venerdì 29 ottobre 2010

1.42 - IL MALE DENTRO

La porta di legno lucido della camera della Sterling cede di schianto, sfondata con fare esperto da Martinez.
La stanza, arredata con vecchi mobili laccati, sembra essersi fermata agli anni cinquanta. Tutto sa di passato: il letto con la testiera intagliata, la specchiera d'ottone, le abatjour con paraluce ricamato.
Al centro della camera, nella penombra creata dalle tende socchiuse, la Sterling bambina guarda verso la porta, in posa ordinata come una scolaretta.
Joe ha un'improvvisa sensazione di smarrimento, ma con estrema freddezza realizza che se la bambina è qui non può essere nella stanza di Jerry, dove ci sono i soldi. Senza esitare il giovane pilota schizza verso la camera con la refurtiva.
Rudy resta faccia a faccia con la bambina. Non sa più a cosa credere. Non dovrebbe essere lì. Non è possibile, ma molte cose che ha visto nelle ultime ore non sono possibili. E sia.
Il veterano alza l'M16, centrando la testa della ragazzina nel mirino. Poi fa fuoco.
Nessun proiettile parte dal fucile. Il grilletto corre a vuoto.
Gli occhi della bambina lo fissano attraverso la lente. Li vede mentre lo penetrano, neri come la pece.
Un improvviso dolore invade l'addome di Rudy. E' un dolore mai provato, soffocante. Il fucile gli cade, le gambe cedono. Istintivamente Martinez porta le braccia al ventre, come se potessero contenere la sofferenza. Con orrore sente le budella contorcersi sotto i suoi avambracci, muoversi come serpenti in una sacca.
Poi il dolore aumenta oltre il possibile, i muscoli si lacerano, la pelle si squarcia. Tentacoli neri schizzano fuori dalla sua pancia, agitandosi sotto i suoi occhi, divorando le sue viscere.
Rudy vede tutto, percepisce tutto, il terrore è assoluto: sta morendo della sua più grande paura, il male dentro di lui. Vorrebbe che tutto finisse subito, ma i sensi non lo abbandonano, il panico lo affianca come un compagno fedele.
Gli occhi si spostano a fatica sulla bambina, che in piedi vicino a lui lo fissa senza mai battere le ciglia.
Fammi morire... fammi morire... ti prego...
Altri tentacoli si fanno strada attraverso gli intestini, spargendo ovunque carne e sangue. Rudy è all'apice della sofferenza. La bocca si apre nello spasmo incapace di gridare, gli occhi si ribaltano all'indietro sanguinanti, le dita stringono le assi del pavimento, le unghie si spezzano perforate dalle schegge di legno.
Il tempo si dilata, diventando per Rudy l'eterna agonia della sua fine.

venerdì 22 ottobre 2010

1.41 - ESSERE UN SOLDATO

L'anfibio di Rudy si schianta sulla porta della camera di Jerry sfondandola. La pedata fa saltare pezzi di serratura dappertutto.
Il suo senso del combattimento gli permette di elaborare rapidamente la situazione, e di superare l'incredulità. Sul letto del capo c'è sangue dappertutto: per Jerry non c'è speranza.
- Fuori! - urla rivolto a Greg e Joe, i quali non se lo fanno ripetere due volte.
Mentre i compagni scivolano verso l'uscita, Rudy solleva l'M16 pronto a un fuoco di copertura.
La bambina, immobile davanti alla refurtiva, lo fissa avvolta negli abbondanti vestiti della signora Sterling.
Quello sguardo gli penetra le viscere. All'improvviso Martinez prova un dolore lancinante all'addome, come se un serpente si agitasse nel suo ventre. Il terrore lo assale. La sua freddezza di soldato crolla davanti alla paura del male dentro di lui.
Imperlato di sudore Rudy arretra fino all'ingresso della camera, poi scappa verso la reception per riunirsi ai compagni.
Yuri e Greg sono terrorizzati, Lina farà presto la fine di Jerry se non riceve cure mediche.
- Dobbiamo andarcene! - grida Greg.
- I soldi Greg! Perché diavolo abbiamo fatto tutto questo se ce ne andiamo senza i soldi! - risponde Joe. - Io non me ne vado senza il denaro, a costo di uccidere quella puttanella! Dev'esserci qualcosa che possiamo fare per toglierla di mezzo...
- Per Dio! Joe! Guardati attorno! Jerry è morto, Lina quasi! Solo tu puoi riparare il land rover! Muoviamoci cazzo! - insiste Greg esasperato.
- La stanza della vecchia, lì potrebbe esserci la fonte di questa assurdità - dice Rudy. Subito dopo i pensieri lo assalgono.
Perché l'ha detto? Cosa spera di trovare? Cosa lo spinge a combattere invece di fuggire? Forse essere un soldato significa combattere battaglie non proprie, dimostrare il senso del dovere in ogni situazione, lottare contro un nemico che potrebbe minacciare i propri simili, anche quando costoro non ne sono consapevoli.
O forse ha ragione Joe. Per lui, senza quei soldi, non c'è comunque nessuna speranza.
Joe sorride con complicità al veterano, mentre Greg scuote allibito la testa: - Andiamo ad ammazzare quella puttana!

venerdì 15 ottobre 2010

1.40 - BAMBINA

*Clic!*
Ancora una volta, come per Lina, nessuno sparo.
L'arma è scarica! Yuri torna improvvisamente in sé, realizzando che nella folle roulette russa della scorsa notte aveva sparato l'unico proiettile verso suo padre, senza poi ricaricare l'arma. Una dimenticanza a dir poco provvidenziale.
In quel preciso istante, il frastuono improvviso di una porta sfondata. Rudy, Joe e Greg fanno irruzione nel motel armi alla mano. La Sterling sbatte le palpebre, si volta.
E' solo un istante, una minima distrazione, ma tanto basta per permettere a Yuri di levarsi dall'angolo coi sacchi di refurtiva.
La vecchia, come disinteressata all'arrivo degli altri tre, torna con l'attenzione al bottino, ignorando anche Yuri, che aggirandola rasente al muro, si precipita su Lina che giace in una pozza del suo sangue.
Il russo afferra il corpo esanime della cinese per la giacca, trascinandolo fino nel corridoio. In quello stesso momento, gli altri compagni si affacciano sulla porta che conduce alla reception.
Sguardi increduli, frasi concitate, smarrimento si intrecciano nel tentativo di comunicare gli uni agli altri, ma forse anche a sé stessi, quello che sta accadendo.
Lina è in fin di vita... Yuri non capisce più niente... Rudy afferra per le spalle il russo cercando di farsi dare spiegazioni... Joe cerca i sacchi con lo sguardo, non ci sono...
- I soldi! Cazzo Greg, i soldi! - esclama il giovane pilota.
Senza pensarci su, Joe schizza nella stanza di Jerry, seguito a ruota dall'ex-minatore.
Quando entrano, non capiscono, faticano a realizzare.
Davanti alla refurtiva, una bambina di circa dieci anni li fissa con sguardo gelido. Attorno a lei sono sparse mazzette di dollari: è evidente che ha rovistato nei sacchi.
La ragazzina indossa quelli che per lei sono gli abbondanti abiti della vecchia. Al suo collo spicca un pendaglio nero, identico a quello visto sulla locandina con Abramo Sterling.
Joe non si fa domande. Certe cose è meglio non chiedersele. Ormai la cosa sta precipitando. Ha le allucinazioni? Sta diventando pazzo? Non importa. Deve prendere i soldi e andarsene da qui. Al resto penserà poi.
Il ragazzo si avventa verso la bambina, verso i sacchi. Lei fa un gesto, uno solo con la mano.
Davanti allo sguardo sbigottito di Greg, una forza invisibile catapulta Joe verso l'altro lato della stanza, facendolo volare oltre il letto di Jerry e impattare violentemente di schiena contro la parete.
Joe sente le costole scricchiolare, e la bocca riempirsi del sapore del sangue. Istintivamente, intontito, si trascina verso l'uscita.
Greg sente solo l'impulso di scappare, ma la porta della stanza sbatte con violenza chiudendosi dietro di lui. Il minatore perde il controllo
- Vaffanculo! Piccola troia! Crepa! - sbraita, sollevando lo shotgun verso la bambina.
Senza esitare preme il grilletto, ma proprio in quegli attimi una pressione improvvisa gli sposta le braccia.
La gragnuola di pallettoni investe in pieno il letto di Jerry. Il corpo del capo sussulta investito dalla rosa di proiettili.
Greg sente la sua mente vacillare, mentre le lenzuola si tingono di rosso.

martedì 12 ottobre 2010

1.39 - OCCHI

Lina non avrebbe mai voluto arrivare a questo, ma quella dannata vecchia non le lascia scelta. Non può permetterle di avvicinarsi al denaro. Non può permetterle di avanzare ancora verso il fondo della stanza, verso Jerry.
Deglutisce. Poi l'indice preme sul grilletto.
Lina attende il tuono di uno sparo che non arriva mai. Al suo posto, un imbarazzante "clic", e il grilletto che si muove a vuoto... merda! si è inceppata!
La Sterling si volta di scatto. Sul suo volto occhi di fuoco, uno sguardo che blocca il respiro nella gola di Lina. La ragazza prova un senso di vertigine, improvvisamente le sembra che la stanza s'allunghi a dismisura come fosse un corridoio, ma anche che il volto della vecchia sia sempre lì, con quell'espressione da demonio pietrificata sul viso.
Quegli occhi... quegli occhi fissi su di lei! Sono come uno spillone piantato nel cranio, come martelli sulle tempie! Il dolore le riempie la testa, spinge sulla fronte, gli occhi lacrimano, mentre dal naso gocciola il sangue di capillari spezzati.
Yuri osserva paralizzato dall'orrore la scena, che gli scorre davanti in un innaturale silenzio. Gli occhi di Lina si gonfiano, poi, accompagnati dal suono di una membrana che si lacera, esplodono.
Lina cade gridando come un'ossessa tutto il suo dolore, portando le mani sulle orbite vuote che spruzzano sangue, agitando le gambe con scatti nervosi involontari prima di perdere i sensi.
La Sterling torna a guardare Yuri, immobile davanti ai sacchi pieni di denaro.
- Yuri, sei un buono a nulla, levati di mezzo.
Il russo trema come una foglia, incapace di muoversi. Gli occhi della vecchia, la sua voce... sono lo sguardo e la voce di suo padre.
- Sei sempre stato inutile Yuri! - quella voce profonda dall'accento sovietico esce come una condanna a morte dalle labbra della Sterling. La signora mima col braccio il gesto di portarsi una pistola alla tempia.
Yuri non può resistere: una forza invisibile lo obbliga a prendere la pistola. Il suo braccio si piega contro la sua volontà, puntando la canna verso la propria testa.
Yuri stringe i denti, il sudore cola freddo sulle guance, lungo la schiena: - No! Noooo!!!
L'orrore lo assale. Nonostante non possa controllare il suo corpo, è ancora padrone di tutte le sue sensazioni. Sente i muscoli contorcersi per la paura quando il freddo del grilletto preme sul suo polpastrello, mentre il tamburo gira, negli infiniti attimi che precedono la sua fine.

giovedì 7 ottobre 2010

1.38 - QUA LA MANO

Greg prende la mira e fa fuoco. Il boato profondo che accompagna l'esplosione della rosa di pallettoni è seguito dal guaito degli animali feriti. L'ex minatore apre la canna basculante all'altezza del percussore e sostituisce le cartucce il più rapidamente possibile.
Rudy gli dà supporto col fucile mitragliatore, dall'altra finestra.
- Se ne vanno! - esclama vittorioso il veterano, constatando come le numerose uccisioni stiano mettendo in fuga il branco. Passano lunghissimi minuti, mentre i tre aspettano che i cani siano lontani, invisibili nella foschia che invade la campagna.
- Joe, Greg, forza, andiamo! Ripariamo quel maledetto fuoristrada e andiamocene da questo luogo dimenticato da Dio!
Senza esitare, i tre rimuovono le panche che bloccavano il portone d'ingresso. Armi alla mano escono, e cominciano a correre nella neve giù dalla collinetta, verso il cancello d'ingresso. Il freddo pungente è uno schiaffo, il nevischio sferza le guance.
Improvvisamente un tonfo sordo alle spalle di Greg e Rudy li costringe a fermarsi di colpo. Quando si girano, Joe si agita prono nella neve, tentando di rialzarsi da una maldestra caduta. Nonostante tutto, la scena riesce a strappare una risata di scherno a Martinez: - Ehi, pilota! A furia di andare in macchina hai disimparato a correre? Ah ah ah!
Joe sputa la neve per parlare: - Vaffanculo Rudy! Mi si è impigliata la gamba in qualcosa, qualche cazzo di radice di qualche cazzo di albero!
Con uno strattone Cooper tira l'arto imprigionato per liberarlo. La neve si smuove, e anche il terreno.
Un braccio, sporco di terriccio, violaceo nel bianco manto che ricopre il terreno. Una mano gli stringe la caviglia.
Joe non poteva essere pronto a una simile visione. Il gelo gli riempie la mente, paralizzandogli il respiro. Un terrore ancestrale, la paura allo stato puro, s'insinuano nelle sue vene scatenando l'adrenalina.
- Cazzo! Cazzo! Che cazzo è?!! - d'istinto Joe comincia a percuotere l'arto che l'imprigiona con il candelabro rimediato in chiesa, all'altezza dell'avambraccio.
La pelle si spacca senza sanguinare, il muscolo si lacera come poltiglia, scoprendo le ossa. Una seconda, una terza, una quarta percussione non risparmiano ulna e radio, che si spezzano mentre il braccio si piega molle e innaturale, e la presa viene meno.
Rudy osserva impietrito la scena, mentre Joe si rialza, Greg ha un conato di vomito... il braccio si muove...
- Via, via, via!!! Recuperiamo gli altri e andiamocene!

lunedì 4 ottobre 2010

1.37 - SERVIZIO IN CAMERA

Toc... toc... toc...
- Chi è? - chiede Lina. Istintivamente si passa una mano sulla fondina con la sua Beretta semi-automatica, nascosta sotto la giacchetta, come per controllare che sia ancora lì.
- Sono io, cara.
La voce inconfondibile della signora Sterling la urta. Saranno anche le suggestioni della scorsa notte, ma Lina trova che ci sia qualcosa di inquietante in lei. Tuttavia, scaccia i pensieri malevoli e va ad aprire.
- Cosa c'è, signora?
- Oh, niente. Solo mi chiedevo se avevate bisogno di qualcosa, visto che il vostro amico sta ancora male.
- No signora, siamo a posto così - risponde Lina, con cortesia.
Un silenzio imbarazzato cala nella stanza. Lina e Yuri si sarebbero aspettati che la vecchia tornasse nella reception, e invece resta lì, impalata e sorridente, sull'uscio della camera.
- Signora - esordisce Yuri, spezzando lo stallo - in effetti il nostro amico Jerry apprezzerebbe una bella limonata calda, visto che non si è ancora ripreso dalla sbronza... Sarebbe così gentile da preparargliene una? Lei fa degli infusi così deliziosi!
Il tono esageratamente cortese e adulatorio strappa un sorriso ancora più grande alla vecchina.
- Ma certo, caro! Vado subito! - ma nonostante l'affermazione decisa, la Sterling non muove un solo passo fuori dalla porta.
Anzi, lentamente strascica le proprie ciabatte *dentro* la stanza, sorpassando e dando le spalle a Lina, con lo sguardo puntato verso la refurtiva.
Yuri si pone di scatto davanti ai sacchi.
- Ehi, signora, dove pensa di andare? - chiede intimidatoria Lina - Si fermi!
Ma la Sterling sembra come in trance, e ignorando completamente Lina incede con il suo passo strascicato verso Yuri e il denaro.
Il russo la guarda, e si sente paralizzare da quegli occhi spalancati che lo fissano, passandogli attraverso come se il loro fuoco fosse all'infinito, senza che il battere delle palpebre irrompa anche solo per pochi attimi a ridare umanità a quel volto contratto in un sorriso di pietra.
Lina affonda la mano sotto la giacca ed estrae la pistola, puntandola davanti a sé verso le scapole della vecchia: - Signora, non mi ha sentito?! Si fermi!