giovedì 8 maggio 2014

11 - ETERNITA'

Jeremiah si svegliò di colpo. La sensazione di cadere l'aveva bruscamente riportato alla realtà, ma persisteva in lui un senso di turbamento, residuo di quell'incubo di cui ricordava poco o nulla.
Capì che si era addormentato durante il suo turno di guardia.
Fuori dal capanno la mattina era grigia e fredda, un nevischio gelido scendeva rado. Una spettrale foschia permeava il bosco in un silenzio surreale, filtrando dalle fessure fin dentro la casa.
Svegliò gli altri, avevano col gelo nelle ossa. Alf non era tornato.
Josephine guardò fuori dalla finestra e si sentì prendere dall'inquietudine.
Ogni albero aveva due cerchi concentrici incisi sulla corteccia che guardavano in direzione del cottage...

mercoledì 7 maggio 2014

10 - IL PRECIPIZIO

Nascosto nell'anfratto con le radici che gli gocciolavano sui capelli, Jeremiah chiuse gli occhi, concentrandosi sul quel martellante sussurro che gli rimbombava nella testa.
Icco onna irebla ilg. Avresso oxob li! Icco onna irebla ilg. Avresso oxob li! 
Cessò di colpo.
Jeremiah riaprì gli occhi con fatica, le palpebre appiccicate dal liquido resinoso che gli colava sul capo dalle radici. Respirava affannosamente, pensare gli era difficile.
Cercò di aggrapparsi ad un'assurda razionalità, unico appiglio su cui fare affidamento. Senza crederci si convinse che Josephine fosse corsa avanti per cercare Nelly. Doveva essere così. Gli sarebbe bastato raggiungerla, trovarle entrambe e finalmente tornare tutti assieme al Villaggio.
Uscì tremando dal suo nascondiglio; l'umidità gli gelava l'anima.
Avanzò cautamente nella grotta finché non vide in lontananza il freddo bagliore grigio del mattino: un'uscita.
La raggiunse, mosse i suoi passi nella luce e rimase senza fiato.
La caverna terminava a strapiombo nel mezzo di un'immensa parete rocciosa, aprendosi su uno spazio infinito fatto di nebbia e fusti di alberi enormi e altissimi, appena visibili nella foschia.
Il bisbiglio riprese sommesso mentre sulle piante si schiusero lentamente giganteschi occhi.
Jeremiah si sentì perso, insignificante. Era nulla, non poteva nulla. Provò quella tranquillità che solo la rassegnazione sa dare.
Dietro di lui la voce di una bambina pronunciò quelle parole nel verso corretto: "Gli alberi hanno occhi! Il Bosco osserva!"
Jeremiah sapeva che era Nelly: "Eri tu, sei sempre stata tu..." le disse senza voltarsi.
Attese osservando gli occhi che lo fissavano dalle nebbie. Non capiva, non avrebbe mai capito. Non c'era logica, né razionalità in quello che era accaduto. Nessuna risposta alla domanda perché?  Pregò solo che nessun altro venisse a cercarli.
Poi uno spintone nella schiena e si sentì cadere giù, giù, giù...