lunedì 29 aprile 2013

79 - SCONTRO A FUOCO

L’altro uomo estrae la pistola.
Perlenbacher mette mano alla sua automatica e apre il fuoco verso il secondo individuo.
Due proiettili raggiungono l’uomo al petto, barcolla indietro scaricando l’arma contro il gruppo.
Tony spara un colpo quasi all’unisono con il primo uomo.
La pallottola strappa il giaccone.
Ryan estrae l’arma.
Il professor Connor corre al riparo delle eliche abbandonate.
McCormac estrae a sua volta la pistola mentre le denotazioni si susseguono.
Perlenbacher indietreggia sparano, Tony spara nuovamente, il colpo ferisce l’avversario a una gamba.
L’altro risponde.
McCormac sta prendendo la mira quando vede la testa di Tony scattare indietro, la nuca si apre in un getto di sangue e cervello.
- Bastardo! - urla.
Spara.
I proiettili crivellano l’avversario che si dibatte in una macabra danza, il cane batte a vuoto mentre continua a tirare il grilletto.
Dal ponte del piroscafo altri 4 avversari aprono il fuoco.
Sparando Perlnbacher, McCormac e Ryan corrono al riparo.
- Tony?
- Tony è morto.
- Non c’è niente da fare? Andiamo a prenderlo, vi copro io!
Ryan ha sentito tante volte queste parole, puoi andare a prendere un compagno caduto, ma non c’è mai niente da fare per lui.
- Tony è morto, stiamo al coperto, iniziamo a uscirne vivi e poi andremo da lui.
Nessuno si muove.
Ryan si sporge e spara verso il piroscafo, i proiettili di risposta bucherellano il metallo.
Il gesto sembra scuotere gli animi e anche gli altri aprono il fuoco.
- Così non va, sono più in alto, qui finisce che ci ammazzano. Teneteli impegnati io cerco di aggirarli.
Gli altri lo guardano preoccupati, Ryan è l’unico con esperienza di combattimento.
- Basta che facciate rumore, al resto penso io.
- D’accordo, ma cerca di sbrigarti.
- Ricevuto! Voi tenete la testa bassa. - Fa un cenno e scivola verso i capannoni.
Striscia al coperto  di alcuni fusti di carburante vuoti, alle sue spalle si continua a sparare.

giovedì 25 aprile 2013

78 - "NESSUNO MI PUNTA CONTRO UNA PISTOLA"

Aiutandosi l’un l’altro i cinque scavalcano.
Scendono lungo la strada, alla loro destra ci sono alcuni magazzini semidiroccati, le finestre spaccate, gli infissi arrugginiti.
Sui lunghi pontili sono ormeggiate tre navi, due grandi piroscafi e un transatlantico enorme.
All’imbocco dei moli ci sono alcuni grossi comignoli, eliche di diversi metri e parti di paratie stagne, evidentemente smontate dalle imbarcazioni.
Il tutto è abbandonato sul terreno, arrugginito.
Una gru cabinata è posta all’imbocco, il braccio è teso verso la prima nave, la vernice è scrostata in più punti.
Avanzano sotto la luce sbiadita dei lampioni, il freddo è intenso, l’aria trasparente in maniera quasi innaturale.
All’improvviso due uomini vengono verso di loro lungo il pontile.
Hanno abiti pesanti e malconci, uno di loro indossa tre felpe luride una sopra l’altra, l’altro ha un paio di pantaloni da lavoro imbottiti da cui spunta carta da giornale.
Entrambe hanno barbe incolte e sporche e cappelli neri di lana calcati fin quasi sugli occhi.
- Chi siete? Che fate qui? È proprietà privata andatevene.
Il fiato forma piccole nuvolette.
- Stiamo calmi - si fa avanti McCormac conciliante. - Stiamo solo cercando il guardiano, non vogliamo guai.
- Non avrete guai solo se ve ne andate subito.
- Senti un po’ mezzasega con chi cazzo pensi di parlare. - Tony fa un passo avanti fissano il tipo con aria cattiva, la pistola fa bella mostra di se infilata nella cintura.
- Pensi di farmi paura? - L’uomo scosta la giacca e impugna un revolver scuro puntandolo sull’italo-americano, anche l’altro porta la mano al calcio di una pistola.
- Vedete di andarvene, adesso!
Tony lo guarda stringendo gli occhi.
- Nessuno mi punta contro una pistola e sopravvive per raccontarlo.
Rapido estrae l’arma.
L’uomo spara.

domenica 21 aprile 2013

77 - IL BACINO ABBANDONATO

Cantiere Navale di Falmouth, Sera

La struttura è illuminata da alcuni lampioni disposti sui pontili.
Un lungo muro di cinta circonda il bacino di carenaggio.
La strada di terra battuta che li ha condotti qui si stacca dalla statale e avanza tra boschi e terreni incolti.
Qui non c’è anima viva per miglia.
Vicino al cancello di metallo una piccola baracca, probabilmente l’abitazione del guardiano.
- Porta chiusa - annuncia McCormac dopo aver bussato diverse volte e provato ad aprire. - Ryan?
- Provo io, ecco la chiave - Baronetto si fa avanti e scarica un colpo sulla serratura.
Il nottolino esplode e la porta si spalanca sotto la spinta del proiettile sbattendo violentemente sul muro.
Lo sparo rimbomba nell’oscurità.
- Bravo! Ora tutti sapranno che siamo qui.
- Perché secondo te se qui c’è qualcuno non ci ha già visto arrivare dalla strada?
Tony entra e gli altri lo seguono.
L’interno è povero e in disordine, un letto sfatto, un tavolino, un armadio aperto e vuoto, nell’angolo un baule con un grosso lucchetto.
- Meno male che la mia chiave è universale.
- Stai fermo idiota! Lascia provare Ryan.

Con gesti precisi la serratura scatta e il lucchetto si apre.
Nella cassa sono ammucchiati diversi registri navali, probabilmente appartenuti alle navi dismesse.
- Dividiamoceli e cerchiamo quello della Olympic.
Circa un'ora dopo il giornale di bordo della Olympic appare tra i fogli ingialliti e consunti dall’umidità.
- Eccolo qui. - Connor dà una rapida scorsa ai nomi dei passeggeri imbarcati - Ed ecco qui Martin Morat. Non è sceso a New York con tutti gli altri, da questo registro sembra non sia proprio sceso.
Probabilmente avrà chiesto di essere scaricato a Falmouth quando la nave si stava dirigendo verso i bacini di carenaggio.

Escono di nuovo nella notte.
Il cancello li divide dalla Olympic e forse, dalla fine del loro viaggio.

mercoledì 17 aprile 2013

76 - CONFERME

Falmouth, Pomeriggio

McCormac esce dall’anagrafe locale.
Gli altri lo stanno aspettando in un vicolo poco lontano, meglio essere prudenti.
- Scoperto qualcosa?
- Sì, ho scoperto che il cantiere di Falmouth è praticamente abbandonato, con tutte le sue navi. C’è solo un guardiano che dovrebbe tenerlo d’occhio.
- Hai scoperto chi è?
- No, ma sembra che sia lì da quasi trent’anni, da quando il guardiano precedente è scomparso.
Cala il silenzio.
- Una conferma aggiuntiva, credo che ci tocchi andare a vedere.
- Credo proprio che sia il caso.

domenica 14 aprile 2013

75 - UN UOMO MOLTO FORTUNATO

New York, Marzo 7, 1929, Mattina

Cinque figure aspettano l’arrivo del Greyhound per Portland, da lì prenderanno la coincidenza per Falmouth.
- Siamo vicini lo sento - afferma Perlenbacher pregustando la conclusione della caccia e quando potrà scrivere di tutta questa storia. - Ti abbiamo in pugno Neuvelle!
Tony sta caricando alcune scatole di munizioni nel suo zaino da viaggio.
- Nuova pistola? - chiede Ryan.
- Già, qualcuno mi doveva un favore. E tu?
- Volevo portarmi un fucile ma credo che mi accontenterò di avere una pistola pure io.
Sorride, ripensando a quanto gli hanno chiesto per avere una buona arma.
Troppo.

- Dove pensate sia il tesoro?
- Beh Neuvelle è salito sull’Olympic portandolo con sè, però è sbarcato senza, quindi è ritornato in America con la stessa nave. Neuvelle era furbo, secondo me il tesoro è sempre rimasto a bordo, aveva già in mente di recuperarlo dopo, magari facendo perdere prima le sue tracce, e in Inghilterra ha capito come.
- Ma perché il Titanic? Perché non simulare la sua morte?
- Non lo so… un tesoro come quello farebbe gola a molti, meglio pensare che sia in fondo al mare insieme al corpo di Neuvelle, finché lui era in vita si dava per scontato il tesoro fosse con lui, dopo la morte sarebbe stato cercato ovunque a meno che non fosse irraggiungibile. In una sola mossa Neuvelle si è garantito l’impunità per lui e per tutto quello che aveva rubato.
- Quindi ha affondato lui un intero transatlantico vuoi dire?
- Credo anch’io che sia impossibile, forse è stato solo molto fortunato...

Un grosso pulman entra nello spiazzo antistante la stazione, frenando in una poltiglia di acqua e neve.
- Andiamo.
Il gruppo prende i borsoni e sale sul bus, prossima tappa Portland e poi Falmouth, si torna dove tutto è iniziato.

martedì 9 aprile 2013

74 - SORELLE GEMELLE

Si guardano l’un l’altro, poi scattano verso la sala delle fotografie.
La foto che ritrae Neuvelle sul Titanic mostra una grande nave dal profilo inconfondibile, quello è il Titanic, e quello sul ponte è Neuvelle, se non è lui è il suo gemello.

Scorrono le foto della sala febbrilmente fino a fermarsi di colpo.
- Era il suo gemello… Guardate qui.
- Maledetto bastardo.
- Ci ha giocati tutti, per 20 anni!
- Incredibile.

La foto in bianco e nero ritrae i cantieri navali di Belfast, gli immensi bacini di carenaggio e la prua di due enormi navi in costruzione.
- Il secondo e il terzo transatlantico della classe Olynmpic - legge Connor da una guida polverosa. - Il Titanic e il Britannia.

- Erano tre navi gemelle! Come per la classe Lusitiana, l’Olympic era la gemella del Titanic! L’Olympic entrò in servizio quasi due anni prima delle sue gemelle per poi essere venduta e dismessa.
- Quel bastardo si è fatto fotografare sul ponte dell’Olympic che partiva lo stesso giorno della sua nave gemella, tra meno fasti e celebrazioni in quanto non era la prima volta che  solcava l’oceano.

- E che fine ha fatto?
- L’Olympic? - Connor continua a leggere. - Bhe quello era il suo ultimo viaggio, ha raggiunto un bacino di carenaggio in America in attesa di essere dismessa.
- Dove?
- Non ci crederete mai… a Falmouth.

venerdì 5 aprile 2013

73 - NAVI E BIGLIETTI

- Martin Morat?! Ma se il suo corpo sta in Canada, nel pozzo del tesoro!
- Già eppure qualcuno con il suo passaporto ha comprato un biglietto per l’Olympic…
- Ricapitoliamo: Stead si crede abbia preso il Titanic ma non solo non lo ha preso, essendo stato ammazzato, aveva anche il biglietto per un’altra nave.
Neuvelle ha preso il Titanic, c’è il suo biglietto prenotato e le foto di lui sulla nave che salpa.
Quindi abbiamo Martin Morat che ha preso un biglietto per la Olympic, Martin Morat però è morto e l’unico a sapere della sua morte (oltre che essere quasi certamente il suo assassino) è Neuvelle.
Quindi è molto probabile che Neuvelle abbia acquistato un biglietto per l’Olympic usando i documenti di Morat.


- Ma Neuvelle è salito sul Titanic, è anche nella lista.
- Quella è la lista dei biglietti acquistati, non dei passeggeri effettivi.
- E dove è la lista dei passeggeri effettivi?
- 400 km ovest di Terranova e a un paio di kilometri di profondità, era sulla nave.
- Però ci sono le foto.
- Già le foto non mentono, la nave sta salpando e Neuvelle è a bordo.
- Aspettate un momento!
Perlenbacher sta tirando fuori dalla valigetta alcuni vecchi periodici americani.
- C’è qualcosa che mi torna.
Sfoglia febbrile gli articoli.
- Eccolo qua! Mi sembrava un nome conosciuto!
Sventola un articolo di 18 anni prima.
- E dire che lo avevamo letto tutti! Neuvelle è fuggito dall’America imbarcandosi su una nave a New York, la nave era l’Olympic.

mercoledì 3 aprile 2013

72 - UN PASSEGGERO MISTERIOSO

Londra, Febbraio 14, 1929, Mattina

La sede della White Star Line è un’imponente struttura con facciate in marmo e una grande scalinata.
L’atrio è vasto con due saloni in cui  sono appese immagini delle navi della compagnia, antiche carte marittime, rotte e tracciati, articoli di giornale che ne esaltano le imprese.
Il registro del Titanic è disponibile al pubblico, la White Star Line permette a chiunque di consultarlo per ricerche o articoli…. O per il nuovo libro di un conosciuto docente universitario.
- Nadell, Nassil, Navarro, Neeson, Neille, Neuvelle! Eccolo qui.
- Un'ulteriore prova che è salito sul Titanic ed è morto.
- Già.
Connor torna dall’archivista.
- Buon uomo, sarebbe possibile esaminare i registri di un’altra nave?
- Quale?
- L’Olympic.
- Sì, non c’è alcun problema, la nave è stata demolita, abbiamo comunque il registro di bordo che teniamo come cronaca, glielo prendo subito… mi metterà nei ringraziamenti del suo libro?
- Ma certo.

Poco dopo il gruppo scorre avidamente la lista dei nomi.
- Merda niente di utile!
- Già, c’è Stead, ma nessun altro conosciuto.
Perlenbacher si sfrega gli occhi stanchi.
- Siete sicuri?
Si girano verso Tony.
- Perché che hai visto?
- Qualcuno che difficilmente avrebbe avuto bisogno di un biglietto.
Il dito di Tony indica un nome sotto la M: Martin Morat.