. Alta solo un metro e mezzo, porta vestiti semplici, un maglione verdognolo e una gonna, e ciabatte grigie.
- Buonasera! - dice sorridente, con voce cordiale, senza però nascondere una certa sorpresa per la visita inaspettata.
- Signora, buonasera - attacca Joe - ci perdoni se disturbiamo, ma ci siamo persi e...
- Oh, giovanotti! Ma siete fradici! Entrate, entrate! Non state sulla porta col freddo che fa, potreste ammalarvi!
La signora invita i due ad entrare nella vecchia reception, in cui troneggia il banco del motel. La stanza è addobbata per le festività, con l'albero di Natale in bella mostra, e resa ospitale come se la donna vivesse la sua esistenza qui dentro: soprammobili, una tazza di tè, i ferri per la maglia e piccoli oggetti di vita quotidiana. Un caldo tepore pervade l'ambiente, accompagnato da un buon profumo di cibo.
- Signora...
L'anziana donna non dà il tempo a Joe di continuare: - Accomodatevi, accomodatevi pure - dice indicando un tavolo circondato da sedie in stile anni '60. Tutto qua dentro sembra essersi fermato a trent'anni fa. - Scaldatevi un po' vicino al calorifero.
La signora dai modi premurosi sembra lo stereotipo della nonnina, sia nell'aspetto che nel carattere. Il suo incedere con l'aiuto di un bastone non fa altro che rimarcare questa sensazione. Una di quelle nonne la cui gentilezza nei confronti dei nipoti è tale da non dare tregua: alla prima premura, ne segue subito una seconda, se ne accavalla una terza, e così via.
- Vi preparo un latte e cognac? - incalza di nuovo. Beh, un goccetto per scaldarsi non farebbe male pensa Greg tra sé e sé.
- Oh, perdonatemi, che sbadata! Non mi sono ancora presentata. Io sono la signora Sterling...

venerdì 9 aprile 2010

1.15 - BRUMHILL

- C'è poco da fare, questo catorcio è fuori uso. - constata Joe - Si è spezzata la cinghia di trasmissione, e senza un pezzo di ricambio in condizioni decenti non si va da nessuna parte.
- Non possiamo rimanere qui - esclama Lina - moriremo congelati!
- Non abbiamo scelta. Dobbiamo raggiungere questo Brumhill. Lì troveremo di sicuro un altro mezzo per riprendere la fuga. In fondo sono solo due chilometri... - dice Rudy.
- Sì, ma da fare con la neve alta mezzo metro! - ribatte Greg.
La risposta di Joe è uno scatto di palpabile nervosismo: - E allora?! Che cazzo vuoi fare? Chiamare i soccorsi? La polizia? Aspettare che ci trovino con la primavera?
- State calmi, tutti e due - sibila risoluto Rudy - Greg, Joe, afferrate i sacchi. Io porterò Jerry. Yuri sotto il sedile c'è una torcia elettrica, prendila. E muovete il culo.

La camminata nella neve è tutt'altro che facile. I fiocchi cadono senza interruzione, bagnando i capelli, le giacche. Presto sui sacchi di refurtiva si deposita un sottile strato bianco. Nessuno è passato di qua, nessuna vettura, nessuno a piedi, nessun animale. E nessuno passa durante il tragitto.
Finalmente dopo quasi un'ora le prime case fanno capolino. La strada s'immette tra due lunghe fila di abitazioni. Brumhill sembra sorgere per la gran parte sui lati di questa che sembra essere la via principale del paese. O meglio sembrava.
In effetti bastano pochi sguardi alle case vecchie e decrepite, coi vetri rotti, le verande lasciate all'usura del tempo, per capire che la cittadina è abbandonata.
- Dannazione! In questo posto dimenticato da Dio non c'è nemmeno un'auto! - impreca Joe.
- Jerry non ce la fa più. Non possiamo continuare! - dice Lina - Dobbiamo fermarci! Possiamo... possiamo rifugiarci in una di queste abitazioni abbandonate! Almeno potremo scaldarci un attimo, e far riposare Jerry!
Rudy annuisce: - Lina ha ragione, non possiamo continuare così. La situazione sta precipitando. Facciamo come dice.
- La situazione sta precipitando? - commenta Greg - La situazione s'è già schiantata da un pezzo!

Il gruppetto entra in una delle prime abitazioni. La porta è aperta. Nessuna custodia. L'ambiente odora di polvere.
L'uscio d'ingresso si apre su una sala buia. Yuri fa luce con la torcia: il raggio illumina vecchi mobili ricoperti da lenzuola bianche, nel silenzio spettrale. Un vecchio lampadario di moda negli anni '60 dondola sospinto dall'aria gelida che entra dalla porta.
Yuri individua con un rapido colpo d'occhio la scatola del contatore dell'energia elettrica, si avvicina risoluto e solleva l'interruttore.
Il suo verdetto non lascia speranza - Niente. Staccato.
- Non c'è scelta. Joe, devi andare a cercare un altro mezzo, o un pezzo di ricambio. - dice Rudy, mentre controlla le ferite di Jerry. Le sue nozioni di pronto soccorso, apprese in guerra, gli permettono di constatare una situazione tutt'altro che rosea. Ma per ora meglio non dare ulteriori preoccupazioni ai compagni.
- E va bene. - Joe dà una pacca sulla spalla a Greg - Greg, vecchio bestione scontroso, vedi di sdebitarti della sfiga che hai portato finora e vieni con me...

venerdì 2 aprile 2010

1.14 - OTTIMISMO E PREVISIONI

Yuri traffica per alcuni lunghi istanti con i cavetti sotto il volante. Poi, improvvisamente, il Land Rover s'accende, faticando a tenere il minimo. Yuri s'affretta a dare un po' di gas.
- Cacchio! Come nei film! - esclama Joe, avvicinandosi al posto di guida, e facendo intendere al russo di lasciare il posto che sente suo di diritto.
- Martinez, aiutami a portare Jerry sulla jeep - dice Greg.
- Vi dò una mano! - si offre Lina.
- No, lascia stare, è roba da uomini - ribatte Greg, acido - E per Dio, smettila di stargli sempre addosso: non si riprenderà solo per il fatto di averti accanto!
Lina guarda sbalordita Greg, ferita. Sospettava di non piacere a quel tipo cupo e taciturno, ma non s'aspettava una stoccata così. Senza avergli fatto niente, peraltro...
Joe fa capolino dallo sportello del fuoristrada, incitando i compagni a muoversi: - Forza, andiamo, prima che s'accorgano di noi!
Pur avendo cambiato mezzo, tutti concordano di evitare di tornare verso il posto di blocco. A velocità ridotta, con questa neve, se venissero fermati, i poliziotti non tarderebbero a vedere Jerry ferito, e sarebbe la fine.
Joe spinge quindi il Land Rover lungo la stradina sterrata che continua oltre l'aia del cascinale verso i campi. Sembra di navigare in un mare bianco e liscio. La guida è davvero difficoltosa, e la velocità estremamente ridotta.
Yuri accende l'autoradio, l'unico pezzo apparentemente nuovo del fuoristrada. Un modello di radio niente male, non di punta, ma recente... almeno 300 dollari.
La radio gracchia cercando di allinearsi alla frequenza impostata. Dopo alcuni secondi, la voce dello speaker si fa chiara.
"...l'eccezionale bufera di neve che si sta abbattendo su buona parte dell'Illinois, sta mettendo in ginocchio la circolazione natalizia. Le strade sono impraticabili, e anche le maggiori vie di collegamento risultano di difficile percorrenza, nonostante il massiccio impiego di mezzi spalaneve. Innumerevoli le cancellazioni di treni e aerei. L'Agenzia Federale per la Gestione delle Emergenze raccomanda di non mettersi in viaggio almeno per le prossime 24 ore..."
- Che culo! - commenta Joe.
Finalmente dopo alcune centinaia di metri di sterrato con la neve fino al ginocchio, la stradina s'immette su una piccola provinciale asfaltata di campagna, tutta curve e fossi. Tuttavia, anche qui sembra che non passi nessuno da ore, e la neve è altissima.
Joe procede con il naso attaccato al parabrezza. Dopo una decina di minuti di percorrenza, un cartello fa capolino sul lato destro della carreggiata. Indica la direzione di un paese chiamato Brumhill, a 2 chilometri da qua.
"...le previsioni confermano che le nevicate si estenderanno per le prossime 36-48 ore, a causa della permanenza su tutto il nord degli Stati Uniti della massiccia perturbazione..."
- Ci troveranno sepolti nella neve se va avanti come dicono... - sentenzia Greg.
- Sempre ottimista tu, vero? - ribatte sarcastico Joe.
All'improvviso un rumore secco precede l'arrestarsi del fuoristrada.
Joe bestemmia sonoramente e ripetutamente, poi si precipita giù dal mezzo sotto la neve che cade copiosa. Apre il cofano per controllare.
Rudy guarda torvo Greg: - Portasfiga...