mercoledì 30 settembre 2015

10 - ARTIGLI NEL BUIO

I cinque avanzano nello stretto condotto.
Camminano di taglio, schiacciati tra le pareti di pietra.
Spesso devono trascinarsi a forza di braccia per superare una strettoia.
Ulrich chiude la fila, tendendo l’orecchio.
All’improvviso un grido lontano rimbomba tra la pietra.
Buon viaggio all’inferno.
Tira fuori il gessetto dalla tasca e lo lascia cadere nel buio.
Ora indietro non si torna.
“Cos’è stato?”
“Le guardie devono aver sbagliato strada.”
Ansimando Mattheus esce dalla spaccatura.
Davanti a lui un sottile ponte di pietra avanza nel buio.
Poco dopo gli altri lo raggiungono.
“Dobbiamo passare quest’arco?”
“Non vedo altre strade”.
“Vado avanti io” dice Hainz.
Agilmente il giovane tagliaborse cammina sullo stretto passaggio di pietra.
“Va bene, vado io adesso” dice Ulrich e, nonostante la sua mole possente, avanza veloce e senza esitazioni.
Mattheus si incammina dopo di lui.
Le gambe gli tremano.
Avanza piano.
Dietro di lui Wolfgang lo incalza “Sbrigati!”
All’improvviso un rumore li fa voltare.
Una serie di schiocchi secchi.
Due fauci chitinose irte di denti appaiono dalla spaccatura.
Una serie di zampe segmentate si fanno strada arpionando la parete di pietra.
“Merda! Corri!”
Ma Mattheus è come paralizzato e avanza un passo alla volta.
Johann cerca di schivare gli artigli della creatura ma uno lo trapassa a un braccio.
La bestia lo trascina verso di se.
Wolfgang scatta indietro e lo afferra per l’altro braccio.
Tira con tutte le sue forze.
Johann scalcia colpendo la bestia sul muso.
Uno strattone e si ritrovano entrambe a terra, vicino all’orlo dell’abisso.
“Corri!” urla Wolfgang.
I due corrono sull’arco di pietra.
La creatura prova a farsi strada ma le zampe fanno poca presa sullo stretto passaggio di pietra.

Dopo qualche tentativo la creatura torna nella spaccatura.

lunedì 28 settembre 2015

9 - LA SPACCATURA


Poco più indietro il baro mostra una piccola spaccatura nella roccia.
“Vedi bene al buio eh?” chiede il medico.
“Già”.
“Fin troppo bene”.
Il baro non replica.
“Avanti, infilatevi” dice Ulrich, io chiudo la fila.
Man mano che tutti si inoltrano l’uomo prende il suo gessetto.
“Ehi muoviti” sente dire davanti a lui.
“Arrivo”.
Veloce traccia un segno sul muro.
Sorride nel buio.

Si infila nella spaccatura.

venerdì 25 settembre 2015

8 - IL BARATRO


“Fermi” bisbiglia Wolfgang.
“Cosa c’è?”
“Ascoltate”.
Da qualche parte si sente un grattare metodico, una piccola vibrazione, qualcosa che scava nel buio.
“Che roba è?” chiede Johann preoccupato.
“Non ne ho idea ma sembra grosso”.
Avanzano cauti nel buio, il grattare si interrompe.
Fanno qualche passo.
Il grattare riprende, furioso.
“Muoviamoci!”
Corrono avanti, la torcia illumina a sprazzi.
All’improvviso Ulrich vede spalancarsi davanti a se un abisso.
Si blocca ma qualcuno lo urta da dietro.
Scivola oltra il bordo.
Qualcuno lo afferra.
Spasmodicamente tiene il braccio che lo ha preso.
“Aiutatemi! Pesa un casino!”
Tutti quanti lo afferrano e lo tirano oltre il bordo.
Davanti a loro c’è una spaccatura nel terreno.
La guardano qualche secondo, sgomenti.
Hainz tira un pietra nel buio.
Nessuno rumore.
La tira avanti.
“Il terreno riprende più avanti, dieci metri buoni più avanti.”
“Dieci metri?! E come li attraversiamo dieci metri?”
“Non lo so, ma qualcosa dobbiamo fare, le guardie non sono lontane.”
“Aspettate” dice il baro “prima, mentre correvamo mi sembra di aver visto qualcosa”.

mercoledì 23 settembre 2015

7 - ULRICH


Il gruppo avanza spedito calpestando ossa di topi.
A un certo punto raggiungono un incrocio.
Ulrich muove la torcia finche un refolo d’aria la fa oscillare.
“In avanti” dice.
Poi passa la torcia a Wolfgang.
“Proseguite, io controllo se le guardie sono vicine.”
Fa qualche passo indietro.
Quando vede la torcia avanzare nel buio davanti a se si mette una mano in tasca tirando fuori un gessetto.
Sospira.
Ripensa al suo passato di gloria come contrabbandiere, a quando la sua banda spadroneggiava sulle banchine del porto, alla bella casa e alla bella vita.
Tutte cose scomparse ormai da dieci anni.
E poi ripensa ai piccoli agi della prigione, guadagnati tradendo altri prigionieri con le guardie.
Tutto ciò che gli rimane della sua precedente vita.
Stringe il gessetto tra le mani.
Veloce disegna una freccia bianca vicino all’incrocio a indicare la direzione presa.

Ripone il gessetto in tasca
e segue il gruppo raggiungendolo poco dopo.

lunedì 21 settembre 2015

6 - IL SEGNO


Appena riemergono nella caverna principale con alcune pietre riescono ad accendere una delle torce.
La luce si sparge per la grotta.
“Cosa c’è qui?” Hainz sta indicando un simbolo tracciato sulla pietra.
Sembra un triangolo stilizzato con il vertice verso il basso, i lati sono svasati verso l’esterno e proseguono un po’ oltre ogni angolo in cui si incrociano.
“Sembra un simbolo” mormora.
Gli altri lo guardano silenziosi, non ci va molto a capire che è un marchio del Caos.
“Potrebbe essere qui da sempre” dice Johann.
“Forse, ma questo non lo rende meno pericoloso” ribatte Mattheus.
“Prima quei topi mostruosi e adesso questo” mormora Hainz.
Il baro e il capobanda restano in silenzio.
Qualcosa rimbomba nella grotta dietro di loro.
Sembrano voci.
“Le guardie! Hanno trovato il passaggio! Muoviamoci!” Ulrich prende la torcia e avanza nel buio.
Gli altri lo seguono velocemente.

Il marchio viene inghiottito dal buio dietro di loro.

venerdì 18 settembre 2015

5 - LE LATRINE


Il condotto è stretto e basso, bisogna muoversi a carponi nel buio assoluto.
Mattheus sbaglia strada finendo in un vicolo cieco.
Scalcia all’indietro e tutti indietreggiano a fatica.
La deviazione successivo l’odore si fa sempre più forte.
Odore di escrementi e decomposizione.
Prosegue.
All’improvviso il pavimento scompare e lui scivola.
Cade in qualcosa di
viscido, freddo e nauseante.

Si rialza, gli escrementi gli arrivano fino alle ginocchia.
Vomita.
Da sopra di lui alcuni piccoli fori mandano un po’ di luce.
Qualcuno scivola alle sue spalle affondando nel letto di escrementi e immondizia.
“Le latrine?”
“Le latrine”
“Bene, mi ricordo che ci buttavamo di tutto, anche armi se le guardie facevano una perquisizione”.
Alla tenue luce il medico e il capobanda si mettono a cercare nello strato rivoltante di feci.

La ricerca da il suo esito, i due trovano un paio di torce e un rozzo coltello ricavato da un cucchiaio limato.

mercoledì 16 settembre 2015

4 - CATTIVO ODORE


Poco più avanti una deviazione si apre nel muro.
Un foro di circa mezzo metro di diametro dal quale proviene un odore nauseabondo.
“Cosa è questo tanfo di merda?” chiede Johann.
Nessuno risponde.
La torcia si spegne.
Nel buio totale si sente la voce del capobanda.
“Potrebbero essere le latrine, magari scaricano qui, magari ci sono delle fognature, dobbiamo andare a vedere”.
“Io li non mi infilo” replica Hainz.
“Vado avanti io” replica Mattheus, e si infila nello stretto condotto.

A malincuore gli altri lo seguono.

lunedì 14 settembre 2015

3 - DENTI NELL'OSCURITA'


La fiamma della torcia ondeggia, ben oltre metà è già consumata.
Le scintille di resina feriscono le mani di Ulrich.
“Ancora un po’ e saremo al buio” mormora il capobanda.
“Direi che abbiamo un problema più pressante” dice Johann.
Tutti si voltano verso il ladro.

Un topo grosso come un cane è al limitare del cerchio di luce.
Il pelo è biancastro, in diversi punti emergono grosse cicatrici e lesioni cariche di pus.
I denti sono innaturalmente lunghi.

Mattheus tira fuori una mazza, Hainz uno stiletto ricavato da un grosso chiodo.
Wolfgang indietreggia disarmato così come Joahnn.
La bestia scatta avanti, dall’oscurità altri topi mostruosi si fanno sotto.
Uno di loro pianta i denti nel braccio del capobanda.
La torcia rotola sul terreno mentre l’uomo cerca di scrollarsi la bestia di dosso.
Wolfgang raccoglie la torcia e con un gesto rapido colpisce uno dei topi, il manto crepita, la bestia indietreggia squittendo.
Mattheus  abbatte la sua mazza su un topo sfondandogli il cranio.
Un urlo lo fa voltare.
Hainz è caduto e due topi gli sono addosso, uno dei due gli sta affondando i denti nel ventre e la camiciola grezza è impregnata di sangue.
Con un colpo secco sbatte via uno dei topi fracassandogli la cassa toracica, il tagliaborse ne approfitta per piantare il suo stiletto nell’occhio dell’altro.
Intanto Ulrich ha sbattuto il suo a terra e lo finisce a calci.

Pochi secondi e torna il silenzio.
“Chi è ferito?” chiede Mattheus “me ne intendo un po’ di medicina”.
“Io” dice Hainz
Il medico si avvicina al tagliaborse e medica alla meglio i suoi tagli.
“E voi?”
“Sono solo graffi” dice il ladro.
“Si, non perdiamo altro tempo” replica il capobanda nonostante il sangue goccioli dalla sua spalla.

Come a sottolineare le sue parole la torcia dà un guizzo e si affievolisce.

venerdì 11 settembre 2015

2 - TOPI


Il gruppo avanza nell’oscurità.
La caverna si fa più bassa, umida.
La torcia illumina una sterminata distesa di piccole ossa bianche, scheletri di roditori e escrementi di ratti calcificati.
Ogni passo fa scricchiolare il tappeto di ossicini.
Appena fuori dal cerchio di luce si sente lo zampettare delle piccole creature.
Di tanto in tanto alcune polle d’acqua raccolgono l’umidità che filtra e riflettono la luce delle torcia.
“Dove diamine siamo finiti?”
“Non ne ho idea ma dobbiamo allontanarci.”
Il gruppo prosegue.
Qualche roditore si fa più coraggioso e corre attraverso le loro gambe.
Topi grossi come gatti, neri, che si impigliano nei pantaloni di tela.
“Fermi!” dice Wolfgang.
Tutti si girano verso il vecchio baro.
“Laggiù” e indica un punto nel buio.
Ulrich fa qualche passo con la torcia e illumina uno scheletro umano.
I vestiti sono ormai polvere.
Ma le ossa delle gambe sono chiaramente spezzate.
Le altre ossa mostrano segni di rosicchiamento.
A fianco a lui una vecchia lanterna di metallo senza olio e un pugnale arrugginito.
“Questo lo prendo io” dice Ulrich “come hai fatto a vederlo?”.
“Già, come hai fatto?” chiede Mattheus.
“Ho una buona vista” taglia corto Wolfgang.

Per terra, tra le ossa dei topi, ce ne sono alcune spezzate, qualcuno ha camminato qui ben prima di loro, ma questo Wolfgang non lo dice.

mercoledì 9 settembre 2015

1 - NEL BUIO


La torcia sfrigola nel buio.
Piccole gocce di resina incandescente cadono sul pavimento di pietra.
Ulrich si guarda intorno, un refolo d’aria fa muovere la fiamma.
“Andiamo” dice.
Hainz sta guardando i resti del muro crollato che giacciono sul terreno.
Alla tenue luce della fiamma tremolante la pietra riporta una serie di linee.
Un disegno?
“Aspetta” dice “illumina qui.”
Delle linee scure sono incise sui resti del muro crollato, come delle bruciature.
Da sopra arrivano dei rumori metallici e delle urla.
“Andiamo!” urla Ulrich.
“Aspettate” dice Hainz, ma il gruppo si sta già facendo strada nel buio.

lunedì 7 settembre 2015

LA GRANDE FUGA

E' con immenso piacere che nelle prossime settimane le pagine di One-Shot ospiteranno ancora una volta i racconti d'avventura di Nicholas. Una nuova immersione nel Vecchio Mondo di Warhammer Fantasy Roleplay (WFRP), con il suo sapore teutonico duro e crudo. Come al solito non sono la persona più adatta per addentrarmi in ulteriori digressioni su questo GdR che conosco poco, ma per cui passo immediatamente la tastiera a Nicholas, con il teaser dell'avventura e la descrizione dei personaggi. E da quel che posso vedere sono certo che, come già nella "Pattuglia Perduta", la magistrale gestione dei rapporti tra i personaggi renderà questa one-shot una partita interessante.
Nella prigione di Aug a Pech, il carcere più duro di Altdorf, scoppia una rivolta.
I prigionieri riescono ad uccidere alcune guardie e la prigione viene chiusa dall'esterno.
Dopo alcune ore di violenza le porte si riaprono, dietro appare il muro di scudi dei Fanti Imperiali.
I soldati avanzano tra i corridoi e le celle massacrando tutti i prigionieri.
In mezzo alla strage un crollo scuote uno dei bracci sotterranei, una crepa si apre nel muro.
Senza pensarci due volte un gruppo di prigionieri che era li vicino salta nel passaggio.
Ora sono nel buio, davanti a loro la rete di gallerie che si dice si estenda sotto tutta la città, più antica della città stessa, dietro di loro le guardie ben decise a finire il lavoro.
Un gruppo di uomini costretti a collaborare, senza sapere nulla gli uni degli altri, del perché i loro compagni siano finiti in carcere né, sopratutto, di cosa sarebbero disposti a fare per uscirne...

Matteus, 26 anni, medico della nobiltà, in carcere per aver ucciso una ricca fanciulla durante un aborto clandestino.

Hainz, 22 anni, un delinquentello in carcere per aver cercato di rapinare una prostituta.

Ulrich, 48 anni, vecchio e rispettato capo di una banda di contrabbandieri del porto, in carcere ormai da molti anni.

Johann, 26 anni, un giovane accusato di aver derubato una ricca famiglia presso la quale prestava servizio.

Wolfgang, 66 anni, un anziano baro, in prigione ormai da più tempo di chiunque altro.