giovedì 28 luglio 2016

13 - PIANO B

"Non credo sia una buona idea Isaac" replica Rai.
Travis, che sghignazzava tra sarcasmo e compassione dopo l'affermazione dell'ingegnere, si fa repentinamente serio.
"Se qualcosa va storto là fuori non ci sarà un piano B" continua.
"Cosa suggerisci?" la incalza April.
"Le operazioni di parallelo non sono complesse se opportunamente guidate. Chiunque potrebbe eseguirle. Invece solo un tecnico esperto può tenere sotto controllo la Centrale da qui e riattivare la rete una volta che i sistemi ausiliari saranno collegati. Così come solo un tecnico esperto può guidare i robot minerari fino a noi."
"Quindi secondo te..."
Rai annuisce: "Sì, penso che Isaac dovrebbe coordinare le operazioni dalla sala controllo, mentre il nostro quadrista si dirige alle miniere per ottenere uno dei robot. Almeno ci sarà forse una seconda chance se la passeggiata spaziale fallisce."
Travis scatta avanti dalla parete a cui si era pigramente appoggiato: "Tu sei paz..."
"E' una buona idea" lo interrompe April. "Sicuramente quella che ci dà maggiori possibilità di sopravvivenza."
April prende la sua HD Zlens e imposta alcuni parametri: "Inoltre avrò la possibilità di filmare in prima persona. Nel bene o nel male questo sarà lo scoop del mese quando tutto sarà finito."
Poi si rivolge a Travis, nella sua voce c'è un tono di sfida: "Mi farà comodo il tuo aiuto, ma non sentirti costretto."
Il tassista rimane impassibile per alcuni secondi, prima che il suo sorriso beffardo ricompaia sulle sue labbra: "Bellezza, con te verrei anche dall'altro capo dell'universo..."

"Tute anti-rad, collegate tra loro e con la sala controllo tramite una ricetrasmittente a corto raggio."
La voce di Isaac risuona ovattata e lontana dentro i caschi di April e Travis.
"L'apparecchio ad alta potenza dovrebbe funzionare nonostante la polvere e le difficili condizioni ambientali. Ognuna delle tute è dotata di un contatore Geiger collegato all'auricolare, la frequenza del ticchettio vi darà un'indicazione qualitativa del livello di radiazioni a cui sarete esposti. Scorta d'ossigeno, parametri vitali, eccetera sul biomonitor all'avambraccio. Ed infine questi..."
Isaac appoggia sulle panche dello spogliatoio un kit di riparazione rapida per tute ed un tool multiuso.
"Per ogni evenienza..."
April e Travis si portano fino alla camera di decompressione, mentre Isaac torna in sala controllo, dove ormai è rimasta solo Rai Astasi.
"Prova... prova..." la voce dell'ingegnere gracchia negli auricolari.
Travis grugnisce qualcosa, April risponde squillante: "Ti sentiamo Isaac... siamo pronti."
Le porte interne della camera stagna si aprono, ed i due entrano. Il loro respiro si fa più intenso nei microfoni mentre la tensione per la camminata spaziale sale.
Isaac richiude il primo portellone alle loro spalle, poi apre quello sull'esterno. Il risucchio d'aria rimesta polvere e detriti sollevati dall'esplosione di fuori, facendoli sbattere sulle visiere, cancellando la visibilità prima ancora di fare un solo passo.

giovedì 21 luglio 2016

12 - SALA CONTROLLO

"Isaac!" il volto tirato di Rai Astasi tradisce un insperato sollievo dietro i sui tratti mascolini. I suoi occhi si spostano su April e Travis, senza fare domande.
"Rai... cosa è successo... i colleghi..." chiede l'ingegnere posando lo sguardo sui terminali e le postazioni vuote della sala controllo. Oltre a Rai rimane un solo quadrista.
Rai scuote la testa: "Sono andati in impianto per aiutare, poi le comunicazioni sono saltate. Temo per la loro sorte..."
Isaac si fionda su una delle postazione e comincia a navigare tra schemi e dati incomprensibili: "Era tutto regolare... poi c'è un'anomalia di origine esterna sul Reattore 3 e la conseguente instabilità del nucleo di elerium..."
"E' stato uno schianto Isaac" conferma Rai. "Uno shuttle è precipitato sulla Centrale squarciando il reattore. Abbiamo provato a mantenere il controllo, ma il danno è critico, ed i sistemi secondari non si sono attivati."
Isaac continua a macinare dati senza staccare gli occhi dagli schermi.
"Guardate qua" dice l'altro quadrista rimasto. "Questi sono i video di alcune telecamere che sono riuscito a scaricare prima che la polvere interrompesse le comunicazioni."
April e Travis osservano le immagini di diverse telecamere ben posizionate, che mostrano uno shuttle prima urtare la torre di controllo dello spazioporto, e poi schiantarsi violentemente sulla parete del cratere dove si trova il Reattore 3. Il video trema e poi s'interrompe bruscamente.
"Fammelo rivedere" chiede April collegando la sua HD Zlens per acquisire le immagini. Il video scorre nuovamente, mentre la giornalista mette a fuoco lo shuttle. "Volo 10..." bisbiglia osservando le scritte sulla carlinga.
All'improvviso la voce di Isaac interrompe lo spettrale silenzio che accompagna il video ripetuto in loop: "Ti sbagli Rai. I sistemi secondari sono in marcia. Guarda qua" dice indicando alcune icone verdi"
Rai si avvicina con aria interrogativa, ed ancora di più sorpreso pare il quadrista evidentemente incapace di interrogare il sistema con l'abilità dell'ingegnere.
"I sistemi secondari sono partiti regolarmente, il problema è che non sono entrati in parallelo con la rete elettrica di Oculus City e non la stanno alimentando. In effetti è solo il sistema di aggancio presso i Reattori che risulta danneggiato"
"Quindi?" chiede Travis che aveva taciuto fino a quel momento, mostrando insofferenza e impazienza.
"E' necessario un parallelo in manuale. Bisogna raggiungere fisicamente i sistemi secondari" interviene il quadrista, come a voler mostrare le sue competenze per rimediare alla figuraccia precedente.
"Non l'ho chiesto a te" lo gela Travis.
"Ha ragione però" ammicca Isaac."Ci sono due modi per arrivare ai sistemi di aggancio: attraverso i tunnel della centrale o con una passeggiata in tuta spaziale."
"I rischi ci sono in entrambi i casi" puntualizza Rai Astasi, ben conscia dei pericoli che ognuna delle due soluzioni comporta. "I tunnel sono pericolanti dopo il danno dell'esplosione e potrebbero crollare da un momento all'altro. I rischi di una passeggiata all'esterno invece sono principalmente legati alle condizioni ambientali e di radioattività - una piccola lacerazione nella tuta potrebbe risultare critica vista la vicinanza al nucleo di elerium ed il probabile alto livello di contaminazione."
"Si potrebbero usare i robot minerari per mettere in sicurezza i tunnel" suggerisce il quadrista. "Sono dotati di supporti gravitazionali che permetterebbero di attraversare le zone pericolanti senza rischi."
"Bella idea campione!" esulta sarcastico Travis. "Peccato che le miniere non siano dietro l'angolo. Andare a prendere quegli aggeggi richiederebbe troppo tempo, probabilmente quello che ci resta prima di crepare congelati, o asfissiati, a scelta..."
"Dobbiamo rischiare ed attuare il parallelo da qua" constata Isaac. April lo fissa attenta. E' evidente come in questo momento penda dalle sue labbra. Per un istante si sente eroe, e le parole scivolano fuori automatiche dalla sua bocca, con un coraggio di cui si pentirà un attimo dopo: "Andate a prendermi una tuta: vado io!"

giovedì 7 luglio 2016

11 - INFORTUNIO

Le scarpe risuonano ad ogni atterraggio sul pavimento metallico del tunnel, dopo ogni lungo balzo ad un sesto della gravità normale. I tre avanzano veloci sfruttando l'attrazione ridotta, finché una momentanea riattivazione dei sistemi non trae Isaac in fallo.
L'ingegnere crolla a terra dolorante tenendosi una caviglia: "Me la sono slogata!! Aaaah... che male!!"
Travis rotea gli occhi spazientito, poi si avvicina e lo solleva di peso: "Vedi di camminare e darti una mossa che non abbiamo molto tempo."
"Questo lo so anch'io..."

"Ecco la Centrale finalmente!" esclama Isaac mentre avanza zoppicando vistosamente. "Mi fa un male cane..."
Passano per l'ingresso, le porte sono sbloccate. Nella guardiania non c'è nessuno.

"Il tuo infortunio ci è costato almeno dieci minuti persi" gli rinfaccia Travis, "che assieme a quelli persi prima per la tua pessima condizione fisica sono probabilmente ciò che farà la differenza se ci restiamo secchi."
"Smettila Travis, non è il momento!" sbotta April.
"Cristo, è passata quasi un'ora e mezza dallo scoppio, e noi non siamo ancora su uno shuttle!"
"Siamo in Centrale, vedrete che sistemerò tutto, ne sono sicuro. I sistemi sono vecchi ma se li conosci consentono procedure d'emergenza per risolvere anche i guasti più complessi" dice Isaac, cercando di smorzare la discussione con un'iniezione di fiducia. "Il punto è che non ce la faccio più con la caviglia. Aiutatemi, giù da quelle scale. Ci sono degli spogliatoi vicino al tragitto che porta ai reattori, dove c'è una cassetta di pronto soccorso."
Le scale sono uno strazio per l'ingegnere, poi finalmente gli agognati spogliatoi. Al piano inferiore c'è un pungente odore di metallo fuso, e la temperatura è sensibilemnte più alta che negli altri ambienti.
Isaac crolla su una panchina vicino agli armadietti degli operatori, chiude gli occhi per qualche istante cercando di isolare il dolore. Poi una sensazione di freddo gli sottolinea il pulsare ritmico della sua caviglia gonfia.
April china su di lui ha appena applicato un icy-pack e lo sta avvolgendo con una fasciatura. Isaac non si rende nemmeno conto di non essere imbarazzato in quella situazione. E' il dolore a comandare. Poco dopo tuttavia il rilascio di freddo e antidolorifico via dermale fanno il loro dovere, e l'ingegnere realizza. Arrossisce e balbetta un "grazie" impacciato.
April non fa in tempo a replicare, interrotta da uno stridente rumore metallico e dal tintinnare a terra di un lucchetto. Travis ha appena forzato un armadietto.
"E questa che cazzo di tuta è?"
"Una anti-rad" replica Isaac.
"Mmm?"
"Antiradiazioni, le usiamo per accedere ai reattori."
Con un paio di pedate Travis apre un altro armadietto: "Ce n'è una anche qua."
"C'è più caldo qua sotto, specie vicino a quella porta" afferma April.
"Sì, e non è un buon segno. Di là si accede ai reparti operativi e quindi ai reattori. Non è sicuro  andarci prima di aver scoperto esattamente cosa sta accadendo."
Isaac si alza a fatica, ma la caviglia va molto meglio.
"Torniamo di sopra, dobbiamo parlare con Rai Astasi."