Embleton, Febbraio 12, 1929, Mattino

Embleton è un piccolo paese di pescatori, pulito e ordinato.
Pochi cottage, molta brughiera e un faro bianco che guarda il mare.
La pensione “Porridge” è proprio all’inizio del paese, spesso meta di escursionisti e pescatori dalla city, oggi le 4 stanze sono occupate da un gruppetto di americani.
Hanno viaggiato buona parte della notte e la colazione a base di frittelle e thè non sembra sufficiente ai loro appetiti d’oltreoceano.
Al tavolo, intorno alla tovaglia a scacchi bianchi e rossi, Perlenbacher, Connor e McCormac sbadigliano e osservano la porta.
- Ma davvero sono andati a pescare alle prime luci?
- Così pare.
Sbadigli.

Circa una mezzora dopo, quando ormai il tavolo è sparecchiato e Connor è immerso nella lettura del romanzo di Stead, Tony e Ryan rientrano.
- Come è andata la pesca?
- Alla grande!
- Cosa avete preso?
- Niente. Non si va a pescare per prendere il pesce ma per passare del tempo con il mare.
- Tony non ti facevo così profondo.
L’italoamericano guarda storto McCormac.
- Mio padre mi portava sempre a pescare…
Ryan interviene - Qualcosa abbiamo “pescato” chiacchierando con altri pescatori abbiamo appreso che Stead era molto conosciuto, quasi una celebrità locale, tutti lo descrivono come un brav’uomo e un grande scrittore.
Tralascio gli aneddoti, sembra che qui ognuno abbia ispirato Stead per un libro, e vengo al sodo: Stead è morto sul Titanic.
- Anche lui?
- Già, a sentire tutti Stead ha detto che sarebbe partito per l’America, la casa è vuota fin da allora. Una tragica coincidenza a detta di tutti, avrebbe dovuto ricordarsi il suo libro dicono…
- Questo scagiona lo scrittore dall’accusa di aver previsto il reale disastro se non altro…
- Sì, ma anche per Neuvelle è stata “una tragica coincidenza”, le coincidenze si fanno un po’ troppe, anche per una tragedia simile…

61 - A PESCA DI INFORMAZIONI

Embleton, Febbraio 12, 1929, Mattino

Embleton è un piccolo paese di pescatori, pulito e ordinato.
Pochi cottage, molta brughiera e un faro bianco che guarda il mare.
La pensione “Porridge” è proprio all’inizio del paese, spesso meta di escursionisti e pescatori dalla city, oggi le 4 stanze sono occupate da un gruppetto di americani.
Hanno viaggiato buona parte della notte e la colazione a base di frittelle e thè non sembra sufficiente ai loro appetiti d’oltreoceano.
Al tavolo, intorno alla tovaglia a scacchi bianchi e rossi, Perlenbacher, Connor e McCormac sbadigliano e osservano la porta.
- Ma davvero sono andati a pescare alle prime luci?
- Così pare.
Sbadigli.

Circa una mezzora dopo, quando ormai il tavolo è sparecchiato e Connor è immerso nella lettura del romanzo di Stead, Tony e Ryan rientrano.
- Come è andata la pesca?
- Alla grande!
- Cosa avete preso?
- Niente. Non si va a pescare per prendere il pesce ma per passare del tempo con il mare.
- Tony non ti facevo così profondo.
L’italoamericano guarda storto McCormac.
- Mio padre mi portava sempre a pescare…
Ryan interviene - Qualcosa abbiamo “pescato” chiacchierando con altri pescatori abbiamo appreso che Stead era molto conosciuto, quasi una celebrità locale, tutti lo descrivono come un brav’uomo e un grande scrittore.
Tralascio gli aneddoti, sembra che qui ognuno abbia ispirato Stead per un libro, e vengo al sodo: Stead è morto sul Titanic.
- Anche lui?
- Già, a sentire tutti Stead ha detto che sarebbe partito per l’America, la casa è vuota fin da allora. Una tragica coincidenza a detta di tutti, avrebbe dovuto ricordarsi il suo libro dicono…
- Questo scagiona lo scrittore dall’accusa di aver previsto il reale disastro se non altro…
- Sì, ma anche per Neuvelle è stata “una tragica coincidenza”, le coincidenze si fanno un po’ troppe, anche per una tragedia simile…

3 commenti:

jamila ha detto...

Eh, ma allora...

Nicholas ha detto...

:)
e chissà chi altro ancora...

Andrea Martin ha detto...

Diceva Agatha Christie che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.

Qui a quante coincidenze siamo?