"Isaac, ci siamo" gracchia Travis nel microfono. April si appoggia alla parete esausta.
La sala contenente i grandi generatori secondari è illuminata in modo spettrale da alcune luci di emergenza, e dai led dei pannelli di controllo.
Travis si avvicina ai quadri, mentre Isaac lo istruisce sulla sequenza per il effettuare il parallelo manuale. Il tassista esegue senza fiatare e dopo alcuni passaggi si percepiscono le vibrazioni delle turbine dei sistemi ausiliari in accelerazione. Tuttavia al momento della pressione del comando d'aggancio, i generatori vanno in blocco e le turbine si arrestano, accompagnando la loro fermata con un imprecisato segnale di warning sul display locale.
"Riprova Travis, probabilmente è andato storto qualcosa durante la sequenza" ma nonostante le rassicurazioni di Isaac anche il secondo tentativo porta al medesimo fallimento.
Travis picchia i pugni sul generatore, imprecando sonoramente.
"Che cazzo c'è che non va Isaac!? Porca puttana avevi detto che questi affari funzionavano, abbiamo rischiato la pelle per arrivare fin qua! E a dir la verità non è detto che la porteremo a casa..."
Con l'ultima indelicata precisazione Travis getta lo sguardo su April. La giornalista è imperlata di un sudore malsano dietro la visiera del casco e sembra non aver fatto caso alle parole appena pronunciate. Fissa solo il suo PDA, appena estratto da un alloggiamento della tuta con dita goffe.
Travis si avvicina. Un nome a caratteri cubitali compare sulla schermata delle chiamate in entrata.
"E' Mr. Ebb" si sforza April.
"Lo vedo."
Travis afferra il PDA e accetta la chiamata. Dall'altra parte la videocamera si accende traballante, sporca di residui rossastri. Questa volta non inquadra il volto egoista del magnate, ma l'asettica casa che gli aveva sempre fatto sfondo, che alcuni balordi stanno razziando. Si vedono alcune dita rotte sollevarsi faticosamente in primo piano - forse Mr. Ebb sta chiedendo aiuto, ma è impossibile sentirlo - poi una figura scura passa davanti all'obiettivo con movimenti bruschi ed energici, e la comunicazione si interrompe.
"Hai appena perso il lavoro, bellezza."
April scuote la testa, chiude gli occhi. Capisce che le paranoie di Mr. Ebb erano fondate, ma in questo momento l'unica cosa di cui può preoccuparsi è contenere la sensazione di nausea che la pervade per non vomitare.
"Travis, ho trovato il problema. C'è un guasto su una delle linee di parallelo."
"Posso ripararlo?"
"Credo di sì."
Travis si mette al lavoro, guidato da Isaac. Sono i cinque minuti più lunghi della vita di ognuno.
Quando infine il tassista preme con foga il pulsante di avviamento, i generatori agganciano la rete accelerando trionfanti.
Nella sala controllo della Centrale, Isaac e Rai Astasi guardano sollevati i display illuminarsi di verde mentre i supporti vitali ed i sistemi secondari disseminati nella colonia lunare ripartono.
Oculus City è salva.

16 - ULTIMA CHIAMATA

"Isaac, ci siamo" gracchia Travis nel microfono. April si appoggia alla parete esausta.
La sala contenente i grandi generatori secondari è illuminata in modo spettrale da alcune luci di emergenza, e dai led dei pannelli di controllo.
Travis si avvicina ai quadri, mentre Isaac lo istruisce sulla sequenza per il effettuare il parallelo manuale. Il tassista esegue senza fiatare e dopo alcuni passaggi si percepiscono le vibrazioni delle turbine dei sistemi ausiliari in accelerazione. Tuttavia al momento della pressione del comando d'aggancio, i generatori vanno in blocco e le turbine si arrestano, accompagnando la loro fermata con un imprecisato segnale di warning sul display locale.
"Riprova Travis, probabilmente è andato storto qualcosa durante la sequenza" ma nonostante le rassicurazioni di Isaac anche il secondo tentativo porta al medesimo fallimento.
Travis picchia i pugni sul generatore, imprecando sonoramente.
"Che cazzo c'è che non va Isaac!? Porca puttana avevi detto che questi affari funzionavano, abbiamo rischiato la pelle per arrivare fin qua! E a dir la verità non è detto che la porteremo a casa..."
Con l'ultima indelicata precisazione Travis getta lo sguardo su April. La giornalista è imperlata di un sudore malsano dietro la visiera del casco e sembra non aver fatto caso alle parole appena pronunciate. Fissa solo il suo PDA, appena estratto da un alloggiamento della tuta con dita goffe.
Travis si avvicina. Un nome a caratteri cubitali compare sulla schermata delle chiamate in entrata.
"E' Mr. Ebb" si sforza April.
"Lo vedo."
Travis afferra il PDA e accetta la chiamata. Dall'altra parte la videocamera si accende traballante, sporca di residui rossastri. Questa volta non inquadra il volto egoista del magnate, ma l'asettica casa che gli aveva sempre fatto sfondo, che alcuni balordi stanno razziando. Si vedono alcune dita rotte sollevarsi faticosamente in primo piano - forse Mr. Ebb sta chiedendo aiuto, ma è impossibile sentirlo - poi una figura scura passa davanti all'obiettivo con movimenti bruschi ed energici, e la comunicazione si interrompe.
"Hai appena perso il lavoro, bellezza."
April scuote la testa, chiude gli occhi. Capisce che le paranoie di Mr. Ebb erano fondate, ma in questo momento l'unica cosa di cui può preoccuparsi è contenere la sensazione di nausea che la pervade per non vomitare.
"Travis, ho trovato il problema. C'è un guasto su una delle linee di parallelo."
"Posso ripararlo?"
"Credo di sì."
Travis si mette al lavoro, guidato da Isaac. Sono i cinque minuti più lunghi della vita di ognuno.
Quando infine il tassista preme con foga il pulsante di avviamento, i generatori agganciano la rete accelerando trionfanti.
Nella sala controllo della Centrale, Isaac e Rai Astasi guardano sollevati i display illuminarsi di verde mentre i supporti vitali ed i sistemi secondari disseminati nella colonia lunare ripartono.
Oculus City è salva.

10 commenti:

andrea ha detto...

Salva? Ci sono ancora i balordi a piede libero!

Comunque... ce l'hanno fatta! Grandi! =D

Ale ha detto...

Una cosa è avere qualche criminale da sistemare, un'altra salvare tutta Oculus dal congelamento! ;)
Diciamo che tra i vari percorsi e finali possibili questo era quello che permetteva di salvare più vite e infrastrutture.

andrea ha detto...

Alla fine hai fatto il conto dei morti tra i PNG? =D

Mr. Mist ha detto...

Effettivamente la città è salva, magari verrà pacificata con l'invio dell'esercito e con tutta la violenza che ne consegue, ma questa è un'altra storia.

Adesso stavo riflettendo un po' cinicamente su tutta la faccenda e mi sono domandato: a chi andrà il merito del salvataggio?

Allora, secondo me: a Rai Astasi e ad Isaac andranno le briciole, d'altronde loro erano "al sicuro" nell'ufficio a dare istruzioni, ad April molto probabilmente una targa od un monumento alla memoria in qualche parco o edificio pubblico, mentre Travis il più stronzo ed egoista dei tre sarà considerato l'eroe che: "... con spirito di sacrificio e sprezzo del pericolo ha salvato Oculus City dal congelamento..."!!! Il destino è proprio beffardo!

Ale ha detto...

Può essere, qualcosa trasparirà nell'epilogo :)

Denis Orlandini ha detto...

Ciao Ale, scusa se esco fuori discussione, ma passerai a Lucca?

Ale ha detto...

No, purtroppo. E tu invece sei pronto a presentare le tue fatiche editoriali? :)

Denis Orlandini ha detto...

Peccato speravo di incontrarti. Sì sono pronto e comunque vada sono soddisfatto

Denis Orlandini ha detto...

Peccato speravo di incontrarti. Sì sono pronto e comunque vada sono soddisfatto

Nicholas ha detto...

Tutto è bene quel che finisce bene... kind of.