venerdì 31 ottobre 2014

20 - LA TANA DEL CAOS

Il gruppo si lascia alle spalle i corpi delle bestie e la pista lorda di sangue.
Otto si mette in prima fila e marcia spedito verso il villaggio.
Dopo qualche minuto di marcia in mezzo alla strada vedono un cadavere in armatura: è il soldato che ha accompagnato Narbondel.
Il corpo giace scomposto, la testa è stata rosicchiata dalle creature al punto che quasi metà è asportata.
Il braccio che regge la spada è piegato in maniera innaturale, l’armatura sul petto è lacerata dai colpi ma sembra aver resistito.

“Non c’è tempo per fermarsi, andiamo avanti.”
La pattuglia riprende la sua marcia.
Il villaggio appare al fondo della pista.
“Capitano, le creature che ho contato io erano quattro.”  Riferisce Narbondel.
“Armi pronte uomini!”
Narbondel incocca una freccia, mentre Soweig carica la sua balestra.
Avanzano di qualche passo tra il terreno umido in mezzo alla baracche.
Gli occhi sono puntati sull’unica costruzione che ha ancora una porta sebbene aperta.
Nel silenzio si sente solo il respiro dei soldati.
Con pochi gesti il capitano Heinz ordina di controllare le due baracche vicine a Otto e Narbondel: entrambe sono vuote.
Il cerchio si stringe sull’ultima.
All’improvviso sulla soglia appare una creatura, quella mancante.
Si appoggia allo stipite ringhiando verso i soldati, il manico spezzato di una lancia gli esce dal fianco.
Intorno al legno la ferita è bianca di cancrena.

mercoledì 29 ottobre 2014

19 - MURO DI SCUDI

I soldati si compattano alzando gli scudi e preparando le armi.
Narbondel raggiunge i compagni e prende posto nel muro.
Pochi istanti e dalla foresta emergono tre enormi creature
Le belve sono coperte di peli e ricordano dei capri infernali, con fauci irte di denti e enormi asce da guerra.
Heinz spara.
La detonazione si propaga mentre la palla di piombo colpisce una delle creatura al muso strappandogli via la mandibola.
Gli altri due impattano la linea.
I soldati alzano gli scudi e reggono il colpo.

Quindi iniziano a menare fendenti mentre di proteggono l’un l’altro.
Le creature calano colpi furiosi, in più occasioni la linea sembra scompaginarsi ma il capitano Heinz richiama tutti all’ordine mentre colpisce le bestie.
Otto è il primo ad abbattere uno degli avversari, la sua spada trafigge il fianco scoperto della bestia, quando la estrae una cascata di sangue nero si riversa sul suo scudo.
Incalzate dai colpi dei soldati le atre due creature continuano a menare fendenti, ma la formazione regge e dopo pochi minuti, sfiancate da diversi colpi a segno, si abbattono a terra dove vengono finite dai soldati furibondi.

Il capitano Heinz si gira verso Narbondel.
“Dove è il tuo compagno? Che cosa è successo?”
“Le bestie di hanno sentito avvicinarci signore, ci siamo dati alla fuga ma lui… lui è rimasto indietro.”
Heinz sta per ribattere ma sente le forze venir meno e il sapore del sangue in bocca.
Fa un profondo respiro, l’immagine dell’elfo si sfoca davanti a lui.
“Andiamo.” Ordina con voce flebile.

lunedì 27 ottobre 2014

18 - BESTIE NELLA FORESTA

La mattina dopo il gruppo è pronto a ripartire.
Il capitano Heinz ha deciso che Narbondel proseguirà la missione e che poi deciderà il da farsi a  missione conclusa.
Otto ha descritto il campo base nemico, dalle sue parole era chiaro che voleva andare a sconfiggere le creature.
Il capitano è dello stesso avviso e il gruppo si mette in marcia.

Per tutta la mattina il gruppo avanza tra gli alberi, seguendo le indicazioni di Narbondel.
A un certo punto si accorgono che il capitano Heinz è rimasto un po’ indietro.
Soweig si avvicina.
“Tutto bene capitano?”
“Si tutto bene, solo un giramento di testa.”
La fronte del capitano è mandida di sudore.
L’uomo si passa un lembo del suo mantello sul viso.
“Non è nulla, avanziamo.”

Arrivati non lontano dal villaggio Narbondel va di nuovo in avanscoperta con un altro soldato.
Gli altri si fermano e preparano le armi.
Il capitano Heinz si siede su un sasso poco distante e appoggia la testa alle mani, ha il respiro corto.
Chiude gli occhi per un attimo, intorno a lui il mondo ruota senza sosta.

Un urlo lo ridesta.
“Arrivano!”
Balza in piedi, dal sentiero arriva Narbondel correndo a perdifiato e guardandosi indietro.
“Arrivano!” urla “Stanno arrivando!”.
“Formate il muro di scudi!” Ordina Heinz.

venerdì 24 ottobre 2014

17 - FERITE

Il capitano Heinz è seduto con il braccio scoperto, Soweig è vicina a lui intenta a curare il morso del lupo.
“Capitano, uno dei denti della bestia è rimasto conficcato nella carne, dovrò estrarlo. Farà male.”
“Fai quello che devi.”

Heinz rilegge le carte che ha portato l’emissario ma non ci sono dubbi, sono documenti del generale Wenz in persona, il suo cercapiste è ricercato per omicidio anzi, il generale fa capire velatamente che una condanna commiatata sul posto non sarebbe un problema.
Eppure qui sono in territorio nemico, ha già perso quattro soldati e uno è ferito, non può perdere un altro componente.
E poi l’elfo ha salvato la vita a  lui e a tutta la pattuglia.

Guarda le carte per l’ennesima volta cercando una scappatoia.
Dannato elfo!
Soweig continua a lavorare alla sua ferita, adesso ha estratto dalla borsa una botticina e sta spalmando un qualche unguento, quindi fascia il tutto e si rialza.
“Ho fatto quanto potevo signore.”
“Va benissimo, ora prenditi cura degli altri.”

Un frusciare fa voltare tutti, dal bosco emerge Otto, barcollando.
Ludbert impugna il suo archibugio e guarda il capitano.
“È lui?” chiede.
Heinz si alza e gli va incontro.
“Otto che è successo?”
“Capitano… i lupi… I lupi ci hanno attaccato, hanno atterrato Narbondel, io li ho colpiti ma erano troppi.”
Tende davanti a se l’arco rotto.
“Mi dispiace capitano…”

Heinz guarda l’arco e guarda Otto.
I lupi hanno sbranato il suo compagno ma lui non ha ferite, e ha recuperato il suo arco.” Pensa Heinz.
Si gira quindi verso Ludbert.
“Avete sentito? La giustizia degli dei è giunta prima di quella degli uomini.”
Ludbert si fa ripetere il racconto da Otto quindi si rivolge al capitano.
“Benissimo, allora il mio compito qui è concluso, se non avete bisogno di me ritorno sui miei passi.”
“Sei libero di tornare, sei a cavallo e conosci i boschi, fai attenzione ai ribelli, noi andiamo avanti.”

Pochi minuti dopo Ludbert si allontana a cavallo seguito dagli sguardi di Heinz e Otto.
“Bene soldato Otto, ora raccontami la verità.”

mercoledì 22 ottobre 2014

16 - NARBONDEL

“Che cosa devi dirmi?”
Narbondel si guarda attorno, nervoso.
“Sono scappato dal campo base, sono a tutti gli effetti un disertore.”
“Cosa? E perché hai fatto una cosa tanto stupida e soprattutto perché ti sei unito alla nostra pattuglia allora?”
Narbondel si siede su una grossa radice.
Alza gli occhi verso il compagno.
“La notte prima di partire ho ucciso un uomo. Ho ucciso il sergente Frederick”
Otto apre la bocca come per dire qualcosa ma poi rimane in silenzio.
“È stato un incidente te lo giuro! Era venuto a vessarmi come al solito, era ubriaco, io l’ho spinto via e lui è caduto nel fiume.”
Otto rimane silenzioso.
“Ho provato a salvarlo ma è affondato come un sasso.
Non sapevo che fare…
La mattina mi sono unito alla vostra pattuglia.”
“E hai cercato di scappare. Avevo ragione, la notte in cui hai “incontrato” i lupi stavi svignandotela.”
“Si.”
I due rimangono in silenzio.
Nel buio, oltre gli alberi, brilla il fuoco del loro campo.
“Cosa hai intenzione di fare ora che sai tutto?”
Otto fa un profondo respiro.
“Cosa ti succederà quando tornerai al campo base?”
“Sarò impiccato. La mia unica possibilità e scappare in una delle soste che la nave farà mentre ci riporta al campo.”
Otto guarda l’elfo.
“Ti aiuterò.”
“Sul serio?”
“Si, dopotutto ci hai salvato la vita, ma tu dovrai raccontare questa storia al capitano Heinz, lui deciderà cosa fare.”
“Certo… lo farò, ma come facciamo per quell’uomo che è venuto a darmi la caccia?”
“Dirò che sei morto.”
Otto afferra l’arco di Narbondel e lo spezza con un gesto secco.
“Che sei morto e che sono riuscito a riportare indietro solo il tuo arco spezzato.”
Narbondel si alza e i due si stringono la mano.
“Grazie, grazie davvero.”
“Aspetta qui fino a domani mattina, convinceremo il messo dell’esercito che può andarsene.”
Detto questo Otto si allontana con l’arco rotto in mano.

lunedì 20 ottobre 2014

15 - SEGNI

La seconda torcia si sta spegnendo quando la pista seguita dal mattino appare tra l’erba.
“Bene siamo arrivati” commenta Otto “Facciamo rapporto e poi a dormire che sono distrutto”.
Narbondel lo ferma e gli indica un segno inciso su un albero: “Pericolo” nel gergo della strada.
I due si avvicinano al tronco.
“Che ci fa un simbolo simile qui?”
“Deve averlo inciso Soweig per avvisarci.”
“Avvisarci di cosa?”
“Non ne ho idea!”
Davanti a loro vedono un fuoco brillare nel buio.
“Il campo è la, avviciniamoci piano e cerchiamo di capire.”
I due compiono un largo giro tenendosi al riparo degli alberi.
Il campo appare tranquillo, Soweig sta medicando il ferito mentre il capitano Heinz sta parlottando con un uomo vicino al fuoco.
“Sembra tutto tranquillo, andiamo.”
Narbondel lo trattiene per un braccio.
“Che ti prende elfo?”
Otto guarda il compagno e si accorge del suo sguardo terrorizzato.
“Otto aspetta! Se andiamo li, mi uccideranno!”
“Ma cosa stai dicendo?”
“Quell’uomo è li per me!”
Narbondel lo tira per un braccio.
“Ti racconterò tutto ma allontaniamoci!”

venerdì 17 ottobre 2014

14 - LUDBERT

Il mulo inizia ad agitarsi spaventato.
Gli ululati si sono fatti molto vicini.
Soweig carica la sua balestra.

All’improvviso dall’oscurità emergono 3 grossi lupi che caricano a testa bassa verso i soldati.
“Arrivano!” Urla Heinz.
Un attimo dopo un detonazione squassa l’aria, uno dei lupi viene sbattuto indietro a rotolarsi nel terreno con una zampa spezzata.
Soweig spara ma il dardo si perde nella notte, quindi prende la sua lancia.
L’ultimo soldato si butta avanti alzando lo scudo.

Heinz rinfodera la pistola e estrae la spada buttandosi avanti, un lupo lo azzanna al braccio penetrando l’armatura di cuoio.
Heinz lo colpisce sul muso con lo scudo finchè l’animale non molla la presa quindi affonda la spada.
Dietro di lui Soweig tira di nuovo ma il combattimento è troppo frenetico e il dardo si perde.
Heinz indietreggia vicino all’altro soldato mentre cerca di evitare il secondo attacco del suo lupo.
Le bestie si fanno di nuovo sotto costringendo il capitano a indietreggiare e ferendolo a una gamba.
Soweig ha intanto preso una lancia cerca di tenere lontano l’ultimo lupo dal ferito .

Heinz affonda la sua arma abbattendo un avversario, si gira verso la cerusica giusto in tempo per vedere un lupo impalarsi sulla sua lancia puntata.
Avanza verso l’ultimo lupo quando una detonazione rompe il la notte.
Il lupo crolla a terra dibattendosi sul terreno per qualche secondo prima di rimanere immobile.
Dall’oscurità avanza un uomo a cavallo, tra le mani tiene ancora un archibugio fumante.
“Mi chiamo Ludbert, sono un guardiapista dell’esercito, sto cercando il capitano Heinz.”
Heinz si fa avanti.
“Sono io il capitano Heinz, che cosa volete?”
Ludbert scende da cavallo e consegna a Heinz alcuni fogli con il sigillo dell’esercito.
“Capitano Heinz signore, sono stato mandato qui dal generale Wenz.
Sono sulle tracce di un pericoloso assassino, che si nasconde nella sua pattuglia.”

mercoledì 15 ottobre 2014

13 - HEINZ

“Accendete un fuoco.
Soweig, tu rimani con il ferito.
Soldato, tu porta il mulo vicino alla tenda e legalo all’albero.”
“Signorsì”
Un ululato rompe il silenzio della notte.
“E tenete pronte le armi” aggiunge Heinz.

I soldati eseguono gli ordini, fuori dal cerchio di luce del fuoco gli ululati si rincorrono sempre più vicini.
Heinz prepara la sua pistola, mette la polvere e poi preme dentro la palla di piombo.
La impugna e la punta verso l’oscurità, un gesto che gli da subito sicurezza.
Fa scattare il grilletto e osserva le scintille prodotte dal meccanismo a ruota.
Apre lo scodellino  e mette un po’ di polvere nera, quindi lo richiude con uno scatto secco.

Gli ululati sembrano essersi avvicinati.
Heinz osserva la sua arma, l’ha comprata ad Altdorf il giorno in cui è stato promosso a capitano, il giorno in cui pensava di avercela fatta.
Immaginava di guidare i Cavalieri del Lupo Bianco in una carica contro i nemici dell’Impero, di ricevere onori e medaglie, di sposare una nobile dama…
E invece si trova qui, in mezzo al fango, ai ribelli, a guidare un gruppo di uomini pescati tra la feccia delle città se non direttamente dalle prigioni.
“Tornerò ad Altdorf” pensa.
Arma la molla della sua pistola “Compirò questa missione, dovesse costarmi tutta la mia pattuglia”.

lunedì 13 ottobre 2014

12 - IL VILLAGGIO ABBANDONATO

Dalla boscaglia si sentono rumori, versi di animali, urla gutturali.
I due soldati si acquattano strisciando tra i rovi e le ortiche.
Gli occhi di Narbondel discernono quattro creature aggirarsi tra i resti di un paio di baracche invase dalle erbacce e dai rampicanti.
“Vedi qualcos’altro?” bisbiglia Otto.
“Molto poco, ci sono due baracche ancora in piedi, dentro una vedo alcuni sacchi e delle casse, forse il bottino che hanno rubato al campo dei ribelli.”
“Riusciamo ad avvicinarci?”
“Sarebbe folle!”
Narbondel lo guarda nell’oscurità.
“Perché ti interessa così tanto andare li?”
Otto non risponde.
Narbondel si gira verso il bosco.
“Torniamo indietro invece, il capitano ci starà aspettando”.

venerdì 10 ottobre 2014

11 - IL LUPO

Narbondel incocca lentamente una freccia, Otto fa qualche passo indietro tenendo la torcia davanti a se.
Il lupo continua  ringhiare, è una bestia enorme.
Otto avanza verso di lui brandendo la torcia, la bestia scatta nella sua direzione.
Il soldato è abbastanza veloce a schivare l’attacco, contemporaneamente Narbondel scocca e la sua freccia si pianta nel fianco del lupo.
La belva si gira e si avventa sull’elfo che però è rapido a incoccare e scoccare nuovamente: un altro centro.
A quel punto Otto interviene con la sua spada.
Il lupo messo alle strette balza verso il bosco ma viene raggiunto da un’ultima freccia di Narbondel che lo abbatte.
I due soldati si guardano riprendendo fiato, Otto fa qualche passo e affonda la sua arma nel collo della bestia assicurandosi che sia morta.

Quindi torna verso Narbondel, la spada è sporca di sangue nero, la luce della torcia illumina i lineamenti decisi.
“Conviene che ci sbrighiamo elfo, il villaggio non deve essere lontano”.

mercoledì 8 ottobre 2014

10 - NEL BOSCO

Narbondel e Otto si addentrano nella foresta, Otto regge una torcia mentre l’elfo controlla il terreno: gli avversari non si sono preoccupati di nascondere le loro tracce sul terreno morbido ma di notte c’è sempre il rischio di perderle.
I due avanzano spediti, la torcia sfrigola e fa fumo, le ombre degli alberi creano inquietanti giochi d’ombra.
“Le solite torce scadenti dell’esercito” pensa Otto.

La marcia prosegue finchè la torcia, ridotta a un moncone, si spegne.
“Quante torce abbiamo?” Chiede Narbondel.
“Ancora un paio.”
“Io ne ho altre tre, se entro questa non troviamo nulla torniamo indietro.”
Otto avanza risoluto.
“Cerchiamo di trovare il campo nemico invece.”

La pista fangosa e invasa dalle erbacce si snoda verso nord addentrandosi sempre più nella foresta.
A un certo punto Narbondel si ferma, i suoi occhi hanno visto qualcosa in mezzo alla vegetazione.
Fa qualche passo fuori dal sentiero e tira fuori qualcosa dalle erbacce: un palo di legno mangiato dai vermi e dalla muffa con attaccato in cima un cartello consunto dal tempo, ormai illeggibile.
“Che cos’è?” Chiede Otto.
“Un palo di segnalazione, qui da qualche parte, molto tempo fa, doveva esserci un villaggio o qualcosa di simile.”
“Potrebbe essere il rifugio di quei mostri.”
“Potrebbe…”
“Andiamo!”
Otto fa per muoversi ma il suo sguardo è attirato da una figura emersa dal sottobosco: un grosso lupo, nero come la notte che ringhia sommessamente nella loro direzione.

lunedì 6 ottobre 2014

09 - PATTUGLIAMENTO NOTTURNO

Heinz è pensieroso, al termine della missione il loro gruppo verrà recuperato in un approdo sul fiume Talabec, tra 4 giorni.
Se non saranno li la nave non li aspetterà più di una giornata.
Eppure la minaccia di creature del Caos che incombe sulle forze dell’Impero non può essere ignorata.
Heinz ripensa agli agi di Altdorf: l’unico modo per tornarci e compiere un’impresa eroica, non importa quanto possa essere pericoloso, deve sconfiggere la minaccia.

Guarda i soldati che montano il campo, il morale è basso, nessuno di loro ha granchè voglia di combattere, tranne Otto, che stranamente sembra particolarmente ansioso di seguire i nemici…
Non importa!
Lo seguiranno fino alla fine, dopotutto lui è il capitano e, soprattutto, è il solo a conoscere dove si trova il punto di estrazione.

Montato il campo Otto propone di andare con Narbondel a seguire le tracce dei nemici per vedere dove portano.
“Va bene” accorda Heinz ma non metteteci troppo tempo.
Ottenuto il permesso i due si inoltrano nella foresta.

venerdì 3 ottobre 2014

08 - SULLE TRACCE DEL NEMICO

Al mattino il capitano Heinz ordina un controllo dei dintorni e quasi subito viene trovata una porta interrata chiusa con un grosso lucchetto.
“Portatemi la chiave che abbiamo trovato ieri” ordina.
Con uno scatto deciso il lucchetto si apre e i soldati scendono nella cantina.
Nella terra umida sono conservate diverse armi e pezzi di armatura di cuoio.
Soweig trova un corpetto e alcuni schinieri che fanno al caso suo, il resto dei soldati si rifornisce, le armi in più vengono distrutte.

Heinz chiama Narbondel “Proseguiamo verso est, tu controlla le tracce delle creature che hanno attaccato”.
“Signorsì!”.

Per tutto il giorno il gruppo avanza nella boscaglia seguendo una pista appena accennata.
Narbondel tiene d’occhio il terreno: le creature hanno seguito questa direzione per ritirarsi ma si muovevano nel sottobosco e solo occasionalmente attraversavano la pista che stanno seguendo loro.
Conferma la sua stima precedente, almeno 5 creature, di cui 4 hanno fatto ritorno.
Le tracce sono profonde, stavano portandosi dietro diverse cose razziate.

Verso sera la pista si biforca, oltre che procedere verso est un altro sentiero punta verso nord.
Narbondel si blocca, le tracce sono chiare, le creature hanno girato verso nord.
Lo riporta al capitano.

“Bene uomini facciamo campo qui, domani decideremo sul da farsi.”

mercoledì 1 ottobre 2014

07 - OTTO

Otto monta la guardia nell’oscurità.
I suo compagni dormono, le porte sono sbarrate eppure lui è inquieto.
Ripensa a una settimana fa, quando montava di guardia allo scout ferito, il motivo per cui ora loro sono qui.
L’uomo, incaricato di sorvegliare questa zona di bosco, era arrivato in pessime condizioni al campo base.
Colpa dei ribelli ovviamente, anche se l’uomo è morto prima di riprendere conoscenza…
O meglio, ha ripreso conoscenza, ma solo per un istante e in quel momento lui era li e ha ascoltato le sue parole…

Un tremito gli percorre la schiena.
“Deliri indotti dalla febbre.” pensa Otto.
Eppure tra quei deliri c’è il motivo per cui si è offerto volontario, unico a presentarsi al capitano quando ha chiesto se qualcuno voleva venire in missione.
Osserva le fiamme baluginare nel buio e i compagni che dormono.
Bhe non proprio l’unico, anche Narbondel si è presentato pochi minuti prima della partenza insistendo per unirsi alla squadra.
Otto ripensa a due notti fa, quando Narbondel ha salvato la vita a tutta la pattuglia, notando per caso dei grossi lupi pronti ad attaccare il campo e dando l’allarme.
“Certo… ” pensa Otto “Passeggiava per caso intorno al campo perché non riusciva a dormire…”
Il capitano può anche bersi questa storiella ma lui ha visto il giaciglio di Narbondel quella notte e il giaciglio non c’era.
Narbondel se ne stava andando con tutta la sua roba.
Eppure Otto non l’ha detto al capitano.
Fissa l’elfo addormentato.
“Che cosa nascondi?” Pensa.

Un ciocco di legno si spezza nel fuoco, Otto si stiracchia, è ora di farsi dare il cambio.