Alcune molotov esplodono alla base del palazzo illuminando la zona a giorno e avvolgendo i morti nelle fiamme.
“Scendete svelti!” urla il capitano dall’altra parte della strada.
I tre non se lo fanno ripetere e balzano nella neve sciolta tra i morti che bruciano e il calore del fuoco.
Una fucilata rimbomba, il soldato Pecsi viene sbattuto indietro, cade nella neve, le mani strette sul ventre.
“Tutti al coperto, sta sparando dal cementificio!” urla Heinz.
Il gruppo si mette a correre attraversando la strada e superando la stazione, un ultimo colpo sbreccia una colonna poco lontana poi i soldati si portano al sicuro nella zona residenziale guidati dal loro capitano.
Commenti
Una domanda che mi ronza in mente da un po'... non conosco il funzionamento delle radio militari, soprattutto di quelle della WWII, ma mi domandavo entro quale distanza limite sarebbe possibile per il nostro gruppo di dispersi inviare una richiesta d'aiuto ad un punto di ascolto amico ?
Comunque mi chiedo perché questo cecchino sia rimasto lì per 10 anni (vedi commenti al post precedente)... non si è rotto le scatole di vivere da solo in una zona morta?
Se è talmente abile da evitare i morti e sopravvivere per così tanto tempo... cosa c'è di così particolare in questa città per rimanerci?
Il problema di fondo è che li intorno non c'è nulla e nessuno con cui comunicare, tutta l'Europa dell'est è Terre Perdute.
Il cecchino ha un buon motivo per rimanere li, ma vi anticipo già che i pg non l'hanno scoperto (quindi tocca aspettare la pubblicazione dell'avventura).
In ogni caso i problemi sono altri, la città è da attraversare con una colonna di mezzi e diversi civili e i pg hanno avuto un assaggio di quanto sia pericolosa.
È stata la loro prima grossa città e hanno imparato molto su quanto siano dei pessimi posti.
In ogni caso il capitano a circa stabilito una rotta di ricongiungimento, bisogna vedere come andrà a finire.