Diario del capitano Otto.

17 Ottobre 1952 - Budapest


Stamattina siamo partiti, con due mesi di ritardo sulla data preventivata
La missione che doveva iniziare e concludersi prima della fine dell’autunno rischia ora di dover essere compiuta in pieno inverno.
Da quando sono qui è una serie continua di ritardi, diserzioni, furti, incidenti e forse anche sabotaggi.
Senza contare le critiche condizioni della rete di rifornimenti del Reich.
Non mi stupisce che i tempi si siano allungati a dismisura, mi stupisce invece che il generale Balck non abbia voluto rimandare la missione alla prossima primavera.
Probabilmente dopo tutti questi rinvii non se la sentiva di dire a Berlino che dovevano aspettare altri sei mesi.

Ieri sera io e gli altri tre capitani siamo stati messi a conoscenza dei dettagli della missione.
L’obiettivo sono gli impianti petroliferi di Ploiesti in Romania.
Un buon obiettivo, durante la guerra quasi tutto il nostro petrolio veniva da li.
Il problema è che sono quasi 900 km nelle Terre Perdute, dal Risveglio nessuno si è mai addentrato in quelle lande.
Il nostro compito (il compito del II Corpo Motorizzato della VII Divisione Ungherese ) è scortare 10 ingegneri, mandati direttamente da Berlino, i quali dovranno controllare lo stato della rete ferroviaria e delle infrastrutture di estrazione e raffinazione.
Le nostre forze ammontano a 200 uomini tra tedeschi e ungheresi (di cui circa la metà soldati), 20 camion per il trasporto truppe, 10 camion di rifornimenti e due autobotti corazzate, ai quali si aggiungono due SDKFZ.
Questo sulla carta, nella realtà ci sono state parecchie carenze e svariate diserzioni e al nostro arrivo siamo stati costretti a coscrivere altri ungheresi da unire alla colonna per riempire i posti vacanti.

Il nome in codice dell’operazione è Frühlingserwachen ("Risveglio di Primavera").

24 Ottobre 1952

Piove anche oggi, la strada è un torrente di fango, la colonna avanza lenta, spesso dobbiamo fermarci per permettere agli ingeneri di controllare lo stato della vecchia linea ferroviaria.
I morti sono ovunque ma sono pochi e per ora non hanno rappresentato un problema, soprattutto perché ci teniamo lontani dai grandi centri abitati.

26 Ottobre 1952 – Cluj Napoca

Questa notte è successo l’inferno.
Forse per la pioggia, forse per il buio, forse per le mappe datate o forse, come dice qualcuno, per un sabotaggio deliberato, la colonna è entrata in Cluj-Napoca invece che aggirarla.
In un attimo siamo stati circondati dai morti.
Migliaia e migliaia di morti.
Il generale Balck ha dato ordine di ripiegare, ci siamo aperti la strada combattendo nel buio e nel fango.
Al mattino abbiamo contato le perdite: 8 autocarri e 30 uomini mancavano all’appello, inoltre abbiamo decine di feriti.
Invece di fermare la missione Balck ha ordinato che i feriti tornassero in Germania con alcuni autocarri e la colonna ha continuato ad avanzare.
Siamo ridotti a un centinaio di effettivi di cui 40 soldati.
Questa cosa non mi piace, siamo troppo pochi, un altro scontro come questo e saremo tutti morti... o peggio.

30 Ottobre - Brasov

Abbiamo raggiunto Brazov senza grossi incidenti.
Abbiamo incontrato morti lungo la strada e alcuni (credo) banditi che hanno sparato verso la colonna ma abbiamo avuto giusto un paio di feriti lievi.
Il malcontento serpeggia.
Le voci di sabotaggio si rincorrono ogni volta che un autocarro si ferma o sparisce qualche materiale, gli ungheresi guardano con odio i tedeschi, i tedeschi hanno inasprito i controlli e le punizioni.
Domani affronteremo le montagne.

8 Novembre – Romania

Le montagne sono state superate.
La ferrovia è ancora al suo posto e i ponti anche, nonostante i genieri abbiano dovuto rinforzarli per permettere il passaggio degli SDKFZ .
Ci abbiamo messo quasi dieci giorni.
Fa sempre più freddo.

12 Novembre – Ploiesti

Abbiamo raggiunto Ploiesti l’obiettivo della missione.
A una prima ricognizione gli impianti appaiono pesantemente danneggiati e l’intera città porta i segni dei bombardamenti inflitti durante la guerra.
Abbiamo fatto campo sulle colline, il generale Balck ha ordinato una ricognizione.

15 Novembre – Ploiesti

Ci stiamo ritirando.
La pattuglia mandata in esplorazione non è tornata, ieri mattina alcuni fiocchi di neve sono scesi dal cielo.
Non c’è più tempo.
La missione è fallita, anche Balck se ne è reso conto, con l’inverno alle porte dobbiamo tornare in Germania e dobbiamo farlo in fretta.

22 Novembre – Romania

Questa sarà la mia ultima annotazione.
Siamo stati attaccati mentre attraversavamo le montagne.
Misteriosi assalitori hanno fatto saltare in aria il ponte ferroviario mentre la colonna lo stava superando spaccandola a metà.
Quindi hanno aperto il fuoco dalle creste.
L’avanguardia si è fatta strada sparando ma noi della retroguardia siamo rimasti tagliati fuori e abbiamo dovuto ripiegare.

Siamo solo più in 15.
Oltre me ci sono cinque soldati tedeschi (il soldato scelto Heinz, Klaus il pilota dell’SDKFZ, il marconista Marcus e i soldati semplici Wolf e Schimtz) e quattro soldati ungheresi (il sergente Kovacs, il soldato scelto Juhazs e i soldati semplici Takash e Pecsi).
Ci sono poi cinque civili, due tedeschi (Bohm, uno dei dieci ingegneri mandati da Berlino e il dottor Werner, medico di Classe B) e tre giovani ungheresi (il meccanico Racz, l’interprete Varga e l’infermiera Nagi).

Se non altro ci è rimasto uno dei due camion radio della colonna e uno degli SDKFZ, abbiamo anche altri due camion per il trasporto truppe e materiali.
Tre camion, un semicingolato, 10 militari e 5 civili, è tutto ciò che abbiamo per attraversare centinaia di kilometri in territorio ostile con l’inverno alle porte e con l’unica speranza di trovare un altro valico montano per ricongiungerci alla colonna principale.
Tra poche ore punteremo verso Cormaric e li decideremo il da farsi.
È ora di andare.

0 - OPERAZIONE FRÜHLINGSERWACHEN

Diario del capitano Otto.

17 Ottobre 1952 - Budapest


Stamattina siamo partiti, con due mesi di ritardo sulla data preventivata
La missione che doveva iniziare e concludersi prima della fine dell’autunno rischia ora di dover essere compiuta in pieno inverno.
Da quando sono qui è una serie continua di ritardi, diserzioni, furti, incidenti e forse anche sabotaggi.
Senza contare le critiche condizioni della rete di rifornimenti del Reich.
Non mi stupisce che i tempi si siano allungati a dismisura, mi stupisce invece che il generale Balck non abbia voluto rimandare la missione alla prossima primavera.
Probabilmente dopo tutti questi rinvii non se la sentiva di dire a Berlino che dovevano aspettare altri sei mesi.

Ieri sera io e gli altri tre capitani siamo stati messi a conoscenza dei dettagli della missione.
L’obiettivo sono gli impianti petroliferi di Ploiesti in Romania.
Un buon obiettivo, durante la guerra quasi tutto il nostro petrolio veniva da li.
Il problema è che sono quasi 900 km nelle Terre Perdute, dal Risveglio nessuno si è mai addentrato in quelle lande.
Il nostro compito (il compito del II Corpo Motorizzato della VII Divisione Ungherese ) è scortare 10 ingegneri, mandati direttamente da Berlino, i quali dovranno controllare lo stato della rete ferroviaria e delle infrastrutture di estrazione e raffinazione.
Le nostre forze ammontano a 200 uomini tra tedeschi e ungheresi (di cui circa la metà soldati), 20 camion per il trasporto truppe, 10 camion di rifornimenti e due autobotti corazzate, ai quali si aggiungono due SDKFZ.
Questo sulla carta, nella realtà ci sono state parecchie carenze e svariate diserzioni e al nostro arrivo siamo stati costretti a coscrivere altri ungheresi da unire alla colonna per riempire i posti vacanti.

Il nome in codice dell’operazione è Frühlingserwachen ("Risveglio di Primavera").

24 Ottobre 1952

Piove anche oggi, la strada è un torrente di fango, la colonna avanza lenta, spesso dobbiamo fermarci per permettere agli ingeneri di controllare lo stato della vecchia linea ferroviaria.
I morti sono ovunque ma sono pochi e per ora non hanno rappresentato un problema, soprattutto perché ci teniamo lontani dai grandi centri abitati.

26 Ottobre 1952 – Cluj Napoca

Questa notte è successo l’inferno.
Forse per la pioggia, forse per il buio, forse per le mappe datate o forse, come dice qualcuno, per un sabotaggio deliberato, la colonna è entrata in Cluj-Napoca invece che aggirarla.
In un attimo siamo stati circondati dai morti.
Migliaia e migliaia di morti.
Il generale Balck ha dato ordine di ripiegare, ci siamo aperti la strada combattendo nel buio e nel fango.
Al mattino abbiamo contato le perdite: 8 autocarri e 30 uomini mancavano all’appello, inoltre abbiamo decine di feriti.
Invece di fermare la missione Balck ha ordinato che i feriti tornassero in Germania con alcuni autocarri e la colonna ha continuato ad avanzare.
Siamo ridotti a un centinaio di effettivi di cui 40 soldati.
Questa cosa non mi piace, siamo troppo pochi, un altro scontro come questo e saremo tutti morti... o peggio.

30 Ottobre - Brasov

Abbiamo raggiunto Brazov senza grossi incidenti.
Abbiamo incontrato morti lungo la strada e alcuni (credo) banditi che hanno sparato verso la colonna ma abbiamo avuto giusto un paio di feriti lievi.
Il malcontento serpeggia.
Le voci di sabotaggio si rincorrono ogni volta che un autocarro si ferma o sparisce qualche materiale, gli ungheresi guardano con odio i tedeschi, i tedeschi hanno inasprito i controlli e le punizioni.
Domani affronteremo le montagne.

8 Novembre – Romania

Le montagne sono state superate.
La ferrovia è ancora al suo posto e i ponti anche, nonostante i genieri abbiano dovuto rinforzarli per permettere il passaggio degli SDKFZ .
Ci abbiamo messo quasi dieci giorni.
Fa sempre più freddo.

12 Novembre – Ploiesti

Abbiamo raggiunto Ploiesti l’obiettivo della missione.
A una prima ricognizione gli impianti appaiono pesantemente danneggiati e l’intera città porta i segni dei bombardamenti inflitti durante la guerra.
Abbiamo fatto campo sulle colline, il generale Balck ha ordinato una ricognizione.

15 Novembre – Ploiesti

Ci stiamo ritirando.
La pattuglia mandata in esplorazione non è tornata, ieri mattina alcuni fiocchi di neve sono scesi dal cielo.
Non c’è più tempo.
La missione è fallita, anche Balck se ne è reso conto, con l’inverno alle porte dobbiamo tornare in Germania e dobbiamo farlo in fretta.

22 Novembre – Romania

Questa sarà la mia ultima annotazione.
Siamo stati attaccati mentre attraversavamo le montagne.
Misteriosi assalitori hanno fatto saltare in aria il ponte ferroviario mentre la colonna lo stava superando spaccandola a metà.
Quindi hanno aperto il fuoco dalle creste.
L’avanguardia si è fatta strada sparando ma noi della retroguardia siamo rimasti tagliati fuori e abbiamo dovuto ripiegare.

Siamo solo più in 15.
Oltre me ci sono cinque soldati tedeschi (il soldato scelto Heinz, Klaus il pilota dell’SDKFZ, il marconista Marcus e i soldati semplici Wolf e Schimtz) e quattro soldati ungheresi (il sergente Kovacs, il soldato scelto Juhazs e i soldati semplici Takash e Pecsi).
Ci sono poi cinque civili, due tedeschi (Bohm, uno dei dieci ingegneri mandati da Berlino e il dottor Werner, medico di Classe B) e tre giovani ungheresi (il meccanico Racz, l’interprete Varga e l’infermiera Nagi).

Se non altro ci è rimasto uno dei due camion radio della colonna e uno degli SDKFZ, abbiamo anche altri due camion per il trasporto truppe e materiali.
Tre camion, un semicingolato, 10 militari e 5 civili, è tutto ciò che abbiamo per attraversare centinaia di kilometri in territorio ostile con l’inverno alle porte e con l’unica speranza di trovare un altro valico montano per ricongiungerci alla colonna principale.
Tra poche ore punteremo verso Cormaric e li decideremo il da farsi.
È ora di andare.

9 commenti:

Ale ha detto...

Ottime premesse! :D

Mr. Mist ha detto...

Un inizio alla Bram Stokers'Dracula, meraviglioso!

Nicholas ha detto...

Si, ma con in più un SDKFZ :D

andrea ha detto...

ottima l'idea del diario!

PS: so che sono un rompi, ma da modellista di carri della WW2... che Sdk.Fz. erano disponibili? =D

andrea ha detto...

tra l'altro, sd.kfz... ecco che succede a scrivere senza rileggere! XD

Nicholas ha detto...

L'unico e solo 251!
Eheh caschi bene Andrea, io sono un feticista dei trasporti truppe, oltre che un'appassionato di WW2, quindi non potevo esimermi dall'infilarcelo.

In ogni caso il diario è solo un'espediente per impostare i presupposti, dal prossimo post, sarà narrazione classica.

Mr. Mist ha detto...

Sono anch'io malato di mezzi e storie della WWII, mi sento un po' a casa! :)

Denis Orlandini ha detto...

Grande Nicholas noi amiamo Sine requie ;-)

Nicholas ha detto...

Denis mi raccomando, se starti un nuovo blog avvisa che sono sempre bellissimi!