“Un tesoro hai detto?”
“Si un tesoro, enorme”
L’uomo guarda Rino, nel suo sguardo è palpabile il disprezzo che prova per questo ubriacone, zoppo e biascicante.
“Pagami un whisky e te lo mostro”.
L’uomo fa cenno al barista di lasciare la bottiglia.
Rino la prende e beve avidamente.
“Siete proprio bravo voi, proprio bravo, un vero amico...”
Prova ad abbracciarlo, ma l’uomo si scosta.
“Avevo un amico una volta” biascica Rino.
Beve un’altra sorsata.
“Allora questo tesoro?”
“Ah si, un tesoro! Un tesoro enorme! Dopo ti ci porto”.

È buio al vecchio Circle S, Rino si muove zoppicando, l’uomo lo segue a cavallo.
“È qui, è qui guarda!” e indica un buco nel terreno, sotto si intravede della pietra con venature dorate.
Rino si china sul buco.
“Se mi dai una mano, possiamo diventare ricchi” dice.
Si gira speranzoso verso l’uomo e si trova una pistola puntata.
“Che significa?”
L’uomo spara, Rino cade nel buco.
Si porta le mani al petto, dove il sangue sta zampillando.
L’uomo scende da cavallo con calma.
“Io diventerò ricco” gli dice.
Rino con uno sforzo cerca di alzarsi.
“Ti maledico!” sibila “che tu possa andare in rovina! Che tu possa soffrire e non arrivare mai all’oro! Che la tua vita sia distrutta!”

L’uomo spara di nuovo.

25 - RINO

“Un tesoro hai detto?” “Si un tesoro, enorme” L’uomo guarda Rino, nel suo sguardo è palpabile il disprezzo che prova per questo ubriacon...

Janisse è nella stanza di una modesta pensione di Frisco, un giovane è seduto al tavolino e sta scrivendo una lettera per lei.
Fuori si vede il porto e le navi che stanno attraccando.
Janisse detta con voce tranquilla.
“Mio caro Jeffrey, non vedo l’ora di incontrarti, grazie per avermi mandato i soldi per il viaggio in Inghilterra, sono felice che le mie foto ti siano piaciute”.
“Foto?” chiede il giovane.
“Si le ho prese da un rivista, tu continua a scrivere”.
Il giovane riprende a scrivere.
“Il mio cuore anela di desiderio nell’incontrarti di persona e vedere la tua magione di caccia, per sempre tua. Janisse”.
Il ragazzo piega il foglio e lo mette in una busta, su cui poi scrive l’indirizzo.
Janisse gli allunga un dollaro, il ragazzo prende la busta e esce.
Dovrei proprio imparare a leggere e scrivere...

24 - JANISSE

Janisse è nella stanza di una modesta pensione di Frisco, un giovane è seduto al tavolino e sta scrivendo una lettera per lei. Fuori si v...

Erbert è seduto sui gradini di una chiesa bianca.
L’abito liso è sporco e pieno di macchie.
Alcune persone ben vestite escono, Erbert si alza.
“Scusate, avete qualche moneta? Solo qualche moneta”.
Le persone lo scansano, ritraendosi.
Pochi minuti e il sagrato è vuoto.
Erbert si rimette il suo cappello.
I banditi gli hanno preso la pepita e hanno usato l’atto di proprietà per accendersi un sigaro.
È un miracolo che l’abbiano lasciato vivo.
Il suocero l’ha disconosciuto e l’ordine dei notai ha revocato la sua licenza.
Erbert barcolla verso il porto.
Magari posso offrirmi per scaricare una nave...

23 - ERBERT

Erbert è seduto sui gradini di una chiesa bianca. L’abito liso è sporco e pieno di macchie. Alcune persone ben vestite escono, Erbert si...

Bradford è seduto sulla panca di legno della sua cella.
Il giudice era un avvinazzato che nemmeno ha ascoltato la sua difesa.
Dieci anni, ha detto, poi è andato al saloon, al saloon che un tempo era il suo.
Lo sceriffo l’ha spedito al penitenziario della contea, a spaccare le pietre sotto il sole rovente.
La cella si apre.
Entrano due carcerati, enormi.
Bradford si alza.
“Togliti i pantaloni” dice uno.
“Cosa?”
L’uomo colpisce Bradford con un pugno che lo sbatte contro il muro di pietra.
In bocca il sapore del sangue.
L’uomo si fa avanti e lo colpisce al ventre, facendolo cadere in terra.
Gli arriva un calcio in faccia.
Bradford si raggomitola.
L’uomo smette di colpirlo e si rivolge all’altro.
“Mi piace di più quando fanno resistenza”.
L’altro ride sguaiatamente e si toglie i pantaloni.

22 - BRADFORD

Bradford è seduto sulla panca di legno della sua cella. Il giudice era un avvinazzato che nemmeno ha ascoltato la sua difesa. Dieci anni...

“Come sarebbe a dire che non vale nulla!”
“Signora si calmi...”
“Signorina!”
L’impiegato statale alza le mani.
“Signorina questo foglio è una lista della spesa, non è un documento!”
“Ma cosa sta dicendo! È l’atto di proprietà di un ranch!” urla Janisse.
“Signorina, c’è scritto “Comprare il latte””.
“Registri quest’atto! Subito!”
L’impiegato sospira e fa cenno a due guardie che afferrano Janisse.
“Venga con noi signora”.
“Lasciatemi! Lasciatemi!”
I due la conducono fuori dall’ufficio e la spingono nella via trafficata.
“Io sono ricca! Io vi rovino!” urla Janisse.
I due uomini chiudono la porta.

21 - TRUFFA

“Come sarebbe a dire che non vale nulla!” “Signora si calmi...” “Signorina!” L’impiegato statale alza le mani. “Signorina questo fogli...

Erbert avanza nel deserto.
Non potevo fare altro, ormai era spacciato...
In tasca la grossa pepita, in borsa l’atto di proprietà del Circle S.
Che io sia dannato se tornerò in quel buco di culo!
Ha caldo e sete.
Il suo cavallo è morto due giorni fa.
Avanti, ci sarà pure un paese da qualche parte.
Un avvoltoio inizia a fare larghi giri sulla sua testa.
Continua a camminare.
Prende la borraccia, ma ormai è vuota.
La butta nella sabbia.
All’improvviso vede due figure a cavallo a bordo strada, hanno abiti scuri e grossi sombreri.
Erbert si fa avanti.
“Signori! Meno male che vi ho incontrato, potreste aiutarmi, avreste un po’ d’acqua?”
Uno dei due scende da cavallo.
Ha degli stivali in pelle di serpente.
“Hola amigo, que pasa?”
“Il mio cavallo è morto, ho bisogno di raggiungere il paese più vicino!”
Il messicano sorride.
“El paso?”
Si gira verso il suo compagno, anche l’altro inizia a sogghignare.
Erbert si mette una mano in tasca.
“Posso pagare” dice mostrando la pepita.
Il messicano continua a sorridere.
“Hombre, lo siento mucho, ma sai cosa dice il proverbio...”
“Proverbio?”
“Quando la pecorella è smarrita e chiede aiuto, certe volte arriva la mamma, certe volte” il messicano estrae la pistola “il lupo”.

20 - IL LUPO

Erbert avanza nel deserto. Non potevo fare altro, ormai era spacciato... In tasca la grossa pepita, in borsa l’atto di proprietà del Cir...

Bradford scende nel saloon con la valigia in mano.
“Janisse, sono pronto, andiamo!”
Il saloon è vuoto.
“Janisse...”
Guarda fuori dalla finestra, il cavallo di Janisse è scomparso.
Le sarà successo qualcosa?
Esce in strada.
Sente una voce alle sue spalle.
“Mr. Bradford”
Si gira.
È lo sceriffo.
“Mr. Bradford, lei è in arresto”.
“In arresto?”
“Non ha pagato i suoi debiti”.
“No aspetti, tra poco sarò ricco, mi dia ancora un giorno”.
“Lo racconti al giudice”.
“Dov’è Janisse? Chiedete a lei!”
“La donna nera? Ha lasciato il paese pochi minuti fa”.

19 - LA LEGGE

Bradford scende nel saloon con la valigia in mano. “Janisse, sono pronto, andiamo!” Il saloon è vuoto. “Janisse...” Guarda fuori dalla...

Rino riapre gli occhi.
È notte, la gamba gli fa un gran male.
C’è una lanterna accesa sul pavimento di legno.
Si mette a sedere.
Un uomo entra nel cerchio di luce.
È Erbert.
“Rino stai bene?”
Rino biascica qualcosa e tende la mano verso la borraccia.
Erbert gliela passa.
Rino beve il whisky da due soldi.
“Ti ho trovato in una fossa” continua Erbert “cosa pensavi di fare?”
“L’ho trovato Erbert, l’ho trovato, il filone del vecchio”.
“Ottimo lavoro amico!”.
Erbert tira fuori un foglio.
“E io ho l’atto di proprietà di questo posto, è fatta! Siamo ricchi!”.
Rino fruga in tasca e mostra la grossa pepita.
“Sono tutte così Erbert, basta chinarsi e raccoglierle”.
Erbert la prende e la ammira.
“Vado a cercare aiuto Rino, torno tra poco”.
Rino beve ancora dalla borraccia.
Erbert si alza, mette la pepita in tasca e esce nel buio.

18 - NOTTE NEL DESERTO

Rino riapre gli occhi. È notte, la gamba gli fa un gran male. C’è una lanterna accesa sul pavimento di legno. Si mette a sedere. Un uo...

“Bradford porta di sotto il tuo culone e il tuo cazzetto!”
Bradford appare dalla scala e scende nel saloon deserto.
Janisse è in mezzo alla sala.
“Janisse, amore mio”.
“Ma che amore e amore, me ne vado, mi hai fatto perdere fin troppo tempo con le tue menzogne, me ne torno all’Est”.
Bradford sgrana gli occhi.
“All’Est? Ma, ma non puoi, resta, ti prego...”
“Me ne vado oggi stesso, non ne posso più di questo posto dimenticato da Dio e di te! Maledetto il giorno che ti ho conosciuto!”
“No Janisse, non puoi farmi questo, io ti amo!”
“Ma vedi di piantarla, fallito!”
Bradford barcolla indietro colpito dalle parole piene d’odio.
Ti maledico Bradford, che tu possa andare in rovina!
Bradford estrae la pistola e se la punta alla testa.
“Allora la mia vita non ha senso, se non posso vivere con te, tanto vale farla finita”.
Janisse sgrana gli occhi e corre verso di lui afferrandogli il braccio.
“Non fare idiozie brutto idiota!”
“No, no” urla Bradford cercando di liberarsi “aveva ragione il vecchio!”
“Ma quale vecchio? Lascia stare, Jimmy, ti chiedo scusa, sei una brava persona, in fondo”.
Bradford abbassa l’arma.
“Davvero?”
“Si, alla fine mi hai aiutata anche se mi hai mentito”.
“Ti ho mentito per amore!”
“Prepara la valigia Jimmy, andiamocene via da questo buco puzzolente”.
Gli occhi di Bradford si illuminano.
“Si certo! Faccio in un attimo”.
Posa la pistola sul bancone e corre di sopra.

17 - FUGA D'AMORE

“Bradford porta di sotto il tuo culone e il tuo cazzetto!” Bradford appare dalla scala e scende nel saloon deserto. Janisse è in mezzo a...

Rino barcolla sulla terra arida.
I pantaloni sono incrostati di sangue.
Lo sguardo annebbiato.
Prende un sorso dalla borraccia, il pessimo whisky gli brucia la bocca.
Fa qualche passo e pianta la pala nel terreno.
Ti troverò!
Scava il terreno duro e secco.
Il vento solleva la polvere rossa che si impasta con il sudore.
Rino si appoggia alla pala.
Un avvoltoio lo guarda dalla staccionata.
Alle sue spalle l’ombra della casa padronale del Circle S.
Rino barcolla poco più in là.
Dietro di lui ci sono una mezza dozzina di buche già scavate.
Pianta di nuovo la pala e spinge.
L’avvoltoio lancia un richiamo.
Rino si ferma e gli tira un sasso.
L’uccello si alza in volo e inizia a fare dei lenti cerchi sopra di lui.
Rino scava.
All’improvviso la pala colpisce qualcosa di duro, del minerale.
Rino si accovaccia e con le mani pulisce frenetico il fondo della buca.
Pietra con venature dorate, abbaglianti nel sole.
L’ho trovato! Il filone del Circle S! Sono ricco!
Colpisce la pietra con la pala, la roccia si sgretola e l’oro si separa con facilità.
Rino afferra la pepita stringendola a se.
Poi cade nella polvere.

16 - IL FILONE

Rino barcolla sulla terra arida. I pantaloni sono incrostati di sangue. Lo sguardo annebbiato. Prende un sorso dalla borraccia, il pess...

Dove sono le camicie?
Erbert apre i cassetti, afferra le camicie stropicciate e le infila in una vecchia valigia.
Prende una giacca lisa e la piega malamente sopra.
I libri!
Si sposta verso la mensola prendendo la Costituzione e il libro di diritto.
In quel momento la porta si spalanca.
“Notaio!”
Erbert si gira spaventato.
Vede Janisse, la donna sventola un foglio.
“Salve signora, come posso aiutarla? Sarei in po’ di fretta...”
“Signorina. E ho bisogno che mi registri una proprietà.”
Janisse lo spinge verso la scrivania.
“Avanti lo registri a mio nome, adesso ho i soldi”
Janisse mette il foglio sul tavolo e una grossa pepita.
Erbert guarda la cessione di proprietà del Circle S.
La gola gli si secca.
“D’accordo signora, allora firmi dove c’è scritto il richiedente”
“Dove? Non lo trovo”
Erbert gli indica una riga, e Janisse fa un bello svolazzo.
Gli occhi di Erbert si fanno sottili dietro le lenti.
“Bene signora” dice prendendo un foglio e mettendolo sul tavolo “Il tempo di registrare l’atto e siamo a posto”.
“Signorina, e sbrigati!”.
Erbert scrive con la sua calligrafia minuta.
Prepara due fogli.
“Ecco qua, mi serve una firma su entrambi, dove legge il suo nome”.
Janisse tentenna.
“Su avanti” dice Erbert e gli porge una penna indicando il fondo dei due fogli.
Janisse firma.
“Ora siamo a posto?”
“Perfettamente a posto, lo registro subito alla camera di commercio” dice Erbert mettendo uno dei due fogli nella sua valigia.
Prende l’altro e glielo porge, le sue mani sono sudate.
“Ecco qui il suo”.
Janisse lo prende e lo mette nella borsetta.
“Perfetto!”
Esce veloce sbattendo la porta.

15 - ACCORDI

Dove sono le camicie? Erbert apre i cassetti, afferra le camicie stropicciate e le infila in una vecchia valigia. Prende una giacca lisa...

“MERDA! ERBERT! BRUTTO COGLIONE!”
Rino è in terra e si tiene la gamba, il sangue zampilla a fiotti.
“Scusa Rino, scusa!”
Erbert si guarda intorno impanicato.
La pistola fuma ancora nelle sue mani, la serratura è stata distrutta dal colpo, ma il proiettile .50 ha continuato la sua corsa senza nemmeno rallentare.
“METTI VIA QUEL CANNONE E AIUTAMI!”
"Si, si, subito, scusa, scusa".
Erbert si infila la pistola nella fondina e aiuta l’amico a rialzarsi.
I due escono.
In strada qualcuno già sta chiamando lo sceriffo.
“Il mio cavallo è li” sibila Rino “ci vediamo al vecchio ranch”.
“Va bene, prendo le ultime cose e ti raggiungo”.
Erbert aiuta Rino a salire a cavallo.
Poi da un colpo col suo cappello e l’animale scatta via allontanandosi da Clearwater.

14 - MIRA IMPRECISA

“MERDA! ERBERT! BRUTTO COGLIONE!” Rino è in terra e si tiene la gamba, il sangue zampilla a fiotti. “Scusa Rino, scusa!” Erbert si guar...

Bradford si risveglia madido di sudore.
Maledizione!
Si alza dalla sedia.
Da fuori viene un sole abbacinante.
Fa un caldo infernale.
Si guarda intorno intontito.
Cos’era quel rumore che ho sentito?
Si affaccia sulla main street.
Alcune persone sono alle finestre, altre in strada, tutte guardano verso l’ufficio dello sceriffo.
Bradford si gira verso un messicano vestito di bianco.
“Pedro che è successo?”
“No se, senor, qualcuno ha sparato dallo sceriffo, senor”.

13 - BRUSCO RISVEGLIO

Bradford si risveglia madido di sudore. Maledizione! Si alza dalla sedia. Da fuori viene un sole abbacinante. Fa un caldo infernale. ...

È notte, Bradford guarda l’uomo davanti a se, una lanterna illumina la zona.
“Deve credermi Mr. Bradford, ecco guardi!”
L’uomo apre un foglio.
“Qui ho segnato tutto, la purezza, la percentuale di oro, è un giacimento ricchissimo! Il vecchio lo sapeva, per quello ha costruito il suo ranch qui”.
Bradford guarda nel buio.
Si intravede l’ombra della casa padronale e le pale del mulino a vento che ondeggiano.
“Non gli ha portato una gran fortuna...”
“Non l’ha trovato, ma io sì, è tutto su questo foglio, ho solo bisogni di fondi, e dividerò tutto con voi”.
Bradford guarda il foglio e il buco per terra, dove alcune pepite di pirite fanno capolino.
“Quando arriverà la ferrovia potremo portare l’oro direttamente a Frisco”.
“Già, la ferrovia, speriamo si sbrighino, il mio albergo è ormai ultimato...”
“Lasci stare l’albergo, qui c’è una fortuna”.
All’improvviso l’uomo si blocca.
“Che succede?” chiede Bradford vedendo gli occhi dell’uomo dilatarsi.
La mano di Bradford corre alla fondina.
L’uomo alza la pala e con un urlo si lancia verso di lui.
Bradford spara.
L’uomo cade a terra poco oltre di lui, un serpente striscia via nella sabbia.
“Oh merda...”
L’uomo urla.
“Cosa avete fatto! Mi avete sparato!”
“È stato un errore, non avevo visto il serpente! Pensavo voleste aggredirmi!”
Bradford si china sull’uomo, la camicia è ormai lorda di sangue.
Oh merda!
L’uomo tossisce sangue.
“Ti maledico Bradford, che tu possa andare in rovina! Che tu possa soffrire e non arrivare mai all’oro! Che la tua vita sia distrutta!”
Bradford si alza spaventato, in mano ha ancora la prospezione.
Si gira e corre via.
Dietro di lui la voce dell'uomo si perde nel buio.

12 - MALEDIZIONE

È notte, Bradford guarda l’uomo davanti a se, una lanterna illumina la zona. “Deve credermi Mr. Bradford, ecco guardi!” L’uomo apre un f...

È mezzogiorno, Erbert entra nell’ufficio dello sceriffo.
“Sceriffo?”
Nessuna risposta, lo sceriffo non c'è.
Rino si rianima nella sua cella.
“Erbert! Devi farmi scappare!”
“Certo, aspetta, dove sono le chiavi?”
“Le ha lo sceriffo!”
“E dove è andato?”
“E che ne so? Ma è meglio che non sia qui no?”
“Si, giusto, ma come apro?”
Erbert si guarda intorno.
Vede appoggiata su una scansia un grosso revolver.
“Sparerò alla serratura!”

11 - EVASIONE

È mezzogiorno, Erbert entra nell’ufficio dello sceriffo. “Sceriffo?” Nessuna risposta, lo sceriffo non c'è. Rino si rianima nella s...

“Sceriffo posso spiegare!”
Rino afferra le sbarre della cella con le mani.
“È tutto un equivoco!”
Lo sceriffo gli da le spalle, i piedi poggiati sulla scrivania le braccia incrociate sul petto e il cappello calato sugli occhi.
“Spiegalo al giudice, Rino, a me non frega niente”.
“Ma sceriffo!”
“Rino se continui a non farmi dormire avrai lo stesso secchio per il rancio e per i bisogni”.
La porta si apre ed entra Bradford.
“Signor Bradford” borbotta lo sceriffo senza muoversi.
“Salve sceriffo, ho saputo che avete arrestato Rino”.
Lo sceriffo non risponde.
“Di cosa è accusato?”
“Omicidio”.
“Omicidio! E chi avrebbe ucciso?”
“La moglie del notaio Erbert”
“La moglie!”
Lo sceriffo alza il cappello.
“Signor Bradford se volevo un pappagallo andavo a qualche fiera, lei dovrebbe essere fuori a preoccuparsi di come pagare l’ipoteca della banca, se no tra un paio di giorni potrà fare tutte le domande che vuole direttamente a Rino, la cella del paese è una sola”.
“Certo sceriffo, certo non volevo disturbarla”.
Bradford indietreggia e poi esce.

10 - OMICIDIO

“Sceriffo posso spiegare!” Rino afferra le sbarre della cella con le mani. “È tutto un equivoco!” Lo sceriffo gli da le spalle, i piedi...

“Sei sicuro Rino?” chiede Erbert.
“Al 100 per 1000!”
“Lo sai che è il 10% vero?”
Rino guarda Erbert senza capire.
“Sono sicuro” ripete “nel ranch nel Circle S c’è un giacimento, un giacimento bello ricco”.
Gli occhi del notaio si illuminano.
“Sai cosa significa questo? Che potremmo diventare molto ricchi!”
“Certo che lo so, per quello sono subito venuto da te, basta con questa vita, è il momento di arricchirci sul serio!”
“Esatto!”
Erbert abbraccia l’amico.
“Questa volta ce ne andiamo da questo buco, ce ne andremo a Frisco o Los Angeles”.
Va verso la scrivania e prende due bicchieri polverosi.
“Che vuoi avvelenarmi con quella merda che bevi di solito?” chiede Rino.
“Smettila, ne ho una buona che tengo per le situazioni speciali”.
Traffica un po’ con i cassetti poi tira fuori una bottiglia di whiskey ancora chiusa.
Versa due abbondanti bicchieri.
“Alla ricchezza!”
“Alla ricchezza!”
I due brindano.
In quel momento la porta si apre ed entra lo sceriffo.
I due si girano interdetti.
“Rino, è tuo questo cappello?”
Lo sceriffo getta un cappello ai piedi di Rino.
Lui si china a raccoglierlo, lo spolvera dalla terra rossa.
“Grazie sceriffo! Si si è il mio, temevo di averlo perso, dove l’avete trovato?”
“A fianco a una tomba improvvisata, con dentro un cadavere”.
Rino sbianca.
“Sceriffo le assicuro...”
“Rino sei in arresto, vieni vivo che morto pesi di più”.
Afferra Rino per un braccio e lo spintona fuori.

9 - ACCUSE

“Sei sicuro Rino?” chiede Erbert. “Al 100 per 1000!” “Lo sai che è il 10% vero?” Rino guarda Erbert senza capire. “Sono sicuro” ripete...

La pala di Rino colpisce qualcosa di solido.
“Signora! Venga!”
“Signorina! Possibile che voi messicani non capiate mai nulla?!”
“Sono italiano”.
“È uguale”.
I due si chinano sul buco, c’è una vecchia cassa di legno sul fondo.
Allargano la buca e la tirano fuori.
La aprono, è piena di sassi.
“Che è sta roba?”
Janisse prende un sasso, ci sono della venature lucenti.
“È ORO! SIAMO RICCHI!”
Rino osserva il sasso.
“È pirite”.
“Cosa?”
“Pirite, oro degli sciocchi”.
“E quanto vale”.
Rino soppesa il sasso poi lo lancia contro un avvoltoio appollaiato su una staccionata.
“Nulla”.
Janisse impreca.
Rino si china sulla cassa.
“Certo che imprecate un sacco per essere una damina dell’Est” borbotta.
Poi si rialza, in mano stringe altri sassi.
“Questo è oro”.

8 - ORO

La pala di Rino colpisce qualcosa di solido. “Signora! Venga!” “Signorina! Possibile che voi messicani non capiate mai nulla?!” “Sono i...

Mr. Bradford è nel saloon, sorride alla sua immagine allo specchio, poi si mette a  canticchiare mentre butta via altri conti da pagare.
Vede la tinozza piena di acqua putrida e bicchieri incrostati.
“Rino!”
Nessuna risposta.
“Maledetto mangiaspaghetti, chissà dove si sarà infrattato”.
La porta del saloon si apre ed entrano Erbert e lo sceriffo.
“Sceriffo qual buon vento?”
Lo sceriffo lo guarda senza dire una parola.
Erbert si fa avanti.
“Signor Bradford”
“Chiamami pure Jimmy, ci conosciamo da una vita”.
“Si, dunque, signor Bradford, la banca ha richiesto il saldo della sua ipoteca...”
“Si lo so, lo fanno ogni settimana, prima o poi la smetteranno no?” Bradford fa una risata, ma nessun altro ride.
Lo sceriffo si fa avanti.
“Signor Bradford, o paga entro 3 giorni o la sbatto al fresco”.
Bradford spalanco gli occhi.
“Ma non ho fatto nulla di male!”
Lo sceriffo si tocca il cappello e poi esce.
Erbert lo segue a ruota lasciando Bradford in mezzo al saloon.

7 - ACQUA ALLA GOLA

Mr. Bradford è nel saloon, sorride alla sua immagine allo specchio, poi si mette a  canticchiare mentre butta via altri conti da pagare. ...

“Perchè siamo qui?” chiede Rino.
“Perchè devo controllare una cosa” risponde Janisse.
Davanti a loro ci sono i resti del Circle S, la struttura principale è mezza bruciata, la stalla è crollata, il vecchio mulino a vento ondeggia emettendo cigolii.
“Ma qui non c’è nulla a parte scorpioni e serpenti”.
Janisse gli tira una pala.
“Diamoci da fare dobbiamo setacciare questo posto”.
“Cosa?! Ma saranno 2000 acri!”
"Pensavi ti avessi portato qui per fare la siesta?"
"Sono italiano!"
"È uguale".
Janisse si incammina.
“Dai che un po’ di esercizio ti farà bene, così almeno impari a scavare un buco”.
I due si sparpagliano e iniziano a fare buche intorno al mulino e alla casa padronale.

6 - IL CIRCLE S

“Perchè siamo qui?” chiede Rino. “Perchè devo controllare una cosa” risponde Janisse. Davanti a loro ci sono i resti del Circle S, la st...