giovedì 29 novembre 2012

40 - LA SPEDIZIONE SCOMPARSA

Sand Cove - Sera

Seduti sui due letti della stanza di Connor il gruppetto ascolta il resoconto del professore.
- Ho controllato un po' di dati e di registri, ho telefonato anche alla mia università. A quanto pare quello che ci ha raccontato Aaron corrisponde al vero: 5 spedizioni, un totale di 3 morti e diversi incidenti in realtà tutti imputabili a normali difficoltà nel compito prefissato. Quel pozzo è un vero incubo geologico. C'è però "ma" ed è un "ma" abbastanza pesante. Leggendo i registri c'è una annotazione a una sesta spedizione.
- Una sesta spedizione?
- Esatto, purtroppo non ho trovato altre informazioni, è come se quella spedizione non fosse mai esistita...
Perlenbacher prende la parola.
- Beh, non è l'unico mistero. Ho controllato un po’ di vecchi numeri e pubblicazioni locali e ho trovato 2 fatti interessanti...
Si alza in piedi elencandoli sulle dita.
- Primo fatto, un giornalista freelance, tale George Linnell viene a Sand Cove nel settembre 1912. Vuole scrivere un libro, a quanto pare un saggio su come il tesoro di Teach fosse in realtà stato scoperto e trafugato da una delle spedizioni. Il libro comunque non andò mai in stampa e Linnel scomparve quello stesso anno insieme ai suoi appunti, il poco che so l'ho recuperato da un'intervista che aveva rilasciato ad aprile prima di venire qui. Secondo fatto, un investigatore privato, tale Matt F. Holt, arriva a Sand Cove nell'estate del 1913, pochi giorni dopo muore in un incidente di caccia. Caso chiuso. Non so cosa cercasse, ne cosa trovò e forse i due eventi sono scollegati... Ma questo tesoro sembra molto più misterioso oggi che cento anni fa quando Teach lo seppellì...
Nella stanza cala il silenzio.
- A questo proposito aggiungo un'altra cosa. Fuori dal museo mi ha fermato lo sceriffo, mi ha fatto un sacco di domande, voleva sapere perché eravamo qui e cosa avevamo intenzione di fare. Quando sono andato via l'ho visto discorrere con il proprietario del museo.
Tony si alza dal letto.
- Dove vai?
- Non mi piacciono gli sceriffi, vado a svuotare il furgone, non vorrei che si facesse strane idee nel caso vedesse le bombole...
- Ho un idea migliore... - lo interrompe McCormac - Andiamo adesso a esplorare il passaggio...

domenica 25 novembre 2012

39 - DIGBY

Digby - Pomeriggio

- Mentre voi cercate l’attrezzatura io faccio un salto in biblioteca.
I due guardano Perlenbacher.
- La storia del tizio scomparso che ci ha raccontato Connor mi interessa, voglio approfondire, magari salta fuori qualcosa.
Detto questo si dirige verso il piccolo edificio bianco in stile coloniale.
Le ore passano lente mentre il giornalista sfoglia le vecchie copie del settimanale locale dal 1910 al 1912.
Quando il sole sta iniziando a scendere la bibliotecaria gli si avvicina avvisandolo che stanno per chiudere.
- Nessunissimo problema bellezza!
Perlenbacher balza in piedi.
- Ho trovato tutto quello che mi occorre.
La ragazza lancia uno sguardo al taccuino pieno di note e date.
- Vedo...
Perlenbacher la saluta con una pacca sulla spalla.
- A presto dolcezza!
Infilata la giacca esce nella sera.

Baronetto e McCormak sono seduti in una tavola calda a consumare un hot-dog.
Lo scampanellare della porta li va voltare verso la figura dinoccolata del giornalista.
- Trovato qualcosa? - chiedono mentre il compagno si siede con loro.
- Qualcosa sì, non so quanto sia interessante... ma vi racconterò quando torniamo in paese. Voi? Comprato tutto?
- E’ già tutto caricato.
- Aspettavamo solo te - rincara Baronetto.
- Tutto a posto, Tony si è anche procurato un paio di buoni coltelli, giusto in caso… Bene, direi che è ora di tornare a Sand Cove. In marcia.
- Mi domando cosa abbia scoperto il professor Connor.
- Un paio d’ore e lo sapremo.
Lasciano un paio di dollari sul tavolo e si dirigono al furgone.

giovedì 22 novembre 2012

38 - IL PASSAGGIO DI O'HALEY

Sand Cove, Gennaio 21, 1929, Mattina

La brezza salmastra e il rumore della risacca coprono le parole.
Bisogna urlare per farsi sentire.
- Sei sicuro che sia qui!
- Sì la mappa dice così!
Una sferzata di vento quasi strappa il foglio di mano a Perlenbacher.
Lui e McCormac stanno indossando le mute, si preparano a una visita preliminare.
Sopra di loro torreggia la scogliera.
La caletta è seminascosta, quasi sul margine del promontorio, a 5 km da Sand Cove e a 2 km dal pozzo.
- Noi andiamo, voi tenete d'occhio la zona.
 L'acqua è gelida ma la muta protegge bene.
Con pochi colpi di pinna i due iniziano a spostarsi tra gli scogli cercando di resistere alle correnti.
Una decina di minuti dopo McCormac fa cenno indicando una rientranza sotto la scogliera.
Si infila nel budello.
La torcia sciabola le pietre coperte di alghe viscide.
Il passaggio e stretto.
Le bombole si incastrano.
Grattano tra le pietre piccole schegge gialle.
McCormac avanza al tatto.
Dopo circa venti minuti nel buio il canale si allarga.
La pressione si fa subito fortissima ma ancora sopportabile, ci deve essere una specie di campana.
Le bombole sono circa a metà, giusto il tempo di tornare indietro.
I due si girano e scompaiono nel condotto.

- Abbiamo trovato il passaggio.
McCormac sta indossando un pesante maglione, la pelle è livida per il freddo.
- Abbiamo bisogno di più bombole però.
- Proporrei di andare a Digby, il centro abitato più vicino a rifornirci.
- Bene, mentre voi sarete li io credo farò un altro giro al museo, ho visto alcuni archivi sulle spedizioni di recupero passate, vediamo se salta fuori qualcosa.
- D'accordo professore, ma adesso torniamo indietro che mi sto congelando.

domenica 18 novembre 2012

37 - IL TESORO MALEDETTO

Sand Cove - Sera.

- Quel tesoro è maledetto ve lo dico io!
Di nuovo alla piccola pensione.
La cena, un ottimo pesce ai ferri con contorno di patate e rosmarino.
Connor chiacchiera amabilmente con il gestore, gustando un buon sigaro.
- Oggi ho visto nel museo che diverse spedizioni si sono avvicendate, alcune con esiti davvero infausti.
- Assolutamente sì, quel posto è maledetto.
In questo paese tutti ripetono la stessa manfrina, pensa.
Certo il pozzo dei pirati è un’ottima attrattiva, i turisti riempiono le casse del paese, eppure sembra che  tutti recitino lo stesso copione...
- Sa, ci sono state altre morti misteriose, anche in tempi recenti.
La frase scuote Connor dai suoi pensieri.
- Come scusi?
- Dicevo che un po’ di anni fa è venuto un giornalista, a scrivere un libro sul tesoro… non ricordo il nome ma era il 1911 o il 1912.
- E cosa successe?
- Nessuno lo sa... Scomparve.
- Non è che magari è tornato a casa sua?
- Voi pensatela come volete, però da un giorno all’altro non si fece più vedere.
- Capisco. Bene direi che è ora di andare a dormire. Grazie della chiacchierata.
- Buonanotte.
Pochi minuti dopo le luci si spengono e Sand Cove scompare nella notte.

giovedì 15 novembre 2012

36 - IL POZZO DI TEACH

Il Ford di Baronetto si ferma davanti alla cancellata di metallo.
Una rete dello stesso materiale descrive una vasta area intorno a quello che è conosciuto come il "Pozzo di Edward Teach".
Un cartello riporta le tariffe e gli orari di visita e intima ai turisti di seguire il sentiero segnato.
L'ingresso è chiuso.
McCormac bussa sulla cancellata.
Ai colpi secchi risponde una voce catarrosa e impastata.
- Chi è?
Un uomo esce da una casupola in legno e lamiera, il guardiano del pozzo.
Li osserva stranito.
- E' aperto?
- Sì, beh... sì è aperto... non mi aspettavo visitatori prima dell'estate. Comunque venite.
I quattro entrano.
- 50 cent a testa per il biglietto. Grazie. Ora se volete vi guido lungo il percorso, il tempo di mettermi qualcosa di pesante...
- Lasci perdere buon uomo, ce la caviamo da soli.
- Ah, ok, perfetto.
L'uomo sembra visibilmente sollevato dal poter tornare nella sua casupola riscaldata, non se lo fa ripetere due volte.

Il pozzo è un vasto bacino circolare del diametro di 30 metri.
L'acqua torbida si muove in lente spirali, il terriccio in sospensione impedisce di vedere a pochi centimetri sotto la superficie.
Accatastati in un angolo, lontano dal percorso turistico, alcuni grossi macchinari coperti da teli arrugginiscono nell'indifferenza.
Tony alza uno dei teli sporchi.
- Spedizione Sinclair.
Rimette la copertura al suo posto.
- Qui mi sembra non ci sia molto altro da vedere.
- Già - fa eco Perlenbacher - Inoltre è un altro l'ingresso che interessa a noi...

lunedì 12 novembre 2012

35 - UNA VISITA AL MUSEO

- Permesso? E’ aperto?
Connor entra nel Museo della Pirateria di Sand Cove.
- C’è nessuno?
Un uomo esce da una stanzetta laterale con in mano una vecchia sciabola d’abbordaggio.
- Salve! Mi scusi, non ci sono molti visitatori in inverno. Venga, venga pure avanti!
Pochi minuti e la guida improvvisata, nonché responsabile del museo Aaron Conrad, sta già trascinando Thomas tra teche e ricostruzioni di scialuppe.
Il professore fa buon viso a cattivo gioco sorbendosi una lunga lezione su temi che conosce molto bene.
Infine raggiungono la sala delle spedizioni di ricerca.
- E qui teniamo memoria di coloro che hanno cercato il tesoro, come vede ci sono state ben cinque spedizioni, eppure nessuna di loro ha mai trovato nulla.
Indicando una serie di targhe sul muro continua la spiegazione.
- Spedizione Sinclair 1801, questa fu la prima e anche la più sfortunata... Ben due uomini morirono.
- E come successe?
- Beh, è successo più di cento anni fa, molto probabilmente sono annegati anche se circolano leggende sul fatto che si fossero ammalati di un male misterioso... quasi una maledizione...
Connor lo guarda scettico.
Aaron prosegue.
- Spedizione Rodmoore 1826, spedizione Wintess 1834, quindi abbiamo la spedizione del Massachusetts Museum del 1895 e per concludere la spedizione Sinclair del 1902.
Abbassa la voce.
- Questa ebbe l’accadimento più strano, era la spedizione meglio organizzata si erano anche procurati l’attrezzatura da palombaro per arrivare fino in fondo al pozzo. Al terzo giorno di ricerche però persero i contatti con scafandro, rapidamente issarono i cavi ma tutto ciò che emerse furono solo alcuni tubi tranciati, il palombaro non riemerse mai più...

martedì 6 novembre 2012

34 - SAND COVE

Sand Cove, Gennaio 21, 1929, Mattina

Il paese è piccolo ma curato, le case allegre e decorate con tinte vivaci, poca gente in giro.
Prendono alloggio presso l'unica pensione aperta in bassa stagione.
Non ci va molto a capire che questo borgo ha costruito la sua economia sulla leggenda di Edward Teach.
C'è un museo della pirateria, e ovunque si possono acquistare souvenir e libri sull'argomento.
Lo stesso proprietario della pensione li accoglie con una scadente imitazione di un cappello pirata.
- Americani eh? Non se ne vedono molti di turisti in questo periodo!
- Salve buon uomo, sono il professor Thomas Connor e questi sono i miei... aiutanti...
- Ah! Scommetto che siete qui per il tesoro del Capitano Barbanera!
- Esattamente, una storia affascinante, ricca di ambiguità.
- Ma certo! Ma mi raccomando, fate attenzione... si dice che il tesoro sia maledetto...
E fa l'occhiolino a sottolineare questa grande verità.
- Come prima cosa domani vi consiglio di visitare il nostro museo e poi ovviamente il pozzo di Teach.

sabato 3 novembre 2012

33 - CANADA

Canada, Gennaio 20, 1929, Pomeriggio

La strada si snoda come una linea di confine immaginaria tra due Stati di ghiaccio.
Il furgone viaggia veloce nel freddo pomeriggio canadese.
L’obiettivo del viaggio è Sand Cove, un piccolo villaggio su una delle tante penisole del Canada.
A Sand Cove c’è l’oggetto che O’Haley bramava a tal punto da farlo impazzire.
Il tesoro di Edward Teach e il Teschio di Cristallo.
Un oggetto che si dice essere intriso di grandi poteri, un opera impossibile.
Forse è così, forse no, eppure è uno dei più grandi misteri della storia e lo stesso Teach pare avesse dei poteri quasi soprannaturali... unito al fatto che batté per un lungo periodo la costa dello Yucatan, terra d’origini di questi manufatti misteriosi...
La mappa trovata nel sotterraneo del Roxy Bar è chiara: esiste un passaggio semisommerso che conduce direttamente al luogo dove il leggendario pirata sembra aver nascosto i suoi averi prima di incontrare il proprio destino sul ponte della Queen Anne's Revenge, sotto i colpi, ironia della sorte,  della marina militare inglese.
Non è detto che il tesoro esista, ne che sia nascosto li, ma è l'unica traccia che rimane...
Sarebbe la scoperta del secolo, li renderebbe ricchi e famosi.
È la loro unica possibilità.
Nel retro del furgone sono accatastate alcune bombole e mute da sub, nonché altro equipaggiamento utile a un'esplorazione sottomarina; una pistola e un paio di fiocine e pochi altri averi.
Sand Cove indica il cartello.
E' ora di darsi da fare.

32 - DILETTANTI PERICOLOSI

In mezzo alla carneficina Tony ha liberato Ryan e stanno perlustrando la cucina.
- Qui. È qui che stavo guardando quando sono arrivati.
- Dammi una mano a spostare la credenza.
Pochi minuti di sforzi e il mobile (insolitamente leggero) viene allontanato dal muro.
Sotto una botola di legno.
- Lo sapevo che qualcosa non tornava.
- Sbrighiamoci.
- Scendete voi - dice Ryan - Io torno da McCormac.

Nel buio tagliato dalle torce appare un locale sotterraneo.
Un tavolo coperto da un panno bianco con sopra un coltello inciso.
In terra sono tracciati alcuni simboli e un bacile incrostato di sangue è abbandonato in un angolo.
- Che significa tutto questo?
Perlenbacher scatta una foto.
- Non significa niente.
Tony lo guarda.
- Questa è stregoneria!
- Non essere idiota, questa è un’accozzaglia di roba presa da chissà dove. Qualche anno fa ho seguito una storia di sette, credimi, un po’ me ne intendo. Questi giocavano a fare le messe nere ma si vede che sono dei dilettanti, hanno usato tutto quello che gli sembrava utile.
- Dimentichi che hanno ucciso 2 uomini.
- Ho detto che sono dilettanti, non che non sono pericolosi.
I due recuperano un paio di scritti tra cui il diario di O’Haley, quindi escono fuori.
Ryan sta stringendo delle fasce intorno al petto di McCormak.
- Come sta? - c’è apprensione nella voce dei compagni.
- Non bene, ma è vivo, il colpo arrivava da troppo lontano, i pallini avevano perso molta capacità di penetrazione, ne ho estratto qualcuno ma devo estrarre anche gli altri.
- Dobbiamo andarcene.
Tutti si girano a guardare il giornalista.
- La polizia sarà qui tra poco, non sarà facile spiegare tutto.
- Ha ragione - dice Tony.
- Questa storia è molto più complessa di come sembra, ho dato un’occhiata al diario di O’Haley...
- E quindi cosa facciamo?
- Ce ne andiamo - dice Tony.
- E dove?
Perlenbacher guarda il cortile e la neve lorda di sangue.
Indietro non si torna, lui e i suoi compagni ne usciranno con la più grande storia della loro vita, oppure finiranno in carcere. Per anni.
- In Canada.
Pochi minuti dopo il furgone di Baronetto riparte mentre alle loro spalle il Roxy Bar brucia...