Tic... tic... tic...
Il rumore cadenzato del contatore Geiger accompagna ogni passo mosso con spasmodica attenzione attraverso il muro di polvere. Nonostante le condizioni difficili sanno di dover avanzare, di dover mantenere la freddezza necessaria. Nella ricetrasmittente, tuttavia, il respiro teso di April tradisce la sua inquietudine.
Travis avanza davanti a lei, e per alcuni istanti diventa invisibile. L'ansia le afferra lo stomaco: è sola qua fuori, sola con una sottile tuta a separarla da morte certa. All'improvviso si scopre fragile, sopraffatta da un senso di claustrofobia.
Si guarda attorno in cerca di Travis. Non c'è. Il cuore le batte impazzito. Possibile? Dov'è la giornalista solida e sicura di sé? Che non s'impressiona nemmeno davanti ai crimini violenti, al sangue? pensa cercando di autoconvincersi dell'assurdità delle sue paure.
Di colpo la terra trema violentemente, senza rumore che l'accompagni se non la baritonale vibrazione. April urla dentro il casco, divorata dal panico. Non vede e non sente più nulla, né il ticchettio né le voci gracchianti nel suo auricolare. Pensa solo a fuggire.

"Che diavolo è stato!? April! April!"
Le urla gracchiano nella radio, finché la voce di Travis le sovrasta: "Ce l'ho! Ce l'ho, l'ho presa! April ferma! Non agitarti! Calmati!"
"Travis non mollarla!"
"La tengo stretta! Va tutto bene... va tutto bene..." per la prima volta anche la voce di Travis tradisce la sua agitazione. "Cos'è successo Isaac?"
Isaac scandaglia i sistemi di controllo e le telecamere della Centrale.
"Cazzo.... no! No!!!"
Le immagini confuse dei video rivelano una situazione drammatica. La Cupola del Mattino è appena collassata su sé stessa, ed anche una delle piattaforme dello spazioporto è crollata, portandosi dietro alcuni shuttle.
"Mio Dio..." mormora incredula Rai Astasi. Il suo pensiero corre al quadrista andato proprio in quella direzione. "L'abbiamo mandato a morire..."
Si porta le mani al viso, divorata dal senso di colpa: "Aveva due figli piccoli... e... e tutta quella gente..."
Isaac osserva i dati sui quadri di controllo, dove molti blocchi passano dal giallo al rosso lampeggiante. Scuote la testa: "La situazione sta diventando critica in molte zone, dove i sistemi gravitazionali sono in tilt, la temperatura è gelida. Non ci resta molto tempo prima che collassi tutto. Travis, come sta April?"
"E' tutto passato. La tuta ha una piccola lacerazione sulla gamba, ora provvedo a ripararla."
"Scusate" balbetta April ancora scossa. "Non so... non so cosa mi sia preso..."
"Torna indietro April..."
"No... no Isaac, non c'è tempo. Devo farcela, non accadrà di nuovo. Non voglio, non posso essere un intralcio. Non possiamo fallire ora, ci sono troppe vite in ballo"

14 - CEDIMENTO

Tic... tic... tic...
Il rumore cadenzato del contatore Geiger accompagna ogni passo mosso con spasmodica attenzione attraverso il muro di polvere. Nonostante le condizioni difficili sanno di dover avanzare, di dover mantenere la freddezza necessaria. Nella ricetrasmittente, tuttavia, il respiro teso di April tradisce la sua inquietudine.
Travis avanza davanti a lei, e per alcuni istanti diventa invisibile. L'ansia le afferra lo stomaco: è sola qua fuori, sola con una sottile tuta a separarla da morte certa. All'improvviso si scopre fragile, sopraffatta da un senso di claustrofobia.
Si guarda attorno in cerca di Travis. Non c'è. Il cuore le batte impazzito. Possibile? Dov'è la giornalista solida e sicura di sé? Che non s'impressiona nemmeno davanti ai crimini violenti, al sangue? pensa cercando di autoconvincersi dell'assurdità delle sue paure.
Di colpo la terra trema violentemente, senza rumore che l'accompagni se non la baritonale vibrazione. April urla dentro il casco, divorata dal panico. Non vede e non sente più nulla, né il ticchettio né le voci gracchianti nel suo auricolare. Pensa solo a fuggire.

"Che diavolo è stato!? April! April!"
Le urla gracchiano nella radio, finché la voce di Travis le sovrasta: "Ce l'ho! Ce l'ho, l'ho presa! April ferma! Non agitarti! Calmati!"
"Travis non mollarla!"
"La tengo stretta! Va tutto bene... va tutto bene..." per la prima volta anche la voce di Travis tradisce la sua agitazione. "Cos'è successo Isaac?"
Isaac scandaglia i sistemi di controllo e le telecamere della Centrale.
"Cazzo.... no! No!!!"
Le immagini confuse dei video rivelano una situazione drammatica. La Cupola del Mattino è appena collassata su sé stessa, ed anche una delle piattaforme dello spazioporto è crollata, portandosi dietro alcuni shuttle.
"Mio Dio..." mormora incredula Rai Astasi. Il suo pensiero corre al quadrista andato proprio in quella direzione. "L'abbiamo mandato a morire..."
Si porta le mani al viso, divorata dal senso di colpa: "Aveva due figli piccoli... e... e tutta quella gente..."
Isaac osserva i dati sui quadri di controllo, dove molti blocchi passano dal giallo al rosso lampeggiante. Scuote la testa: "La situazione sta diventando critica in molte zone, dove i sistemi gravitazionali sono in tilt, la temperatura è gelida. Non ci resta molto tempo prima che collassi tutto. Travis, come sta April?"
"E' tutto passato. La tuta ha una piccola lacerazione sulla gamba, ora provvedo a ripararla."
"Scusate" balbetta April ancora scossa. "Non so... non so cosa mi sia preso..."
"Torna indietro April..."
"No... no Isaac, non c'è tempo. Devo farcela, non accadrà di nuovo. Non voglio, non posso essere un intralcio. Non possiamo fallire ora, ci sono troppe vite in ballo"

10 commenti:

andrea ha detto...

Ecco un perfetto esempio di fallimento del "tiro paura"! =)

Ottima descrizione, trasmette proprio il senso di angoscia che provano i personaggi!

Mr. Mist ha detto...

Certo ragazzi che a questo punto c'è da chiedersi cos'altro potrebbe andare storto!

andrea ha detto...

... tante, tante, tante altre cose. =D

Ale ha detto...

Si sa che non c'è limite al peggio! :P

Mr. Mist ha detto...

Mi fate tornare in mente le parole di Igor in Frankenstein Junior: "...potrebbe piovere...".
;)

jamila ha detto...

Uh! Quanti ricordi sui tiri vs paura falliti...

Denis Orlandini ha detto...

Ritorno in pari in un momento critico...

Ale ha detto...

Ciao a tutti,
scusate la mia lunga sparizione da queste pagine.
Devo ammettere che come tempistiche questo resoconto è proprio nato male...
Purtroppo è un periodo lavorativamente parlando molto impegnativo, e i ritagli di tempo si sono molto assottigliati.
Tuttavia dovrei riuscire a postare intorno a metà setimana, e a portarmi avanti verso la conclusione.
Avrei un sacco di altre cose da scrivere, spero che le prossime settimane siano clementi con me e mi permettano di aggiornare un po' il blog con i nuovi progetti che bollono in pentola.

jamila ha detto...

Attendiamo con ansia, ma comprendiamo (molto bene!) Il problema!! :)

jamila ha detto...

Attendiamo con ansia, ma comprendiamo (molto bene!) Il problema!! :)