Lettera del dottor Steven J. Briar psichiatra di New York alla collega dottoressa Carolyn Fern psichiatra del manicomio di Arkham.

Cara Carolyn,
come stai? Sono passati alcuni anni da quando ci siamo laureati, anche se mi sembra sia avvenuto tutto soltanto ieri, ho seguito con interesse e soddisfazione la tua carriera in questi ultimi tempi e sono assai felice che i tuoi sforzi e le tue capacità siano state premiate e che alla fine tu abbia avuto un ruolo di rilievo presso una tale prestigiosa istituzione.

Ti scrivo però per una questione strettamente professionale. Ultimamente ho in cura una giovane donna di un'importante ed influente famiglia locale, la quale si è raccomandata per il massimo riserbo, per questo motivo darò alla mia paziente il nome di fantasia di Angelica. Angelica soffre di una sindrome da stress post traumatico, la stessa di cui soffrono molti soldati reduci della grande guerra del '14-'18.
Ho intrapreso una terapia farmacologica per calmare i sintomi più acuti del disturbo con buoni risultati, ma quando ho cercato di curare le cause dello stato della paziente mi sono trovato in seria difficoltà: non soltanto gli eventi che Angelica afferma di aver vissuto sono inquietanti e deliranti, ma coinvolgerebbero molte altre persone, tra cui alcuni amici di Angelica recentemente scomparsi in un incidente e poi altri due uomini, con cui Angelica afferma di aver condiviso la terribile esperienza. Questi individui, a detta della famiglia, sono anch'essi scomparsi nel nulla.
Esiste poi un'ulteriore figura che Angelica cita spesso durante le sedute: una certa Shub Niggurat, che sicuramente non è una persona in carne ed ossa. Ho compiuto delle ricerche personali ma non sono giunto a nulla di concreto, solo qualche riferimento ad antiche e dimenticate religioni. Per questo ho deciso di interpellarti Carolyn sapendo delle tue conoscenze presso la Miskatonic University di Arkham famosa per i suoi testi su culti antichi e poco conosciuti. Ho anticipato alla famiglia della mia paziente che avrei richiesto la consulenza di una stimata collega, com'era prevedibile si sono raccomandati la massima riservatezza ma non si sono opposti, per cui se anche decidessi di visitare la paziente in loco, non farti problemi: il viaggio ed il disturbo saranno ampiamente ricompensati.
Ti ringrazio fin d'ora per la tua preziosa collaborazione, ogni aiuto che mi potrai fornire sarà ben accetto. Attendo tue notizie.

Cordiali saluti
Dott. Steven J.Briar.


* * *

Sam torna a casa con passo lento, sempre attento a tutto quello che lo circonda. Ora vive con un altro nome,  in un paese polveroso perso nel nulla di un altro stato americano. I soldi incassati dall'assicurazione per la truffa della casa di Long Branch, gli sono serviti per rifarsi una nuova vita, niente di eclatante, anzi quella che conduce ora Sam è un'esistenza decisamente noiosa, noiosa ma tranquilla e sopratutto lontana mille miglia dalla famiglia Di Santo.
Dopo essere entrato Sam chiude la robusta porta di casa, poi si siede sulla poltrona del soggiorno di fronte ad un piccolo specchio appeso al muro. Come d'abitudine legge con calma il giornale, per rilassarsi dopo una giornata di lavoro, ad un certo punto una notizia attira la sua attenzione.
"Questa mattina è stato ripescato dal fiume Hudson presso la città di New York, il corpo di un uomo in avanzato stato di decomposizione e con le mani ed i piedi legati. Viste le condizioni del cadavere è stato solo grazie ad un frammento della licenza di investigatore privato, trovato tra i resti degli indumenti ed ancora leggibile, che è stato possibile identificare il corpo. Che è risultato essere Ray Anderson, investigatore privato salito agli onori della cronaca qualche tempo fa per un caso di aggressione e scomparso ormai da alcune settimane. A questo punto ci si domanda chi possa essere responsabile di quella che, a prima vista, sembra essere una vera e propria esecuzione."
Sam chiude gli occhi, poi allontana con violenza il giornale rimuginando fra sé:
"No... non è colpa mia... non è colpa mia... non sono responsabile di quello che gli è successo ... non sono stato io a gettarlo nell'Hudson... io non sono un assassino, io...NON SONO UN ASSASSINO!"
Sam urla e poi apre gli occhi di colpo, vede la sua fronte imperlata di sudore, e si scopre a portare la sua mano dietro la nuca, il suo tipico tic nervoso che gli scatta ogni qual volta sta mentendo, solo che questa volta non è un estraneo, nello specchio c'è l'immagine riflessa dell'uomo che non voleva essere, non aveva ucciso lui Ray, erano stati i Di Santo, ma la sua truffa aveva comunque portato a questa tragica conseguenza e l'onta di essere un assassino lo sta ora fissando dagli occhi di quello specchio.

22 - EPILOGO

Lettera del dottor Steven J. Briar psichiatra di New York alla collega dottoressa Carolyn Fern psichiatra del manicomio di Arkham.

Cara Carolyn,
come stai? Sono passati alcuni anni da quando ci siamo laureati, anche se mi sembra sia avvenuto tutto soltanto ieri, ho seguito con interesse e soddisfazione la tua carriera in questi ultimi tempi e sono assai felice che i tuoi sforzi e le tue capacità siano state premiate e che alla fine tu abbia avuto un ruolo di rilievo presso una tale prestigiosa istituzione.

Ti scrivo però per una questione strettamente professionale. Ultimamente ho in cura una giovane donna di un'importante ed influente famiglia locale, la quale si è raccomandata per il massimo riserbo, per questo motivo darò alla mia paziente il nome di fantasia di Angelica. Angelica soffre di una sindrome da stress post traumatico, la stessa di cui soffrono molti soldati reduci della grande guerra del '14-'18.
Ho intrapreso una terapia farmacologica per calmare i sintomi più acuti del disturbo con buoni risultati, ma quando ho cercato di curare le cause dello stato della paziente mi sono trovato in seria difficoltà: non soltanto gli eventi che Angelica afferma di aver vissuto sono inquietanti e deliranti, ma coinvolgerebbero molte altre persone, tra cui alcuni amici di Angelica recentemente scomparsi in un incidente e poi altri due uomini, con cui Angelica afferma di aver condiviso la terribile esperienza. Questi individui, a detta della famiglia, sono anch'essi scomparsi nel nulla.
Esiste poi un'ulteriore figura che Angelica cita spesso durante le sedute: una certa Shub Niggurat, che sicuramente non è una persona in carne ed ossa. Ho compiuto delle ricerche personali ma non sono giunto a nulla di concreto, solo qualche riferimento ad antiche e dimenticate religioni. Per questo ho deciso di interpellarti Carolyn sapendo delle tue conoscenze presso la Miskatonic University di Arkham famosa per i suoi testi su culti antichi e poco conosciuti. Ho anticipato alla famiglia della mia paziente che avrei richiesto la consulenza di una stimata collega, com'era prevedibile si sono raccomandati la massima riservatezza ma non si sono opposti, per cui se anche decidessi di visitare la paziente in loco, non farti problemi: il viaggio ed il disturbo saranno ampiamente ricompensati.
Ti ringrazio fin d'ora per la tua preziosa collaborazione, ogni aiuto che mi potrai fornire sarà ben accetto. Attendo tue notizie.

Cordiali saluti
Dott. Steven J.Briar.


* * *

Sam torna a casa con passo lento, sempre attento a tutto quello che lo circonda. Ora vive con un altro nome,  in un paese polveroso perso nel nulla di un altro stato americano. I soldi incassati dall'assicurazione per la truffa della casa di Long Branch, gli sono serviti per rifarsi una nuova vita, niente di eclatante, anzi quella che conduce ora Sam è un'esistenza decisamente noiosa, noiosa ma tranquilla e sopratutto lontana mille miglia dalla famiglia Di Santo.
Dopo essere entrato Sam chiude la robusta porta di casa, poi si siede sulla poltrona del soggiorno di fronte ad un piccolo specchio appeso al muro. Come d'abitudine legge con calma il giornale, per rilassarsi dopo una giornata di lavoro, ad un certo punto una notizia attira la sua attenzione.
"Questa mattina è stato ripescato dal fiume Hudson presso la città di New York, il corpo di un uomo in avanzato stato di decomposizione e con le mani ed i piedi legati. Viste le condizioni del cadavere è stato solo grazie ad un frammento della licenza di investigatore privato, trovato tra i resti degli indumenti ed ancora leggibile, che è stato possibile identificare il corpo. Che è risultato essere Ray Anderson, investigatore privato salito agli onori della cronaca qualche tempo fa per un caso di aggressione e scomparso ormai da alcune settimane. A questo punto ci si domanda chi possa essere responsabile di quella che, a prima vista, sembra essere una vera e propria esecuzione."
Sam chiude gli occhi, poi allontana con violenza il giornale rimuginando fra sé:
"No... non è colpa mia... non è colpa mia... non sono responsabile di quello che gli è successo ... non sono stato io a gettarlo nell'Hudson... io non sono un assassino, io...NON SONO UN ASSASSINO!"
Sam urla e poi apre gli occhi di colpo, vede la sua fronte imperlata di sudore, e si scopre a portare la sua mano dietro la nuca, il suo tipico tic nervoso che gli scatta ogni qual volta sta mentendo, solo che questa volta non è un estraneo, nello specchio c'è l'immagine riflessa dell'uomo che non voleva essere, non aveva ucciso lui Ray, erano stati i Di Santo, ma la sua truffa aveva comunque portato a questa tragica conseguenza e l'onta di essere un assassino lo sta ora fissando dagli occhi di quello specchio.

9 commenti:

Nicholas ha detto...

Tutto è bene quel che finisce bene ^_^

Tornando seri complimenti a Mr. Mist, l'epilogo è un'ottima conclusione di ottima narrazione.

Ale ha detto...

Già, complimenti Mr. Mist. Un saluto e auguri di buon anno a tutti dal fondo dell'Hudson! ��

Mr. Mist ha detto...

Da parte mia, di mia moglie e.... Della famigghia Di Santo, un grazie speciale a Nicholas e ad Ale e a tutti i lettori di Oneshot!
Auguri di buon anno a voi ed alle vostre famiglie!

Nicholas ha detto...

Buon anno a tutti!

jamila ha detto...

Buon anno Ragazzi! Che sia pieno delle vostre belle Storie!

Denis Orlandini ha detto...

Anche se in ritardo mi accodo ai complimenti

Mr. Mist ha detto...

I Vostri complimenti sono sempre bene accetti, non importa quando arrivano!

@Denis: adesso attendiamo i tuoi commenti per l'avventura che sta partire, tu che narrasti le gesta del prode Baracca e dei suoi compagni, non puoi mancare!

andrea ha detto...

Ehi! Che è 'sta storia????

Uno si allontana qualche giorno e si ritrova con un botto di roba da leggere! =D

Faccio anch'io i complimenti a Mr. Mist per l'ottimo resoconto dell'avventura ed a Nicholas per la trama!

Ale ha detto...

Eh sì, qui non ci si ferma mai! :D
E vedo che Nicholas si è già messo all'opera con il nuovo resoconto!