lunedì 19 settembre 2016

15 - DISASTER AREA

Man mano che Travis ed April si avvicinano al luogo dello schianto, l'indicazione che sono sulla buona strada viene dall'incrementata frequenza dei ticchettii del Geiger e della temperatura esterna che sale rapidamente. Detriti e pezzi di metallo sparsi un po' dappertutto ne sono l'ulteriore prova.
Improvvisamente è come se il muro di polvere si aprisse sull'area dell'incidente, uno sguardo sull'inferno da questo remoto angolo di universo.
Le mura del reattore crollate, alcune parti della carlinga irriconoscibili, altre sventrate che lasciano intravedere il loro macabro contenuto di passeggeri carbonizzati ancora legati ai loro sedili. I detriti si mischiano agli effetti delle povere vittime in un desolante spettacolo di morte.
La stiva posteriore, spazzatasi, sembra invece parzialmente intatta.
"Cristo, che disastro..." sussurra April mentre, seppur con la manualità concessa dalla tuta, attiva la sua videocamera. Queste saranno le uniche immagini dal luogo dell'incidente, e sebbene provi una sorta di senso di colpa nel filmarle, sa anche che questo è lo scoop della vita.
"Dobbiamo fare attenzione" le fa eco molto più freddamente Travis che controlla nel frattempo i parametri sul display al polso, "la temperatura nella zona dello schianto è attorno ai 100°C, e ci sono detriti incandescenti ovunque. Senza contare il livello di radiazioni che è fottutamente alto."
"State in guardia" gracchia Isaac nell'auricolare. "Quell'ambiente ostile potrebbe uccidervi in pochi secondi."
L'ingegnere passa quindi a descrivere la zona, ribadendo i percorsi più rapidi per raggiungere i sistemi secondari.
"Stiamo entrando dall'area dello schianto" comunica Travis.
April lo segue, camera alla mano, filmando ogni dettaglio. La giornalista indugia sui corpi, sugli oggetti, sui piccoli effetti personali con morbosa diligenza. La sensazione di disgusto per sé stessa che sistematicamente prova in queste situazioni viene messa a tacere dalla consapevolezza professionale di ciò che la gente vuole. Uno degli insegnamenti più cinici quanto veri di Mr. Ebb.
Solo dopo alcuni minuti realizza che Travis è già passato oltre, e che sta sudando copiosamente in quest'ambiente. Frettolosamente indietreggia e cerca di recuperare la distanza col compagno, senza accorgersi del metallo rovente che gli lacera la tuta.

In pochi secondi le urla di April riempiono gli auricolari. Travis si gira cercandola con lo sguardo.
La vede a terra che si tiene il polpaccio, dietro la visiera gli occhi sconvolti dal dolore implorano il suo aiuto.
"Che succede?! Che succede?!" urla Isaac rendendo insopportabilmente satura la comunicazione.
"Bruciaaaa!!! Aaaaaah! Bruciaaaa!!"
"Che succede?!!!"
"Cristo Isaac sta zitto!" sbraita Travis, continuando con una serie di bestemmie.
"Non dovevi lasciarla indietro cazzo! Non ancora!"
"Vaffanculo Isaac! Cazzo, cazzo, cazzo..."
Travis controlla il danno: la lacerazione ha lasciata scoperta la gamba, la quale, esposta alle radiazioni, presenta già profonde ustioni.
"Sento le fiamme dentroooo!!! Aaaaahh!!"
Non c'è molto che si possa fare, pensa Travis, se non limitare i danni richiudendo la tuta con una riparazione di fortuna. Ignorando le urla sovrapposte nell'auricolare si mette alacremente al lavoro con il kit multiuso. Nonostante la tensione il lavoro finito è meglio di quanto potesse sperare.
"Sei salva April! E' a posto, è a posto!" le dice tenendola salda per le spalle per tranquillizzarla, mentre lei respira grandi boccate a denti stretti.
Travis la rialza, lei urla quando appoggia la gamba.
"Attaccati a me, dobbiamo levarci da qui, è troppo caldo!"
Con un terribile sforzo da parte di entrambi, si lasciano alle spalle la zona del relitto allontanandosi verso le sale dei sistemi secondari.