giovedì 30 giugno 2016

10 - S.O.S.

April accende la torcia dell'HD Zlens per illuminare. Avanzando nel corridoio ricurvo la luce bianca del dispositivo ottico balena prima su un corpo annerito dalle fiamme, poi su un secondo cadavere disteso in una pozza di sangue.
Travis sta seduto appoggiato alla parete poco più avanti.
Isaac si ferma impietrito. Lo sente tremare, turbato da quella visione.
"Sciacalli" dice Travis con un ghigno amaro indicando i corpi.
"A questo può arrivare la gente?" balbetta Isaac. "Uccidere, in una situazione come questa... anziché aiutarsi e salvarsi..."
"Datti pace Isaac, non c'è niente che possiamo fare. Erano già morti quando sono arrivato."
April tace. Evita di puntare la luce sui corpi. Evita di puntarla anche sui compagni. Non sono i primi morti ammazzati che vede, non si impressiona facilmente. E soprattutto non si beve qualunque storiella. Un brivido le percorre la schiena. Non vuole credere a quello che sta pensando, ma quel ghigno di Travis nella penombra la perseguita come un demone.
Improvvisamente le luci si riaccendono ed il PDA della giornalista squilla, distogliendola da ogni pensiero come uno schiaffo: è Mr. Ebb.
Travis si alza veloce e si avvicina: "Rispondi, su..." dice sbirciando il nome sul display.
April scorre il dito sull'icona verde.
Una voce gracchiante in preda al panico si diffonde: "April, April! Sign...zzz....rina grazie a Dio! ...zzzz.... finalmente... Dovete aiutarmi! Vogliono u...zzz...idermi! ...zzzz... là fuori, cercano di entrare!"
"Mr. Ebb, stia calmo, la sua tenuta è uno dei posti più sicuri di tutta Oculus City! Chi c'è là fuori?"
"Venite subito qui! Vi scongiuro!...zzzzzzzzz..." la voce di Mr. Ebb è sempre più disperata e adirata, ma la comunicazione si fa disturbatissima e cade bruscamente proprio mentre il magnate promette compensi astronomici per la sua salvezza.
"Porca puttana! Siamo troppo lontani!" persino Travis si rende conto dell'impossibilità di tornare sui propri passi. "Se mi davate ascolto a quest'ora eravamo tutti ricchi!"
"Ah sì? E se Mr. Ebb fosse preda di criminali come dice? Saresti in grado di affrontare una banda di malintenzionati?" chiede April provocatoriamente.
Travis fa un cenno con la mano a troncare la conversazione, volta le spalle e si avvia nel corridoio.
April indica ad Isaac, ancora sconvolto, di riprendere il cammino.
Percorsi pochi metri, i sistemi gravitazionali saltano.

lunedì 20 giugno 2016

09 - VITTIME

Isaac si avvicina ad una grata posta a circa due metri di altezza e comincia a sbullonarla col tool di attrezzi: "Dobbiamo raggiungere le valvole dall'altra parte. I condotti di aerazione faranno al caso nostro. Sono stretti, ma non abbastanza per impedire ad un uomo di strisciarci dentro."
"Vado io, fatemi salire" dice Travis.
Isaac lo aiuta facendogli da scaletta, ed il tassista s'infila nell'angusto cunicolo.
"Cazzo com'è stretto qua dentro!" la voce di Travis risuona metallica.
"Aspetta avrai bisogno degli attrezzi per aprire dall'altra parte!"
"Lascia stare, ho i miei metodi..."
Travis si trascina in avanti sui gomiti. Il metallo del condotto ricurvo scotta quando sorpassa la zona in cui la fuga di gas invade il corridoio, quindi raggiunge la grata successiva. Sbircia, c'è qualcosa a terra vicino alle fiamme.
Avanza nel condotto quanto basta e assesta un paio di calci alla grata che salta via senza problemi, rimbalzando nel corridoio, il rumore metallico coperto dal soffio sordo del gas in pressione che brucia. Quindi scivola fuori.
Travis osserva l'ammasso scuro vicino alla perdita. Un corpo, semicarbonizzato, probabilmente sbalzato nell'esplosione della tubatura. Qualcuno che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Impassibile si volta e avanza nel corridoio alla ricerca delle valvole.
Tuttavia è costretto a fermarsi dopo pochi passi. Una figura paralizzata nella luce tremolante delle lampade d'emergenza lo guarda con occhi spiritati.
Travis non dice niente. Il tipo è chiaramente nel panico. Quando si accorge del tassista solleva un braccio ad indicare la fuga di gas, balbettando confuso.
"Aiuto... il mio amico è vicino al fuoco... l'esplosione... è ferito. Devi aiutarmi... dobbiamo chiamare i soccorsi... o morirà..."
"E' già morto..." sibila il tassista, mentre muove alcuni passi nella sua direzione. Ma l'uomo sotto choc non sembra nemmeno sentirlo.
"Aiutami ti prego, dobbiamo portarlo fuori da qui..." insiste.
"Devi arrangiarti, io ho altro da fare."
Quello sgrana gli occhi incredulo: "Ma... non puoi! Ti prego, ti supplico!" continua insistente.
"Sparisci."
Ma questi sempre più disperato lo implora e lo afferra per un braccio. Con un movimento repentino ed istintivo Travis sfodera un coltello dalla tasca e lo pugnala all'addome. Più volte.
Se lo scrolla di dosso. L'uomo s'inginocchia smarrito balbettando "perché?", prima di cadere prono.
Travis pulisce il coltello nei vestiti del malcapitato prima di rimetterlo via. Fruga nelle tasche: una card da 50 crediti, meglio che niente. Mentre aspetta che muoia dissanguato, cerca e trova il pannello dietro cui ci sono le valvole di intercettazione, lo apre e gira i volantini per fermare il flusso.
Quando le fiamme si spengono, il freddo torna rapido e intenso ad mordergli le ossa.
Poi all'improvviso, anche le luci d'emergenza saltano.

giovedì 9 giugno 2016

08 - FUOCO E FIAMME

Un tremore scuote il lungo tunnel che porta fino alla Centrale, accompagnato da una nota sorda.
Ancora una volta.
"Più ci avviciniamo alla Centrale e più si fanno frequenti" commenta April.
Isaac annuisce. Già nella Cupola aveva notato che c'erano parecchie perdite da tubature dell'acqua danneggiate, segno che la frana aveva avuto delle ripercussioni serie sulle strutture. Ma non si aspettava delle scosse telluriche. Che stesse succedendo qualcosa anche nelle miniere?
"Cosa ti preoccupa?" chiede la giornalista mentre proseguono, vedendo l'amico immerso nei suoi pensieri.
Isaac viene colto di sorpresa da quell'improvviso interesse di April per le sue riflessioni. Arrossisce, non trova subito le parole per rispondere. Balbetta qualcosa, poi si riprende.
"C'erano danni seri alla Cupola. Potrebbe collassare, a prescindere dal fatto che riusciamo o meno a ripristinare i sistemi..."
"Ma è terribile... tutta quella gente..."
"Quella gente è quella che ci ha sbattuto le porte in faccia, che ognuno pensi per sé ora!" sputa velenoso Travis.
"Quanto potrebbe resistere?"
"Non lo so April, potrebbe essere un quarto d'ora come giorni..." Isaac guarda Travis incedere senza voltarsi. Non la pensa allo stesso modo, ma per certi versi ha ragione. Non hanno il tempo di preoccuparsi per gli altri, o nessuno avrà tempo a sufficienza per sopravvivere.
"Dobbiamo avvertirli!"
Travis si blocca e si volta torreggiando sulla giornalista: "Non se ne parla!"
L'impressione è che sia ad un passo dallo schiaffeggiarla.
Isaac deglutisce: "Tra-Travis ha ragione, non c'è tempo. Sono già passati tre quarti d'ora e ci vorranno ancora almeno quindici minuti per raggiungere la Centrale. La temperatura sta scendendo e l'aria diventa sempre più rarefatta. Non possiamo rischiare."
"Finalmente un ragionamento sensato..." dice Travis allontanandosi da April e ricominciando a camminare.

"Cazzo... come si passa?"
Una tubatura del gas spezzata in prossimità di una curva invade il corridoio con un inferno di fuoco da parte a parte. Isaac fa notare anche delle pericolose crepe sul soffitto.
"Non lo so... dovremmo tornare indietro e prendere i tunnel per lo spazioporto e le miniere..." dice April.
"...e schiattare assiderati nel frattempo!" grugnisce Travis. "Bellezza, lo capisci o no che è una corsa contro il tempo per salvarci la pelle?"
"Lo so bene Travis, stai calmo."
"Starei calmo se stessi viaggiando con Mr. Ebb e 5000 crediti su uno shuttle per Mariposa. Ma non è così" Travis sorride beffardo. "Ehi genio, ci sarà una fottuta valvola di intercettazione da qualche parte, giusto?"
"Certo" Isaac indica il corridoio oltre le fiamme. "Ma siamo dalla parte sbagliata del flusso. Il gas arriva dalla Centrale, e per chiudere dovremmo poter agire sulla valvola a monte di questo muro di fuoco."
Travis bestemmia.
"Non sapevo credessi in Dio..." lo punzecchia April.
"Bisogna pur prendersela con qualcuno..."