Il gruppo marcia veloce, le foglie secche che ingombrano il sentiero crepitano sotto gli stivali.
Andrea si volta a controllare, i Morti sono a un centinaio di metri più indietro ma continuano a seguire il gruppo.
 “Così non va” commenta Andrea “sono ore che camminiamo non riusciremo a distanziarli”.
Jacopo si porta a fianco al suo maestro in retroguardia.
“Facciamoli a pezzi!”
Mauro si volta verso di loro.
“Più avanti c’è un piccolo edificio in muratura, possiamo provare ad affrontarli lì”.
I due inquisitori non dicono nulla e continuano a seguire il cacciatore di morti.
Poco dopo una struttura in muratura invasa dalla vegetazione appare a bordo strada.
I cinque entrano.
Andrea di mette sulla porta e estrae il suo Expiator, gli altri si dispongono alle finestre.
“Jacopo, proteggi gli inquisitori”.
Il giovane scudiero si porta alla finestra e prende la sua Bodeo.
La impugna con entrambe le mani e appena il gruppo di Morti appare dalla curva spara.
La detonazione rimbomba nella stanza, il proiettile spacca la tibia di un Morto che cade a terra.
Jacopo tira il cane e spara ancora.
Un’altra detonazione.
La stanza si riempie di odore di cordite
Il proiettile strappa via il braccio di un Morto che cade a terra ma si rialza poco dopo.
Il basso rumore di un motore avvisa che l’Expiator di Andrea si è acceso.
Mauro spara con il suo fucile Carcano e lo stesso fa l’inquisitore con la sua Beretta.
I morti avanzano implacabili.
I primi raggiungono la porta gli altri si schiacciano contro la finestra.
Jacopo spara quasi a bruciapelo, la testa di un Morto esplode come un frutto maturo.
Mauro impugna la sua accetta mentre l’aiutante inquisitore al suo fianco scarica la Beretta sui nemici.

2 - BATTAGLIA

Il gruppo marcia veloce, le foglie secche che ingombrano il sentiero crepitano sotto gli stivali. Andrea si volta a controllare, i Morti...


“E quindi voi due siete templari da molto?”
“Da tutta la vita” risponde uno dei due giovani con una motosega modificata che gli pende dal fianco.
“Io mi chiamo Andrea e servo l’ordine da molti anni e lui e Jacopo, il mio scudiero”.
Indica con un cenno il giovane con i capelli completamente bianchi che sta guardando la radura intorno al crocevia.
 “E tu chi sei?” chiede Andrea.
“Mauro” risponde l’uomo “sono un cacciatore di morti, conosco bene la zona".
Mauro si siede su una pietra umida.
"Per essere Maestro e scudiero avete quasi la stessa età” commenta.
Jacopo torna verso di loro.
“Sono in ritardo”.
“Pazienta ragazzo” gli dice Mario “gli inquisitori sono così”.
Si accende una sigaretta.
Indica con un cenno i capelli bianchi del giovane.
“Dovete averne viste voialtri”.
“Ne abbiamo viste, si” risponde Andrea asciutto.
I tre rimangono in silenzio.
Il cielo è plumbeo e il vendo freddo fa stormire gli alberi con foglie gialle e rosse.
“Ma perché non siamo partiti tutti assieme da La Spezia?” chiede Jacopo.
“Gli ordini sono di aspettarli qui, non so molto di più”.
“Quindi anche voi non ne sapete molto eh?” Mauro sogghigna “questi inquisitori, non sai mai cosa stiano tramando”.
I due giovani rimangono in silenzio.
“Date retta a me, sedetevi, quelli prima di mezzogiorno non arrivano”.
Mauro getta la sigaretta e si passa una mano sulla barba ispida.
“Questo freddo e questa umidità non fanno bene alle mie ossa, inizio a essere vecchio per questa vita”.
Si batte le mani sulle cosce per scaldarle.
“Guardate la!”.
Mauro e Andrea guardano verso il punto indicato da Jacopo.
Da uno dei sentieri sono apparsi due uomini, hanno le vesti porpora e oro dell’inquisizione, camminano veloci, guardandosi spesso dietro.
Andrea fa qualche passo nella loro direzione.
Mauro si alza.
Poco dopo però si fermano tutti e tre.
A circa dieci metri dagli inquisitori diversi Morti barcollano famelici.
I due inquisitori raggiungono il gruppetto, affannati.
“Presto! Ci sono dei Morti!”
“Siete i due che aspett…”
“Non c’è tempo!”
Mauro si mette in marcia.
“Seguitemi!”
Il gruppo lo segue.

1 - L'INCONTRO

“E quindi voi due siete templari da molto?” “Da tutta la vita” risponde uno dei due giovani con una motosega modificata che gli pende ...

Rientrati finalmente dopo i bagordi delle festività, eccoci qui ad accogliere appesantiti un nuovo anno (appesantiti dall'armatura eh... non dal brasato, cit. Abatantuono).
Nuovi giochi da provare, nuove storie da raccontare. Personalmente a differenza degli altri anni non ho un "piano d'azione", per cui non tedierò nessuno con i miei buoni propositi per il 2019. Lo farò più avanti.

Quello che mi preme adesso è introdurre un nuovo racconto di Sine Requie targato Nicholas, tanto per aprire in bellezza. Come sempre ecco qui sotto il teaser:

Una missione segreta porta un gruppo di uomini ad avanzare nelle Terre Perdute, alla ricerca di qualcosa di vitale importanza.
Inquisitori e Templari marciano fianco a fianco, nonostante i rispettivi ordini si disprezzino e da anni combattano una guerra clandestina per il favore del Santo Padre e il controllo del Sancutm Imperium.
Intorno a loro gli aspri paesaggi della Liguria e i Morti stranamente irrequieti.
Con un occhio controllano la strada, con l’altro i loro avversari di sempre, mentre le terre sicure sono sempre più lontane e i pericoli sempre maggiori.
Buona lettura!

LA CROCE E LA SPADA

Rientrati finalmente dopo i bagordi delle festività, eccoci qui ad accogliere appesantiti un nuovo anno (appesantiti dall'armatura eh....

Alcune settimane prima…

Nella sala rimangono solo i cadaveri, illuminati da mille e più torce.
La pietra blu della Morte è a terra in frantumi.
Raphael la guarda e capisce che la maledizione del Gran Vizir è solo appena iniziata, o forse non è mai finita. Si morde il labbro consapevole dell’inganno e dell’errore nell’aver ucciso sé stessi.
Ora capisce: la Pietra della Morte li ha maledetti, ma la Pietra della Vita li tiene vivi. Fino a quando le pietre non saranno una, le loro vite saranno minacciate e condannate.

“Chi era quella donna?” chiede Radgar.
“Non ne ho idea, ma è lei che dobbiamo trovare. Lei ha la pietra rossa.” risponde Raphael.
“Ho la sensazione che torneremo qui ancora, ma quando lo faremo non dovremo ripetere gli stessi sbagli.”

26 - UN NUOVO CICLO

Alcune settimane prima… Nella sala rimangono solo i cadaveri, illuminati da mille e più torce. La pietra blu della Morte è a terra in f...

“Avete ucciso mio padre… la vostra punizione non finirà mai...”
La voce della sposa riecheggia nella mente riempiendo ogni vuoto.

Alcune settimane prima…

Le torce si spengono con una velocità crescente sotto gli occhi allarmati degli avventurieri, con i loro volti incisi nella pietra sotto ogni fiamma che svanisce.
All’improvviso uno strano portale si apre nella stanza rivelando una chiesa sconosciuta e il suono distorto di campane. Da esso precipitano nella stanza in modo rocambolesco cinque persone: tre copie di loro stessi, una sposa ed il suo Re.
Nella sala in cui giace morto il Vizir, si riassumono in un istante tutte le vite parallele degli avventurieri. Tutte quelle che restano: solo sei torce brillano ancora.
Increduli gli avventurieri osservano i tre di loro stremati arrivati dal portale.
La sposa che si copre il volto e i seni col velo. Il Re tremante e confuso.
Raphael realizza che tutte le loro vite sono qui, ora. Le une con la Pietra della Vita, le altre con quella della Morte. E che non possono coesistere.
L’illusione è il potere delle Pietre, unendole questo strano ciclo cesserà.
Con uno sguardo rapido d’intesa ai compagni, è il primo a gettarsi sui loro medesimi arrivati dal portale. I loro alter ego stremati riescono a malapena a implorare di non farlo, prima che la sala sia teatro di un nuovo bagno di sangue.

Tutte le torce si riaccendono e la luce accecante invade la sala.

25 - L'INIZIO E LA FINE

“Avete ucciso mio padre… la vostra punizione non finirà mai...” La voce della sposa riecheggia nella mente riempiendo ogni vuoto. Alcun...

Morire e rinascere. Ogni volta nuovo dolore, ogni volta una vita che se ne va. Quante esistenze è costata loro questa maledizione? In quali recessi del multiverso sono già morti per sempre?
Il Re Silente porta la sposa a sé e sfodera un pugnale ingioiellato per difenderla, ma la sua mano trema, tradendo la paura mentre i tre avventurieri convergono verso l’altare minacciosi.
Radgar con in pugno la Gemma della Vita.
Samia tra la polvere della cattedrale che sta crollando a pezzi.
Raphael ricoperto del sangue della guardia del corpo personale del sovrano.

Dietro le spalle del suo mancato marito, la sposa osserva. Per una frazione di secondo sposta il velo rivelando uno scorcio del suo candido viso, uno sguardo fugace nel suo sguardo ipnotico.
La realtà si confonde dietro di lei, e le mura di una sala antica e misteriosa ma familiare si sostituiscono all’abside della basilica. I due ambienti si fondono e l’uno ingloba l’altro.
I nostri tre si sentono disorientati, con la fugace visione di quel volto dolce e stregato che s’impone senza sosta nelle loro teste, e li porta con sé oltre lo spazio e il tempo.

24 - IL VOLTO DELLA SPOSA

Morire e rinascere. Ogni volta nuovo dolore, ogni volta una vita che se ne va. Quante esistenze è costata loro questa maledizione? In qual...

Raphael con le poche forze che gli rimangono approfitta della distrazione di Kruhn per colpirlo alle spalle. La spada lo trapassa poco sotto lo stomaco.
Kruhn gira faticosamente la testa all’indietro. Fissa il suo eterno nemico con il sangue che cola dal naso e dalla bocca, incredulo.
“Il nostro maestro non ci insegnava questo, sei… vile!”
Colpire a tradimento era quanto di più disonorevole potesse esistere secondo il credo che anni or sono avevano entrambi abbracciato.
“Il nostro maestro è morto, ed il suo credo assieme a lui!” ribatte schietto Raphael mentre gli annoda le budella con la spada.
“Sei... un vile… bastard….!!!”
La frase si strozza nella gola di Kruhn invasa dal sangue.
“Sì!! E non importa perché tu sei finito!”
Con un calcio Raphael sfila il corpo di Kruhn dalla lama e lo getta a terra.
Kruhn lo fissa con disprezzo mentre il sangue lo soffoca e la vita lo abbandona. Ma Raphael non se ne cura, e ferito e dolorante avanza faticosamente verso l’altare.

23 - DISONORE

Raphael con le poche forze che gli rimangono approfitta della distrazione di Kruhn per colpirlo alle spalle. La spada lo trapassa poco sot...

Radgar intravede nella confusione la possibilità di fare ciò che gli riesce meglio. Ritrovatosi tra le fila del coro dopo essere stato massacrato dalle guardie reali, ha scelto di rimanere celato nelle retrovie pronto ad agire al momento propizio.
Quando Raphael e Samia scatenano l’inferno, Radgar scivola come un’ombra tra le persone in fuga confondendosi tra loro, fino a che passando vicino all’altare balza verso la sposa.
Con forza ne afferra le mani per sottrarle la gemma, e nel farlo lacera il candido abito nuziale.
Coi seni esposti, la sposa indietreggia per sottrarsi alla violenza del furfante.
Radgar soppesa la gemma tra le mani, calda e rossa a differenza di quella gelida del Vizir. Poi lancia uno sguardo compiaciuto alle grazie della sposa prima che ella si copra col velo le vesti lacere. Il Re grida al sacrilegio pazzo d’ira, puntando il suo indice accusatore verso il furfante.
Kruhn, l’unico ancora vicino al suo signore, ode le parole e del Re e realizza ciò che accade.
Sfila la lancia che ha trafitto Raphael e si prepara ad eliminare Radgar, compiendo un’imperdonabile leggerezza.

22 - L’ABITO LACERATO

Radgar intravede nella confusione la possibilità di fare ciò che gli riesce meglio. Ritrovatosi tra le fila del coro dopo essere stato mas...

Samia stringe nel palmo il suo Amuleto della Forza, invocandone il potere. La sua presa è così salda che la mano sanguina tagliata dai cristalli del magico gioiello. E’ il caos, e la spadaccina intravede l’occasione di scatenare il suo sortilegio più potente sui nemici e sbarazzarsi di loro.
All’improvviso i suoi occhi s’incendiano e il sangue sulle sue mani prende fuoco. Samia s’inginocchia e colpisce il pavimento con l’Amuleto con tutta la forza che ha, poco prima di essere trafitta e uccisa nuovamente.
Un tuono rimbomba tra le navate, e la terra trema.
Poi i lastroni del pavimento si sgretolano e affondano nel terreno, e dai crateri che si formano ribolle sostanza magica che liquefa la pietra trasformandola in lava incandescente. I nemici ingurgitati dal magma arcano muoiono urlando la loro agonia, consumati dal fuoco ultraterreno fino alle ossa.
I muri si crepano, grosse pietre cadono dal soffitto preannunciando l’imminente cedimento della cattedrale. Il Re urla ordini che nessuno sente nel panico generale, soverchiati dai boati del terremoto, dal ribollire della lava, dalle grida di chi brucia divorato dal magma rovente.
Una frattura spezza la platea dietro l’altare inghiottendo il prete. Le fiamme lo avvolgono come se gli inferi stessi fossero venuti a prenderlo.
Il Re è folle di rabbia ma spaesato.
La Sposa dal volto celato invece tiene stretta a sé la gemma incastonata sul suo abito nuziale, senza scomporsi. Nel caos che la circonda, sembra l’unica ad aver certezza del suo destino.

21 - L’INFERNO IN TERRA

Samia stringe nel palmo il suo Amuleto della Forza, invocandone il potere. La sua presa è così salda che la mano sanguina tagliata dai cri...

Il Re Silente intima al prete di continuare. Quello borbotta qualcosa, ma sembra incapace di una frase di senso compiuto.
L’unico che ancora fronteggia Raphael dopo che il Tomo ha sparpagliato il suo terrore è Kruhn. Egli rotea abilmente la lancia per un affondo, ma Raphael la devia facendola schiantare sugli schinieri della sua armatura. Quindi risponde, colpo su colpo, in una lungo scambio tra due che un tempo si allenavano assieme. Infine tuttavia una stoccata di Kruhn rotea e passa oltre la guardia Raphael dimostrando chi dei due è il più abile, e lo colpisce alla schiena con l’asta costringendolo in ginocchio. Quindi fa un’altra giravolta della lancia, in un attimo in alto pronta ad infilzare.
Raphael scorge un armigero dietro a Kruhn, si concentra su di lei mentre lascia che il nemico affondi la lancia nel suo cuore.
Una torcia si spegne, ed in un attimo Raphael è quella guardia dietro il nemico. Colto di sorpresa, Kruhn vede arrivare l’attacco dall’ex alleato alle sue spalle all’ultimo istante. Riesce a schivare con un piegamento innaturale, ma il filo della spada ora impugnata dal nuovo Raphael gli scorre sulla guancia sinistra.
“Tu eri… eri di fronte a me! Morto!” afferma incredulo Kruhn, indietreggiando e toccandosi il sangue che scende dalla ferita.
Solleva ancora la lancia, un affondo, un altro affondo velocissimo. Raphael, di nuovo ferito, lo ammira: è sempre stato il più forte.

20 - AMMIRAZIONE

Il Re Silente intima al prete di continuare. Quello borbotta qualcosa, ma sembra incapace di una frase di senso compiuto. L’unico che anco...

Il prete tace paralizzato dalla paura interrompendo la cerimonia, in contrasto con le campane che suonano il più alto momento di giubilo. La sposa, con il velo che le copre il volto, stringe la gemma incastonata sul petto del suo magnifico vestito. Il Re Silente, adirato per l’insolente interruzione, incita sprezzante con un fil di voce le guardie a far piazza pulita degli intrusi.
Il capo delle guardie solleva la visiera dell’elmo e fissa Raphael. Questi,  sapendo chi aspettarsi, sogghigna chiamandolo per nome: “Kruhn…”
“Raphael, maledetto, hai scelto la via del brigantaggio, invece di servire il Re Splendente come ti era stato assegnato, così come io devo servire il Re Silente. Hai tradito gli insegnamenti del nostro maestro!”
“Non sono mai stato un servo, e mai lo sarò!”
“Mi disgusti Raphael, ti ucciderò con le mie mani per il disonore che hai gettato sul nostro mentore!”
Kruhn spada alla mano si getta all’attacco con colpi veloci e vigorosi, cadenzati dal continuo ripetere la parola “Muori!”
Raphael para più volte la tecnica violenta e precisa del suo avversario. Se non si fosse già battuto con lui decine di volte, se non lo conoscesse perfettamente, sarebbe già morto davanti ad un avversario così formidabile. Ma questo vantaggio è una medaglia a due facce, perché anche lui non ha segreti per il suo nemico.
Ben presto altri soldati di élite lo circondano dando man forte al loro leader, ed è allora che Raphael afferra tra le mani il Tomo che porta al fianco. Quando lo solleva Kruhn capisce. Il suo volto diventa cinereo perché sa che i suoi uomini sono condannati, e veloce richiama a sé antiche tecniche di protezione della mente.
La magia di Devastazione del Tomo si manifesta. Urla terrificanti e lamenti strazianti fuoriescono da esso terrorizzando i presenti. La gente si ammassa schiacciandosi per trovare una via di fuga, le donne, i pargoli e i vecchi vengono calpestati, straziati dai fuggitivi che scavalcano panche e persone senza distinzione.
I canti di giubilo del coro nuziale, resi inizialmente cacofonici dai pianti di orrore e paura, assumono un’intonazione da litania funebre.

19 - TERRORE

Il prete tace paralizzato dalla paura interrompendo la cerimonia, in contrasto con le campane che suonano il più alto momento di giubilo. ...

Per Radgar, Raphael e Samia è come svegliarsi di colpo e vedersi morire. Dalle panche degli invitati assistono al massacro di loro stessi in mezzo alla navata. Altri loro.
Guardano i loro corpi increduli. Non è un sogno, sono loro davvero, con le loro armi e i loro vestiti. Qualcuno tra gli invitati li nota: “ehi! sono qui!” urla spingendo per allontanarsi.
Le guardie richiamate non faticano a raggiungerli e a massacrarli come poco prima, ma ancora una volta, nuovi Radgar, Raphael e Samia sono corpo e volto di un altro invitato.
La gente impaurita li vede spuntare dal nulla, incapace di comprendere cosa accade, mentre le guardie d’elite continuano a farne scempio.
Difficile dire chi sia più sorpreso da questo sortilegio. Ma solo ora, mentre muoiono ripetutamente, gli avventurieri capiscono la terribile crudeltà della maledizione scagliata settimane prima dal Gran Vizir.
Una maledizione che li obbliga a morire più volte, ancora e ancora, in più tempi e in più luoghi. Ogni torcia che si spegne è una loro vita attirata qui da un meandro del multiverso in cui è destinata a soccombere. Ognuno di loro non muore solo qui, ma anche in un’altra realtà. E ogni vita attirata per sostituirsi alla precedente viene uccisa di nuovo per sempre.
Ora sanno cosa accadrà alla fine, e cosa fare per far sì che tutto ciò si interrompa. Ma prima di tutto devono avere la Pietra della sposa.

18 - MORIRE ANCORA

Per Radgar, Raphael e Samia è come svegliarsi di colpo e vedersi morire. Dalle panche degli invitati assistono al massacro di loro stessi ...

Alcune settimane prima…

Nella grande sala le fiaccole sulle colonne iniziano a spegnersi, sempre più velocemente. Ogni volta sotto le fiamme non c’è un’anonima maschera di pietra, ma il volto di Radgar, o di Raphael, o di Samia.
I tre si guardano increduli, non capendo cosa questo possa significare. Ma soprattutto si chiedono cosa accadrà quando anche l’ultima torcia si sarà spenta.

17 - TORCE CHE SI SPENGONO

Alcune settimane prima… Nella grande sala le fiaccole sulle colonne iniziano a spegnersi, sempre più velocemente. Ogni volta sotto le fi...

Gli avventurieri entrano nel tempio percependo la frescura in contrasto al sole rovente di fuori. Di fronte all’intero battaglione del corpo d’élite del Re, l’esito della sfida appare drammaticamente scontato.
Radgar lascia cadere l’elmo a terra, il fatto di averlo sfilato gli permette di captare un mormorio tra gli invitati: “ma non è quello che hanno giustiziato tre giorni fa, com’è possibile?” dice qualcuno.
Ovvio che si sbaglia ma la frase lo colpisce. Del resto non è già morto una volta nelle fogne, apparentemente?
I suoi pensieri sono presto spazzati via dal pericolo imminente, quando l’intero plotone di guerrieri addobbati di rosso li circonda, puntando verso di loro lance acuminate.
Senza troppi preamboli è subito un balenare metallico di spade che deviano gli affondi delle picche, mentre la gente si schiaccia all’indietro per star alla larga dal combattimento. Il valore è tanta cosa, ma a poco serve contro il numero e l’esperienza della guardia reale.
Ben presto le lance trapassano Radgar, Raphael e Samia senza pietà, e le cuspidi emergono dalle loro carni straziate tinte di sangue.

16 - LA GUARDIA REALE

Gli avventurieri entrano nel tempio percependo la frescura in contrasto al sole rovente di fuori. Di fronte all’intero battaglione del cor...

Le spade s’intrecciano cozzando tra loro, e l’eco metallica risuona sul selciato davanti al tempio.
Le guardie sono abili e addestrate, uno degli ultimi baluardi a difesa del sovrano, nelle loro scintillanti armature dall’elmo con la bocca bendata a rappresentare il Re Silente.
Uno di essi compie una giravolta che sorprende Samia, la lama si scontra con l’armatura a scaglie che indossa procurandole una botta dolorosa.
Un altro incalza Raphael giù per gli scalini, che tenta di tenerlo a distanza volteggiando la scimitarra. L’arma non è delle sue preferite, e basta un attimo d’incertezza e disattenzione per non notare il pugnale che il nemico ha sfoderato con la mano libera e che gli pianta a sorpresa nel fianco. Il coltello incontra dapprima la resistenza della corazza, ma poi affonda nelle carni ed il sangue inizia a sgorgare.
Qualcuno, da qualche parte, urla: “Chiamate i maghi! Chiamate i maghi!”
Samia approfitta dell’inutile acrobazia dell’avversario per trovarlo scoperto e trafiggerlo con un affondo. Quindi, vedendo Raphael in difficoltà, attinge agli amuleti delle forza e afferra il braccio di colui che l’ha pugnalato. Con un movimento di torsione spezza ulna e radio come fossero bastoncini di pane. La guardia si volta urlando di dolore, Samia gli afferra la testa e la piega di lato affondando la sua lama nel collo per metterlo a tacere.

Il veterano impegna Radgar in un feroce scambio. E’ un avversario formidabile, e spesso il furfante si trova sulla difensiva a dover parare i suoi colpi con la spada corta sottratta ad uno degli armigeri assassinati nel giardino. Para ripetutamente, aspettando un varco per affondare che non si apre mai. Lui è forte e Radgar stanco, con la visuale impedita dal pesante elmo che porta sul capo.
“Morirai inetto!” afferma presuntuoso il veterano.
Radgar stringe i denti e sente il sapore del sangue - anzi brama il sapore del sangue, quello del suo nemico. Stanco di un combattimento onorevole si sfila l’elmo piumato e lo fa roteare come un mazzafrusto. L’insolito gesto coglie impreparato il veterano, l’elmo cozza sulla sua spada deviandola di lato e lasciandolo scoperto.
Con un grugnito Ragdar si piega su un ginocchio e affonda lo spadino dal basso all’alto nelle terga dell’avversario, un colpo sleale direttamente dal suo passato di tagliagole.
Il sangue cola dall’inguine a terra, e quando quello accenna ad una reazione Radgar rigira la lama e la spinge su nelle budella, aprendolo letteralmente come un maiale.

I tre compagni reduci dalla battaglia si girano realizzando che le porte della Cattedrale ora sono aperte, qualcuno le ha appena spalancate dall’interno. Tutti tacciono, non vola una mosca.
I presenti li fissano voltati all’indietro dalle loro panche nella navata centrale, ed in fondo, dinanzi all’altare, l’intero battaglione delle guardie del corpo del Re si appresta a proteggere il sovrano e la sua sposa.

15 - MORTE SUL SELCIATO

Le spade s’intrecciano cozzando tra loro, e l’eco metallica risuona sul selciato davanti al tempio. Le guardie sono abili e addestrate, un...

"Agente O'Donnell, le hanno già letto i suoi diritti?"
La voce di Parrish suona ovattata nelle orecchie di Rick, ancora stordito dall'esplosione. La ferita alla spalla destra continua a scaricargli fitte di dolore lungo tutto il corpo, facendogli digrignare i denti e strizzare le palpebre. Probabilmente è stato colpito da uno dei proiettili di quel veterano schizzato; non ne è sicuro, però, l'ultimo quarto d'ora è costellato da ricordi frammentari misti a momenti di buio assoluto.
"Mi ha sentito, agente?" ripete Parrish, schioccandogli davanti al naso le dita.
Rick alza la testa ed infine annuisce. "Sì, l'ha fatto Browne".
Accanto a lui passa una barella e O'Donnell si volta a guardare il corpo che vi giace sopra. Rosco, con il bacino steccato e diverse fasce di cuoio che lo tengono fermo, è ancora svenuto. Ha sentito i paramedici discutere animatamente mentre tentavano di sollevare la pesante vasca che lo teneva bloccato: frattura della spina dorsale. Un miracolo che sia ancora vivo. Il dettaglio che attira il suo sguardo, però, sono le lucide manette ai polsi, fissate alle maniglie della barella. Ha odiato quell'uomo, è vero, ma ora Rick prova solo pena per le sue condizioni.
Passi veloci fanno voltare i due. Jenny, liberatasi del dottore che la stava visitando, li raggiunge camminando attraverso i calcinacci, poi si ferma drizzando la schiena, un pugno piantato sul fianco, e fissa l'agente con un'espressione dura, fredda come il ghiaccio. Suo marito sbatte un paio di volte le palpebre, incredulo: non ha mai visto quello sguardo nei suoi occhi.
"Perché arresta mio marito?"
"Signora, l'agente O'Donnell è accusato di complicità nella produzione di stupefacenti e di aggressione nei confronti di tre funzionari di banca" replica Parrish, secco.
Lo sguardo di Jenny si fissa su Rick, e l'uomo vi legge un disprezzo così profondo che non può far altro che abbassare il capo e guardarsi i piedi.
"Così eri in combutta con quello stronzo di tuo padre... non ti vergogni ad aver portato tutto questo disonore nella mia vita?"
"Sono innocente" balbetta Rick. "Non c'entro niente con tutto questo".
"Non ti credo".
L'agente Parrish la fissa per un momento, si gratta la nuca e alla fine sospira. "In quanto a lei... ha sottratto una pistola ad un agente ed ha aperto il fuoco verso dei civili".
"Se non fosse stato per me, sareste ancora tenuti sotto scacco dagli amici di quel veterano drogato. E comunque ho tutta l'intenzione di chiamare mio padre ed informarlo della vostra incompetenza e del fatto che il centro dello spaccio di questa contea fosse in uno dei quartieri migliori della sua cittadina. Lei non vuole perdere il posto, vero?"
Lo sguardo dell'agente si vela di paura. E' solo un'apparizione fugace, ma viene notata sia da Rick che da Jenny.
In sei anni di matrimonio non mi ha mai parlato di suo padre pensa O'Donnell, osservando i lineamenti induriti di sua moglie. Pensavo fosse morto... quante cose che non so della donna che ho sposato.
"Signora, l'agente Browne la scorterà in centrale dove prenderà la sua deposizione. Poi sarà libera di andare, per quanto mi riguarda".
"Saggia decisione" ribatte la donna con leggero sorriso.
"Sono libero anch'io?" chiede Rick, alzando a fatica i polsi ammanettati.
Parrish fissa per un momento Jenny, che accenna un no con la testa. "Agente Murdoch, sbatta il signor O'Donnell dietro le sbarre e avverta il procuratore".

28 - DUE PESI, DUE MISURE

" Agente O'Donnell, le hanno già letto i suoi diritti? " La voce di Parrish suona ovattata nelle orecchie di Rick, ancora...

Una guardia sbadiglia, sonnecchiando pigra su quella che a dir suo è una delle migliori panchine dei giardini della Cattedrale - sempre al riparo della calura per tutto il giorno grazie alla numerose piante che la circondano.
Lo sferragliare di corazze che s’avvicinano lo desta dal suo torpore, la vista appannata gli rivela due colleghi d’arme. Con uno sforzo titanico schiude le labbra e parla con voce impastata: “Il matrimonio non è ancora termina---?”
La frase termina con un rantolo, e con gli occhi strabuzzano per la sorpresa ed il dolore di trovarsi una spada che gli trapassa da parte a parte la trachea. Nemmeno il tempo di sanguinare ed il suo corpo è già polvere, mentre la lama di Samia freme bevendo a sazietà.

Finalmente tutti e tre gli avventurieri indossano le scintillanti armature degli armigeri del Re Silente.
La campana rintocca la fase finale del matrimonio, la Solenne Promessa.
“Ci siamo, affrettiamoci” esorta Raphael, “perché la cerimonia è ormai agli sgoccioli!”
Procedono verso la scalinata che conduce alle grandi porte d’ingresso del tempio con passo rapido e sicuro, certi di passare oltre il picchetto di sorveglianza.
Ma una delle guardie è un vecchio veterano attento, difficile da gabbare. Il suo occhio è dubbioso, e il suo naso quello di un segugio
“Ehi voi! Perché volete entrare? Cosa state facendo qui?” chiede ponendosi dinanzi a loro, inspirando e gonfiando il petto.
“Ci hanno dato l’ordine di rafforzare la sorveglianza, ed abbiamo eseguito prontamente!” ribatte fermo Raphael.
Il veterano saggia l’aria: "Puzzate di fogna, così come puzzano le vostre menzogne! Chi credete di prendere in giro? Dove vi siete procurati quelle armature?”
Shwiiin-shwin-shwiiin, è tutto uno sguainar di spade.
“Guardie! Prendiamo questi impostori!”

14 - IL FIUTO DI UN VETERANO

Una guardia sbadiglia, sonnecchiando pigra su quella che a dir suo è una delle migliori panchine dei giardini della Cattedrale - sempre al...

Gli uomini interrompono il loro pestaggio e si allineano su linee ordinate lasciando Ahmed pesto e sanguinante sul pavimento.
Due persone entrano da una porta, hanno divise da gerarchi fascisti ma i loro corpi sono consunti e la carne scomparsa se non per pochi brandelli.
I fascisti rimangono immobili con lo sguardo fisso mentre le figure passano in mezzo a loro.
Uno dei due si ferma davanti ad Ahmed, prende il suo viso tra le mani.
Ahmed si sente svuotare mentre il volto dell’uomo davanti a lui si ricompone e acquista colorito.
Alla fine il gerarca gli sorride con un sorriso radioso.
Ahmed si alza, la sua mente è attraversata da immagini di odio.
Uno dei fascisti gli si avvicina e gli da un manganello, un altro si toglie il bomber e glielo porge.
Gli altri gli danno pacche sulle spalle.
Ahmed si veste poi si volta verso i suoi nuovi fratelli.
“Andiamo” dice “conosco un paio di chioschi arabi aperti fino a tardi, andiamo a far capire a quegli esseri inferiori chi comanda”.
Quindi si gira e si incammina verso l’uscita.

SCENA 17

Gli uomini interrompono il loro pestaggio e si allineano su linee ordinate lasciando Ahmed pesto e sanguinante sul pavimento. Due per...

Ahmed riprende a  esplorare le gallerie seguendo le rune.
Si ritrova nella stanza dell’anfiteatro.
Ma non sa come uscire.
Mentre si guarda intorno sente dei passi.
Si gira e vede entrare da uno dei corridoi il sovrintendente dei beni culturali.
Lo guarda stupito.
L'uomo è tranquillo, come se si aspettasse di incontrarlo.
“Ahmed” dice l’uomo “hai girato così tanto che sarebbe un peccato non mostrarti dove sei giunto” l’uomo si sistema gli occhiali “e poi la nostra razza ha già fatto la sua parte per troppi anni, ora tocca alla vostra razza contribuire”.
Ahmed sente altri passi provenire dai vari corridoi.
Dalle altre porte entrano decine di uomini con i capelli rasati e bomber neri.
Ahmed prova a difendersi ma gli uomini lo picchiano selvaggiamente.

SCENA 16

Ahmed riprende a  esplorare le gallerie seguendo le rune. Si ritrova nella stanza dell’anfiteatro. Ma non sa come uscire. Mentre ...


Ahmed cammina per alcuni minuti in un passaggio di cemento.
Arriva a un crocevia con una stanza quadrata.
Su un piedistallo c’è una lampada ad olio simile a quella che aveva trovato e li vicino un cablogramma scolorito, la data è dell’agosto 1943.
Il cellulare si sta spegnendo, accende la lampada ad olio che ha in borsa.
Nella luce appaiono sui muri alcune rune gotiche.
Le segue.
Cammina fino a un sacrario sotterraneo.
Ci sono alcuni loculi incassati nei muri.
Le date di morte sono comprese tra il 1930 e l’agosto del 1943, i nomi sono italiani, le foto riportano ufficiali e gerarchi in divisa fascista.
Alcuni loculi sono incompleti e vuoti con le lapidi bianche appoggiate in terra.
Sul fondo ci sono due lapidi spaccate per terra.
Le date sono di inizio 1930, sono le due sepolture più antiche.
Guarda i loculi a cui appartenevano.
Sono vuoti.

SCENA 15

Ahmed cammina per alcuni minuti in un passaggio di cemento. Arriva a un crocevia con una stanza quadrata. Su un piedistallo c’è un...