venerdì 29 aprile 2016

06 - LA CUPOLA DEL MATTINO

Isaac si ferma grondante di sudore, si sente morire. Si piega in due appoggiando le mani sulle ginocchia, col fiato corto e gli occhi ludici.
"Fe-fermatevi... non ce... non ce la faccio...più!" dice affannosamente.
Travis lo guarda con compatimento, poi si rivolge ad April: "Bellezza, stiamo correndo da meno di 5 minuti e quello che deve salvare la città è già scoppiato... Poi dimmi che non facevamo bene a scappare coi 5000 crediti..."
I due aspettano in silenzio che Isaac si riprenda un poco.
"E'... è che so-sono un po' fuori allenamento..." si giustifica malamente. La milza gli punge dolorosa. Che figura di merda...
"Finita questa storia verrai con me a fare un po' di jogging" sdrammatizza April.
Da dove si trovano si può vedere la biforcazione del tunnel che porta allo spazioporto. La totalità parte delle persone che affolla il passaggio e li supera si dirige là. Nessuno prosegue dritto, verso la Cupola del Mattino. E, stranamente, nessuno proviene dalla Cupola in questa direzione.
"Non trovate strano che nessuno stia scappando dalla Cupola del Mattino?" fa notare la giornalista.
"Magari hanno trovato un rifugio" dice Travis. "Oppure sono già crepati tutti..."

La Cupola del Mattino si trova sul bordo orientale del cratere, all'ombra delle pareti rocciose, ed è particolarmente apprezzata per i suoi nuovi moduli abitativi. Inoltre contiene uno degli spazi verdi interni più grandi di Oculus City, un parco artificiale curatissimo che si estende al centro della struttura.
Raggiungerla ha richiesto più del previsto, a causa dell'affaticamento di Isaac, ma è comunque la via più rapida per raggiungere la Centrale. Nel tragitto non hanno incrociato anima viva.
Quando il tunnel si avvicina alla struttura stessa della cupola, alcune vetrate lungo una parete permettono di spaziare con lo sguardo. Sebbene la polvere impedisca la visibilità sulla distanza, la cupola è invece ben visibile da qui, grazie anche alla successiva curvatura del passaggio.
"Oddio...." bisbiglia April.
Una grossa frana staccatasi dalle pareti del cratere ha colpito la calotta della cupola, anche se non sembra aver provocato danni pesanti. La struttura è ancora in piedi.
"Dovrebbe resistere" la rassicura Isaac, pur non totalmente convinto delle sue parole. "Ad ogni modo prima la attraversiamo e meglio è..."
Si vedono alcuni shuttle lasciare il cratere, segno che lo spazioporto è almento in parte operativo.
"Noi dovevamo essere là" dice Travis seguendo il percorso di un velivolo con il dito lungo il vetro. Poi uno sbuffo di polvere oscura la visuale.


venerdì 22 aprile 2016

05 - CORSA CONTRO IL TEMPO

"Cosa significa?" chiede Travis.
"Che il danno alla Centrale è molto grave. E che ci resta poco da vivere se non ce ne andiamo di qua."
Isaac lo dice senza neanche sollevare lo sguardo dal PDA, come se fosse l'affermazione più normale del mondo.
"Secondo i miei calcoli tra 3 ore le condizioni ambientali saranno critiche, ed entro 4 ore non ci sarà speranza di trovare nessuno vivo."
"Beh... manderanno di sicuro dei soccorsi da Mariposa, o dei tecnici..." dice ottimista April.
"Sì, ma per quanto siano veloci non ci metteranno meno di 3 ore."
Travis si accende una sigaretta: "E allora muoviamo il culo, prendiamo un AV, salviamo il tuo capo e con lui ci prendiamo il biglietto di sola andata dallo spazioporto. Ci dovrebbero anche restare i crediti per una vacanza tropicale su Mariposa." 
"Fumi adesso? Risparmia l'ossigeno..."
"Fatti i cazzi tuoi"
"Lo spazioporto è stato danneggiato" ricorda April. "Rischiamo di arrivare là e scoprire che non si può partire. E a quel punto il nostro tempo sarà scaduto."
"Co-concordo" balbetta Isaac, arrossendo. Anche in questo momento conversare con il gentil sesso lo mette a disagio. "Credo che la cosa migliore sia andare alla Centrale. A parte che sono stato richiamato in servizio, quindi non ho molte scelte..."
"Amico, con un casino del genere ognuno pensa alla sua pellaccia, nessuno ti biasimerà se pensi a portare le chiappe via di qua..."
"Ok, ma è comunque la scelta migliore. Se riesco ad rimediare ai danni e ad attivare le procedure di emergenza tutti ad Oculus avranno maggiori probabilità di sopravvivenza. E se non dovesse funzionare, la Centrale non è comunque così distante dallo spazioporto da impedire un piano B di fuga."
"Sì, ma con 5000 crediti in meno..." puntualizza Travis.
Isaac scuote la testa: "Andare a recuperare Mr. Ebb ci brucerebbe il tempo utile per ripiegare su un'altra soluzione."
Travis fissa April, aspettando che dica qualcosa: "Non vorrai piantare in asso il tuo datore di lavoro..."
April tace per alcuni secondi, indecisa. Poi s'incammina verso l'uscita del Sentri Lounge: "Fanculo Mr. Ebb..."

"Ecco la baia AV... cazzo!"
Travis spintona le persone che si accalcano davanti all'uscita per l'attracco, una sorta di parcheggio taxi appena fuori dal locale. L'accesso alla baia è sigillato da un pesante schermo di emergenza, calato a seguito dell'esplosione.
"Dobbiamo aprirlo se vogliamo recuperare un mezzo" dice Travis indicando la pesante barriera metallica.
"Non credo sia una buona idea. Se il dispositivo si è attivato è perché al di là c'è una falla. Inoltre non sappiamo quali sono le condizioni degli AV, potrebbero essere stati spazzati via dall'esplosione."
"Ci metteremo una vita senza un mezzo di trasporto..." constata Travis. "Non funzionano nemmeno i carrelli interni per gli spostamenti nei tunnel, è tutto disalimentato."
"E allora andiamo di corsa. Non sono distanze impossibili, non perdiamo altro tempo. Se siamo fortunati poi troveremo qualche mezzo di trasporto lungo la strada." April fa un cenno ai compagni e si porta davanti a loro con il suo fisico atletico, imboccando il cunicolo che porta verso le altre sezioni della base lunare a passo di jogging.
Travis getta la sigaretta a terra e la spegne col tacco dello stivaletto. Fa spallucce e le corre dietro.
Isaac li osserva preoccupato. L'ultima volta che ha corso aveva dodici anni.

mercoledì 13 aprile 2016

04 - CHIAMATE

Nella debole luce verde che illumina in modo spettrale il Sentri Lounge rimbombano le lamentele dei feriti. Il panico iniziale è scemato con la chiusura delle paratie ed il deflusso delle persone si fa via via regolare attraverso le uscite di sicurezza. Un messaggio registrato viene diffuso da invisibili altoparlanti, invitando a mantenere la calma. I telefoni squillano, in molti provano a mettersi in contatto con i propri cari.
April controlla che la sua Camera HD ZLens sia a posto, scatta alcune foto. Poi estrae il suo PDA.
"Che diavolo può essere successo?" si chiede Isaac, sbirciando il dispositivo dell'amica. Di sicuro cercherà di chiamare il suo ragazzo...
Travis si accende una sigaretta.
"E' proprio quello che intendo scoprire" ribatte la giornalista. Con veloci selezioni sul touchscreen del dispositivo, April accede ad una lista di utenze dai nomi criptici, se non fosse per dei riferimenti abbreviati ad alcune zone ben note di Oculus City.
Isaac osserva curioso.
"Anch'io ho le mie risorse per andare a caccia di scoop. Sto cercando di contattare alcune telecamere esterne a cui ho accesso."
Un'immagine terribilmente disturbata si apre a tutto schermo sul PDA. Attraverso la polvere sollevatasi si scorge del fumo diffondersi dalla torre di controllo dello spazioporto, e dietro di essa i chiarori di un incendio fuori campo, all'estremità opposta del cratere.
Isaac sente un brivido corrergli lungo la schiena. Sta per concretizzare i suoi peggiori timori quando il suo PDA squilla. Con il dito tremante accetta la chiamata. E' Rai Astasi, la responsabile per la sicurezza della Centrale Energetica.
"Pro...pronto" Isaac risponde con un filo di voce.
"Isaac, Isaac... ci sei?" la voce di Rai è gracchiante e metallica, la qualità della comunicazione pessima. "E' un'emergenza! Un'esplosione ha danneggiato il Reattore 3 ...bzzzz... tutto il personale è richiamato in servizio in Centrale per fronteggiare ...bzzzz...!"
"Rai, cosa è successo? ...i tecnici di turno non riescono a..."
"...bzzz... crediamo ci siano numerose ...bzzzz.... e feriti tra il personale tecn...bzzzz... e gli ingegneri in servizio ...bzzzz... non riusciamo a contattar...bzzzz..." la voce di Rai sparisce per svariati secondi. "...bzzzz... non sappiamo cosa sia succ...bzzzz... stiamo cercando di capi...bzzzzzzzz...."
Il segnale della comunicazione degrada sempre di più fino a renderla impossibile.
"La polvere sollevata sta creando un'interferenza sulle trasmissioni laser e radio, temo che presto saremo isolati" dice Isaac, osservando sconsolato sempre minori tacche sul suo PDA.
Quasi contemporaneamente, anche il PDA di April squilla. Non ci può credere: nonostante il segnale morente è una videochiamata da parte di Mr. Ebb. Il suo capo la tormenta anche in questa circostanza.
April esita, quattro, cinque squilli. Ma Mr. Ebb non desiste. Potrebbe non rispondere, ma non ne è capace. Fa scorrere il dito sull'icona verde.
Le prime parole di Mr. Ebb sono incomprensibili. Il magnate è visibilmente nel panico.
"...qualunque cosa sia successa fate arrivare i soccorsi..."
"Si calmi Mr. Ebb, la situazione è già di per sé complicata" si lascia sfuggire April.
"Non hai capito!? Dannazione..." Mr. Ebb controlla lo schermo "...tu, come-ti-chiami-signorina sei l'unica dannata comunicazione funzionante! Ed io *esigo* di essere salvato! Fai qualcosa se vuoi ancora avere un lavoro quando questo casino sarà finito!"
"Ma capo, quello che mi chiede è impossib-"
"Non mi sono spiegato? Se non fai qualcosa ti licenz ...bzzzz..."
Con la comunicazione che inizia a tentennare, April spiega la gravità dei fatti a Mr. Ebb, cercando di farlo ragionare.
"Ehi, perché non interrompi la comunicazione con questo stronzo e lo lasci marcire nella sua tana dorata?" interviene spazientito Travis mettendosi a favore di webcam.
Mr. Ebb sbianca. Le maniere rudi del tassista sembrano avergli fatto realizzare quanto labile sia la sua richiesta.
"No... bzzzz... ok, ok, veniamoci in contro... vedo che hai della gente con te.... potresti farti aiutare dai tuoi amici per venirmi a prendere e portarmi al sicuro."
Travis sghignazza.
"5000 crediti, per il disturbo..." spara Mr. Ebb.
Travis smette immediatamente di ridere.
Poi la comunicazione salta di colpo.
"Cazzo, richiamalo!"
"Non posso, non c'è campo!"
"Zero. Ogni comunicazione wireless è saltata" conferma Isaac smanettando con le impostazioni del suo dispositivo.
All'improvviso la diffusione del messaggio d'emergenza registrato s'interrompe. Il ronzio di sottofondo di centinaia di ventole a cui nessuno faceva più caso per l'abitudine cala bruscamente fino a fermarsi.
"Cos'era?" chiede April.
Isaac deglutisce: "I riciclatori d'aria ed il riscaldamento. Si sono fermati."

giovedì 7 aprile 2016

03 - EMERGENZA

Le voci nel locale si spengono, occhiate confuse cercano risposte. La musica rimane l'unico sottofondo di quel silenzio improvviso per alcuni secondi.
Poi un violento tremore scuote la base, accompagnato dal rumore sordo di un'esplosione. Un'enorme nube di detriti investe le vetrate del Sentri Lounge che vanno in frantumi con uno schianto secco.
Le luci si spengono e la musica s'interrompe, mentre l'aria fischia risucchiata verso l'esterno e la temperatura cala rapidamente.
La gente urla impazzita in preda al panico. Nell'oscurità dell'universo ostile, la sottile barriera che preserva la vita è crollata, e l'atavico terrore per l'ignoto paralizza i presenti.
Passano solo pochi attimi prima che le luci di emergenza verde marcio subentrino illuminando il locale in modo spettrale.
Gli schermi sigillanti di emergenza iniziano a discendere per richiudere le falle delle vetrate distrutte, ma incedono con fatica nelle loro guide, per poi bloccarsi definitivamente a metà processo.
Dopo l'iniziale smarrimento, nel locale esplode la confusione. Nessuno comprende cosa stia accadendo, tutti si accalcano febbrilmente verso l'uscita urlando, schiacciando, calpestando.
Isaac è pallido come un cadavere in quella luce tremolante, tuttavia sembra mantenere un'inaspettata lucidità. Scuote i compagni ancora paralizzati dalla paura.
"Rischiamo di morire soffocati o assiderati nel giro di pochi minuti se non facciamo qualcosa!"
"Dobbiamo scappare, testa di cazzo!" sbraita malamente Travis.
"N-no! Finiremo ammazzati nella calca e comunque non usciremo in tempo. Quelle uscite sono insufficienti!"
"Come lo sai?!" urla April.
"Ho scaricato ed esaminato le piante del locale prima di venire qui. Per sicurezza..." dice Isaac sfogliandole nervosamente sul PDA.
"Tu sei malato!" grugnisce Travis.
"Dobbiamo sigillare le vetrate. Sul retro, oltre le cucine, c'è un locale di servizio con il pannello dei comandi" Isaac lo indica sul suo dispositivo.
"Non sembra esserci elettricità" obietta April.
"Ha di sicuro delle procedure manuali di rilascio delle sicure o qualcosa di simile. La gravità farà il resto. Non sarà delicato, ma dovrebbe salvarci. In alternativa, siamo morti lo stesso" dichiara freddo l'ingegnere con un macabro sorriso.
Travis fa strada verso il bancone spintonando chiunque si trovi davanti. I tre balzano oltre, avvicinandosi ad una porta a spinta con una vistosa scritta "privato" su di essa. Nello stesso istante, un cuoco dai tratti orientali esce di corsa urtando Isaac, a cui per poco non cade il PDA. L'ingegnere trema al pensiero di perdere il suo preziosissimo strumento.
Travis afferra il cuoco e lo scaglia via con rabbia. Questi incespica e cade portando con se bicchieri e bottiglie abbandonate sul banco. Ignorando le sue lamentele, Travis fa cenno agli altri di entrare, pronto ad occuparsi di una sua eventuale reazione violenta.
Isaac si muove sicuro verso lo sgabuzzino col pannello, attraversando le cucine.
Localizzato il locale di servizio, si avventa sul quadro dei comandi. Muove alcuni interruttori, poi collega il PDA.
"Ecco. Lo sapevo, c'è una batteria secondaria. Ma perché diavolo non è subentrata... chi ha fatto questo pannello andrebbe denunciato! Ora la collego... perfetto!"
Travis, sulla porta, butta un occhio sul locale: "Cazzo, gli schermi sigillanti sono ripartiti! Bel lavoro, lo ammetto! Hai salvato il culo a tutti quanti!"